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                                        ACU - Associazione Consumatori Utenti
Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale
Regione Calabria
       

dall'ACU

 

...E INTANTO L’AEROPORTO DI LAMEZIA TERME SCENDE NUOVAMENTE AL DI SOTTO DEL MILIONE DI PASSEGGERI NAZIONALI

 

Diffusi dall’Associazione Italiana Gestori Aeroporti (Assaeroporti), associata a Confindustria, i dati relativi al traffico passeggeri e merci riferiti a tutti gli aeroporti italiani nell’appena trascorso anno 2005. I dati sono di libera consultazione in quanto diffusi attraverso il portale web www.assaeroporti.it . Da tali dati non emerge certo una situazione felice per l’aeroporto di Lamezia Terme che, da gennaio a dicembre 2005, ha visto ridursi progressivamente il numero di passeggeri in transito, sino ad arrivare a scendere nuovamente sotto il muro del milione di passeggeri, per quel che riguarda i voli nazionali. Quest’ultimi, infatti, hanno avuto una flessione nel 2005 pari ad un -13,1%, corrispondente a 925.952 passeggeri di voli nazionali. E’ solo grazie, invece, ad un deciso incremento dei voli charter internazionali, che hanno visto transitare attraverso l’aeroporto lametino 229.342 passeggeri, che il saldo complessivo dei transiti è rimasto appena al di sopra del milione di unità. Il numero totale degli aeromobili in arrivo e partenza (voce:Aviazione Generale) è comunque crollato, nel 2005, a -31,7% e il totale generale del traffico è risultato del -8,8%, pari a 1.163.121 transiti. Leggendo questi numeri non convincono le affermazioni di coloro che dichiarano che i dati relativi al precedente anno di riferimento (cioè il 2004 confrontato col 2005) sono stati “drogati” dalla presenza dei passeggeri da e per Reggio Calabria, costretti a transitare da Lamezia a causa dei pochi mesi di chiusura dell’Aeroporto dello Stretto. Se fosse vero, indipendentemente da ogni altra considerazione, ne deriverebbe che l’aeroporto di Lamezia Terme non avrebbe mai avuto il milione di passeggeri “propri” che hanno consentito a Sacal di ottenere la “gestione diretta”. Né può ancora, e in eterno, farsi riferimento ad una “crisi del settore aereo” perchè ciò è smentito dai dati nazionali che registrano solo una lievissima flessione che va dallo   -0,6% (voli nazionali) al -0,8% (aviazione Generale). Purtroppo ad impedire il registrarsi di tali dati negativi non è bastato l’incremento del traffico nazionale che pur c’è stato nell’ultimo mese di dicembre, poiché a controbilanciarlo in peggio si è verificato un pesante crollo del traffico passeggeri internazionali che, a dicembre 2005, ha registrato un    -51,00% con soli 2.881 transiti. Infine anche il traffico merci ha registrato una flessione nel 2005, col transito di 2.565 tonnellate di merci e di posta pari ad un -5,1%.

 

 

30 gennaio 2006

            ACU Onlus REGIONE CALABRIA




16 gennaio 2006

ACU PORTA IN TRIBUNALE TRENITALIA PER INQUINAMENTO AMBIENTALE

Inizierà mercoledì 18 gennaio alle ore 9,30 presso il Tribunale Civile di Lamezia Terme la causa promossa dall’ACU Nazionale contro Trenitalia spa per l’inquinamento a mezzo fumi del quartiere S.Eufemia di Lamezia Terme. L’ACU sarà difesa in giudizio dall’avv.Giuseppe d’Ippolito, nostro rappresentante nazionale. La causa nasce da un’iniziativa assunta dalla nostra associazione che ha deciso di tutelare, anche attraverso il ricorso alle vie giudiziarie, i cittadini del quartiere di Lamezia Terme che, da anni, sono costretti a vivere in un ambiente reso inquinato e insalubre, dall’utilizzo di vecchi locomotori diesel che alla loro accensione emettono un’ingentissima dispersione di fumi rendendo l’aria assolutamente irrespirabile. Sino ad oggi, completamente vane sono state le proteste e le richieste di intervento formulate dai cittadini vittime di tale assurdo comportamento, che non sono riusciti ad avere alcun genere di tutela, non solo dalla società Trenitalia, ma anche dal mondo della politica comunale e regionale. Tali fatti, già di per sè gravi poiché minacciano in modo assai concreto la salute di varie centinaia di persone, rappresentano anche una prova palese del totale disinteresse di una grande azienda verso i diritti fondamentali degli utenti meridionali, perchè evidenziano l’utilizzo nelle tratte locali calabresi di materiale rotabile di vecchissima costruzione, ormai inidoneo ad un moderno trasporto delle persone, tra l’altro privo di dispositivi antinquinamento e dei normali filtri che oggi vengono richiesti anche per la ordinaria circolazione delle autovetture. «L’iniziativa adottata da ACU» ha dichiarato Gianni Cavinato -Segretario Generale dell’Associazione- «si inserisce in un quadro di interventi di più ampio respiro che stiamo realizzando da vari mesi a sostegno dei diritti non solo degli abitanti di Lamezia Terme, ma anche di tutti i pendolari che sono costretti a sopportare quotidianamente i vari disservizi provocati da Trenitalia. L’ACU» - ha continuato Cavinato- «sostiene le lotte di tutti gli utenti del trasporto ferroviario e ha lanciato, per il prossimo mese di febbraio, una campagna di disobbedienza civile che consiste nel esibire il biglietto di viaggio al controllore non alla sua richiesta, ma in ritardo, con un ritardo pari a quello del treno in cui si sta viaggiando».
Maggiori informazioni sulla campagna nazionale potranno essere fornite dalla sede nazionale di Milano (Tel. 02/66154126), mentre per l’iniziativa di Lamezia Terme ci si potrà rivolgere alla sede calabrese (tel. 3391300388).

Carmela Vecchi
Responsabile ACU per Lamezia Terme



 

12 dicembre 2005 >
il dossier

7 dicembre 2005

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO:
LAMEZIA CITTÀ DELLE REGOLE? QUALI?

Facciamo fatica a capire al rispetto di quali regole e di quale legalità il Sindaco Speranza faccia costantemente riferimento nei suoi intereventi se, poi, nella città da lui amministrata il rispetto delle regole interne sembra diventato un optional. Dopo una serie di violazioni di norme dello Statuto comunale che neppure il centrodestra sembra voler denunciare, evidentemente preoccupato di non disturbare la conclusione del patto di potere per il governo della città, oggi registriamo una nuova grave novità. Il comune ha infatti annunziato l’intenzione di voler stendere lungo tutta la città, una rete di inquinamento elettromagnetico con l’istallazione di ben tre ponti radio e 100 telecamere in Wireless che altro non sono che altrettanti sistemi di comunicazione i cui i segnali, nel nostro caso, viaggiano nello spazio via radiofrequenza. Come dire: cento antenne della telefonia mobile (contro cui lo stesso Speranza si era mobilitato in passato) e tre ponti radio che le gestiscono in tutto il territorio. E’ bene ricordare, infatti, che le reti di comunicazioni in Wi-Fi, sono normalmente utilizzate in ambienti assai ristretti e, comunque, all’interno di singoli edifici e utilizzano, in questi casi, potenze inferiori a quelle di un singolo telefono cellulare. Ma, nel caso di una rete cittadina, è evidente che dovranno utilizzarsi potenze di trasmissione di gran lunga superiore e, secondo molti tecnici, per offrire questo tipo di servizio bisognerà anche passare a frequenze superiori (quelle che vanno dai 40.5 ai 42.5 GHz), anticipando così nuovi e più avanzati utilizzi dello spettro elettromagnetico. E ulteriori livelli di esposizione per i cittadini. Anche perchè tali fonti di inquinamento elettromagnetico andranno a sommarsi a tutti gli altri già presenti in città. Per questo il Comune di Lamezia Terme si era dotato di un proprio Regolamento comunale che, nonostante non offra molte garanzie di tutela, sembra essere stato totalmente ignorato dall’amministrazione lametina, anche perchè la legge quadro 36/2001 impone che la tollerabilità dell'esposizione umana ai campi elettromagnetici generati dalle apparecchiature di W-Lan debba essere di volta in volta accertata ai sensi delle norme vigenti (attualmente vedasi il D.M. del 10.9.1998, n. 381 del Ministero dell'Ambiente). Senza considerare che, attraverso questa operazione, Telecom (ma era stata bandita una gara?) si prepara a dare un colpo mortale a tutti i propri concorrenti che speravano appunto nelle reti WiFi per superare l’ex monopolista nella corsa al cosidetto “ultimo miglio” per offrire servizi alternativi. E non abbiamo ancora parlato del rispetto della privacy ... ....
E’ evidente che l’ACU si opporrà in ogni sede, anche giudiziaria, a questa scellerata scelta dell’amministrazione comunale e chiama tutti i cittadini alla mobilitazione.

ACU-Onlus
Lamezia Terme


 
07 dicembre 2005


NATALE SOLIDALE A LAMEZIA

Presentato oggi a Lamezia l’iniziativa denominata “Natale Solidale” realizzata dall’Associazione Consumatori Utenti e dalla Confcommercio con la collaborazione della Caritas diocesana. Si tratta di un accordo che prevede, per le festività in corso, la messa in vendita di 1.500 confezioni, composte con un pasto completo per 4 persone (un primo, secondo, contorno, frutta, dolce e spumante), ad un prezzo scontato di oltre il 50% che non supererà i 6 euro e 90 centesimi. Non si tratta di un’operazione caritatevole o, perlomeno, non è questa la finalità principale dell’iniziativa. Lo scopo, invece, è di tipo solidaristico. Una forma di assistenza reciproca, un tentativo per avviare un momento di condivisione tra i diversi soggetti che operano sul mercato, i consumatori e i commercianti, per superare una grave situazione di crisi nella quale versa il nostro paese e che ha determinato la nascita di nuove fasce sociali di disagio e, addirittura, una nuova forma di povertà. E’ la situazione nella quale si trovano tutte le famiglie dove c’è un solo stipendio, una sola pensione, un’indennità di disoccupazione o dove particolari situazioni contingenti, la presenza di una persona con disabilità, di un anziano bisognoso d’assistenza, di un malato, rendono non più bastevoli alle necessità quotidiane, le entrate ordinarie della famiglia. Per questo, allora, abbiamo valutato che 1.500 pranzi di Natale, pur destinati ad altrettante famiglie e, quindi, almeno a circa 6.000 persone, non saranno comunque sufficienti a soddisfare tutte le esigenze esistenti nella città di Lamezia Terme e si imporrà la necessità di stilare un ordine di priorità: le emergenze nell’emergenza. Per questo collabora all’iniziativa la Caritas Diocesana. Alla Caritas, infatti, spetterà il compito di distribuire dei bonus che consentiranno all’interessato di ritirare, direttamente nei punti vendita che aderiscono all’iniziativa, il “paniere” scontato. Ovviamente l’ACU esprime il proprio ringraziamento a quei commercianti della grande distribuzione organizzata, che hanno deciso di rinunziare a parte dei propri guadagni per assumersi la responsabilità di contribuire al superamento di uno dei momenti di maggiore difficoltà per il nostro paese.
ACU-Onlus

 
05 dicembre 2005


CCIAA DI CATANZARO:
SODDISFAZIONE PER ELEZIONE
VICEPRESIDENTE DI LAMEZIA TERME

Esprimiamo grande soddisfazione per la recentissima elezione della Giunta della Camera di Commercio di Catanzaro e del suo vicepresidente nella persona del dott.Franco Lucia. Non c’è dubbio, infatti, che con tale designazione unanime la neo eletta Giunta camerale e il suo Presidente Paolo Abramo, hanno inteso dare un rilevante riconoscimento non solo ad una importante categoria ma anche ad uno dei suoi rappresentanti più autorevoli e prestigiosi e, non da ultima, all’ intera realtà produttiva del lametino che ormai da lunghi anni sta lottando per un riscatto sociale, politico ed economico del suo territorio. “Ho imparato a conoscere sul campo l’amico Lucia” -ha dichiarato l’avv.d’Ippolito, presidente dell’ACU e consigliere della CCIAA di Catanzaro- “e ne ho da subito apprezzato le doti umane di semplicità e disponibilità che esaltano la sua grande competenza e capacità di rappresentanza politica e categoriale. Il comprensorio di Lamezia Terme aveva assai bisogno di una nomina di questo spessore per ridare luce alle tante competenze che questa città esprime e che una politica cittadina integralista e autoreferenziante si rifiuta di valorizzare”. Si completa così il percorso di rinnovamento della Camera di Commercio di Catanzaro passato brillantemente attraverso appuntamenti assai importanti: l’elezione del Presidente Abramo, avvenuta in modo unanime, e quella della Giunta, unanimamente condivisa; l’elezione di un’importante e qualificata rappresentanza femminile in Giunta e, da ultima, l’elezione di Lucia. Ci sono tutte le premesse perchè il prossimo quinquennio d’attività della Camera si caratterizzi con risultanti d’eccellenza e di grande interesse.


ACU-Onlus
Presidenza Regione Calabria

 
29/10/05

...E INTANTO LA SACAL (AEROPORTO DI LAMEZIA T.)
VA SEMPRE PIÙ GIÙ

Mentre non accennano a placarsi le polemiche sulla nomina operata dal sindaco Speranza in Sacal (aeroporto di Lamezia Terme), specialmente per le inopportune dichiarazioni della prima ora nel segno della continuità, tornano i dati e i freddi numeri a stroncare ogni giudizio benevolo sull’ultima gestione societaria. E i dati non sono nostri, bensì dell’Associazione Italiana Gestori Aeroporti, associata a Confindustria, e sono relativi al traffico passeggeri di tutti gli aeroporti italiani, rilevati mese per mese. Ebbene da questi dati emerge senza ombra di dubbio che, al di là delle chiacchiere in libertà, sono –come al solito- i singoli utenti a dare il voto alla gestione dell’aeroporto di Lamezia Terme -utilizzando l’arma principe dei consumatori, che è quella economica- rifiutando di servirsi delle strutture e dei servizi che non li soddisfano. E il voto è sicuramente negativo visto che i dati del traffico passeggeri nazionali, anche per l’appena trascorsa stagione estiva, sono stati tutti in inesorabile calo:
a luglio 106.890 passeggeri nazionali, pari ad un -15% riferito a luglio 2004; ad agosto i passeggeri nazionali sono stati 105.212 con un decremento pari a -19,9 % rispetto ad agosto 2004; a settembre passeggeri 80.992 che equivalgono ad un risultato negativo del -21,2% (fonte: www.assaeroporti.it ). “L’emorragia di passeggeri nazionali dall’aeroporto di Lamezia Terme, continua ormai da mesi e mesi e deriva dalla totale disattenzione e dal totale disinteresse verso le richieste dell’utenza penalizzata per l’assenza di qualunque politica finalizzata alla riduzione dei costi dei voli o all’incremento della concorrenza” -ha dichiarato l’avv.Giuseppe d’Ippolito, presidente ACU e rappresentante dei consumatori presso l’Ente Nazionale Aviazione Civile- “i volumi di traffico passeggeri per una società di gestione di un aeroporto, sono la cartina al tornasole dell’efficienza dell’azienda. Questi ultimi dati del 2005 si stanno ormai consolidando nella loro estrema negatività e, considerando che il maggior picco del traffico passeggeri si raggiunge proprio nel periodo estivo, i prossimi due mesi non dovrebbero portarci nulla di buono, inducendoci a stimare che la perdita annuale di passeggeri sui voli nazionali, rispetto al 2004, per l’aeroporto di Lamezia Terme si aggirerà intorno ad un meno 15/20%. Aspettiamo il nuovo management alla difficile prova di far risalire le quotazioni del principale aeroporto calabrese e … incrociamo le dita: speriamo che mentre il medico studia, il malato non muoia !”

ACU Onlus
PRESIDENZA REGIONE CALABRIA

 

INFLUENZA AVIARIA: UN ALLARME SPREGIUDICATO CREA AD ARTE UNA PAURA DI MASSA APPELLO A LOIERO, PIRILLO

L’allarme mondiale lanciato in grande stile, in queste ultime settimane sulla pandemia aviaria, non risponde affatto ad una esigenza sanitaria e sociale fondata sulla prevenzione primaria, ma al contrario mira a determinare una situazione di panico globale con possibili ricadute autoritarie a tutti i livelli. “Il fenomeno mass-mediatico mondiale sembra innescato ad arte allo scopo di scatenare delle rivolte popolari all’insegna della parola d’ordine vogliamo il vaccino, ma non essendoci nessun vaccino, ad oggi, efficace, i governi si trovano nella situazione di spendere, promettere ed intervenire con antidoti elettorali tipo placebo”, afferma Gianni Cavinato, tecnologo alimentare, segretario generale dell’ACU. Infatti si ipotizza che il virus ad elevata patogenicità (tra l’altro già ben noto nell’influenza aviaria italiana del periodo 1999/2003) potrebbe coinfettarsi con altri virus influenzali umani e generare un nuovo virus altamente patogeno che in tal caso provocherebbe una pandemia. Il tutto viene condito con similitudini storiche (l’influenza spagnola del 1918, ecc.) e probabili milioni e milioni di morti. Forse non è un caso che proprio in Centri di ricerca USA controllati dal Ministero della difesa si sia ricostruito recentemente il virus della spagnola !!! E gli unici in questo momento a gioire sono poche multinazionali farmaceutiche che si preparano ad incassare almeno due risultati: maggiori profitti e controllo “sanitario” privato della popolazione mondiale. Si dimentica, in male fede, che per il virus che verrà (se verrà) provocherà malattie e decessi, sino alla somministrazione di massa di un vaccino veramente efficace, soprattutto per la carenza, in moltissime zone del pianeta, di quelle misure di prevenzione, di sanità pubblica, di igiene ambientale e personale purtroppo carenti anche in determinarti ambienti nei paesi ad elevato sviluppo economico. Non solo, ma la malnutrizione e le condizioni economiche e sociali rappresenteranno un’incubatrice inarrestabile di una qualsiasi pandemia di questo tipo. “Pertanto la prima terapia mondiale per prevenire una pandemia è quella di risolvere i problemi drammatici della fame e della povertà! In secondo luogo è indispensabile cambiare rotta nelle metodologie e nelle tecniche di produzione e di allevamento” –ha dichiarato l’avv.Giuseppe d’Ippolito, presidente nazionale di ACU. I polli odierni derivano in prevalenza da sole due razze (KOB e ROSS), vengono ovunque allevati con mangimi medicati e in situazione di stress indescrivibili (ad esempio 23 ore su 24 con la luce artificiale, 20 polli per metro quadrato, convivenza con le proprie deiezioni, ecc.). Gli effetti che si ottengono sono quelli tipici di indebolimento delle resistenze immunitarie, fragilità degli arti, manifestazioni di sempre nuove affezioni, aggressività tenuta sotto controllo con farmaci. Fanno bene i consumatori a non consumare carni di pollo e derivati (es. wurstel), ma se il rifiuto è determinato dalla paura per gli effetti dell’influenza aviaria bisogna, andare avanti e porsi l‘obiettivo di ottenere un vero benessere animale, ovunque nel mondo! Soltanto animali sani e senza farmaci possono far bene alla nostra salute mentre la vaccinazione antinfluenzale umana deve essere promossa, gratuitamente, per tutti i soggetti a rischio smettendo di propagandare un allarmismo tutto elettorale. ACU sostiene che, oggi, l’impegno prioritario è quello del controllo di tutte le possibile fonti della diffusione del virus ad alta patogenicità, coinvolgendo attivamente e responsabilmente tutti i soggetti interessati, cominciando dai cacciatori e dagli allevatori. “Per questo mi appello al Presidente Loiero e all’assessore Pirillo” –ha continuato il Presidente di ACU Giuseppe D’Ippolito- “così come stiamo facendo con Presidenti e assessori di tutte le regioni d’Italia, per sospendere l’esercizio dell’attività venatoria incentivando (anche con premi ad hoc) il ruolo di sentinelle del territorio di cacciatori e allevatori. Così come chiediamo alla Regione Calabria di adottare, per l’allevamento degli animali da reddito, le regole che qui di seguito elenchiamo”:

1. Vietare la promiscuità uomo/animali da reddito,
2. Aiutare gli allevatori poveri di tutto il mondo a superare la promiscuità dettata da esigenze economiche di sopravvivenza;
3. Prevedere un piano mondiale di formazione igienico-sanitaria di tutti gli addetti alla filiera produttiva e commerciale;
4. Determinare tutte le misure necessarie per ridurre drasticamente la densità territoriale degli animali da reddito;
5. Determinare i parametri essenziali del benessere degli animali da reddito, a cominciare dai tempi di vita, le condizioni minime di rispetto delle esigenze vitali di ciascuna razza, incrementare la biodiversità genetica;
6. Porre dei limiti alla selezione forzata tutta orientata a ridurre i tempi di vita degli animali e all’incremento produttivo di alcune parti del corpo (es. i muscoli pettorali del pollo, ecc.);
7. Abolire, anche gradualmente, i mangimi medicati dalla dieta di tutti gli animali da reddito ed introdurre i principi dell’allevamento secondo il metodo biologico limitando drasticamente l’uso dei farmaci zootecnici;
8. Introdurre a livello mondiale un etichettaggio completo di tutti i mangimi e di tutti i prodotti destinati all’alimentazione umana, che comprenda una esauriente informazione anche sulle condizioni di allevamento degli animali da reddito.

Milano 18 ottobre 2005
ACU-Onlus
Presidenza Nazionale



 
Lamezia Terme 12 ottobre 2005

SACAL: CHE DELUSIONE LA NOMINA DI SPERANZA!

Sono veramente deluso dal comportamento tenuto da Gianni Speranza in occasione della nomina del Presidente Vitale alla Sacal e sono anche un po’ amareggiato perchè credo che non si sia neppure reso conto dei danni che la sua scelta porterà all’intera regione. Dopo tutte le parole sulla legalità, sulla carenza di infrastrutture, sulle carenza di presenza di forze dell’ordine e di magistrati nella regione e nella provincia; dopo le celebrazioni, i festival nazionali e quant’altro, il Sindaco di Lamezia Terme ha pensato bene di sottrarre dai ruoli della magistratura, in particolare della Corte di Appello di Catanzaro, il suo presidente vicario, un magistrato di indubbio valore, di altissima statura morale e enorme preparazione giuridica come il dott.Giuseppe Vitale. Solo chi, come il sottoscritto, ha quotidianamente da fare i conti con la macchina della giustizia, potrà rendersi conto appieno dei danni che le dimissioni del dott.Vitale produrranno da qui a poco. I cittadini e gli utenti se ne accorgeranno nel tempo, mano a mano che le loro domande di giustizia rimarranno sempre più inevase. Il mio stato d’animo muove dalla semplice constatazione che per avere un’altro magistrato di Cassazione dello spessore del dott.Vitale, dovremo aspettare chissà quanti altri anni, mentre un’altro presidente della Sacal che parte da zero e che ha necessità di capire e documentarsi, come lo stesso Vitale ha correttamente dichiarato di sè stesso, forse era possibile rintracciarlo senza privare la Corte di Appello di Catanzaro di un così importante presidio umano. Specie dopo che la battaglia per la presidenza ad un lametino, grazie al Presidente Loiero, era stata già vinta senza la spendita di alcun nome, proprio per espressa scelta del Sindaco di Lamezia. Devo poi dire che mi amareggia anche l’operazione di ben scarsa moralità condotta da Speranza e dal suo occulto consigliere che ha adoperato lo schermo di un’altissima personalità, che non può non ricevere lodi e apprezzamenti personali da tutti, per mascherare un aperto sbeffeggiamento nei confronti di chi con altrettanto valore, ha condotto per lunghi anni le proprie battaglie a difesa della legalità e del progresso di questa città, che è stato a lungo corteggiato per riceverne i favori elettorali e che da ultimo era stato indicato quale autorevole candidato alla Presidenza della Sacal. Il mio pensiero va al dott.Romano De Grazia che solo pochi giorni prima della riunione della CdA della società aeroportuale, mi era stato indicato dallo stesso Speranza come principale candidato alla Presidenza, proprio mentre, invece, si percorreva un’altra strada. Al dott.De Grazia, quindi, voglio pubblicamente porgere il mio saluto affettuoso, la mia solidarietà, la mia vicinanza in momento così delicato per lui e per la sua famiglia, ma anche le mie scuse, a nome di tutti gli elettori di Gianni Speranza, anche per il suo ultimo goffo tentativo di spostare le responsabilità di una scelta grave su altri, nell’evidente incapacità di assumersi appieno il peso delle proprie scelte. Al dott.Vitale, infine, tutti i miei sinceri auguri di buon lavoro con la certezza che egli ben saprà distinguere all’interno della Sacal le situazioni che brillano d’eccellenza, ma che sono assai poche, da quelle che richiedono un urgente intervento nel senso della discontinuità, così come lo stesso Speranza aveva sempre dichiarato negli ultimi mesi. Anche nella mia qualità di componente dei tavoli tecnici dell’ENAC, gli garantisco la mia piena e assidua collaborazione.

Avv.Giuseppe d’Ippolito
Presidenza nazionale ACU Onlus




Lamezia Terme 21 settembre 2005

NOMINE ALLA REGIONE: DELUSIONE PER LA MANCATA DESIGNAZIONE DI UN DIFENSORE CIVICO. APPELLO A LOIERO

Non posso nascondere la mia delusione per l’ ennesimo rinvio nella designazione del difensore civico regionale che è stato istituito con una legge regionale di oltre venticinque anni fa, la n.4 del 16 gennaio del 1985! Forse il Presidente Bova non si è reso conto che, così, la Calabria rimane ancora l’unica regione d’Italia totalmente priva di un qualunque strumento normativo regionale a tutela dei diritti dei cittadini, dei consumatori e degli utenti. La Calabria è, infatti, priva di una legge regionale sui diritti dei consumatori come hanno invece tutte le regioni italiane con la sola esclusione delle regioni Sardegna e Puglia. In Sardegna, però, c’è il difensore civico regionale, una legge regionale d’indirizzo e varie norme di tutela. In Puglia esistono ben tre leggi regionali che disciplinano in vario modo i settori d’interesse dei consumatori, esiste un osservatorio regionale sul commercio nonchè un Istituto pugliese per la tutela dei consumatori cui partecipano anche le associazioni di rappresentanza. In Calabria, invece, nessuna norma che prevede la tutela dei consumatori è divenuta realmente operativa: da quella sul difensore civico, inattivata da ben 25 anni, alla più recente legge 8 del 2003 che prevede una Consulta regionale per i consumatori e un Osservatorio regionale dei prezzi e dei consumi. Per quest’ultima legge è stato pure approvato il relativo regolamento, ma si attende ancora che il Dipartimento Attività Produttive proceda con la formazione degli elenchi delle associazioni presenti sul territorio per arrivare, poi, alla formazione della Consulta e dell’Osservatorio. Per tali motivi la Calabria è stata l’unica regione italiana sempre esclusa da tutta una serie di finanziamenti nazionali ed europei (l’ultimo lo scorso anno, di 10 milioni di euro, con i fondi provenienti dalle sanzioni irrogate dall’Antitrust) e per questo il “caso Calabria” è da tempo all’esame del tavolo tra Consiglio Nazionale dei Consumatori e Conferenza delle Regioni, ed è stato oggetto di discussione nella Conferenza di Caserta del dicembre 2004 e lo sarà ancora nella conferenza di Palermo del prossimo novembre, dove mi auguravo di portare la buona novella della nomina della Consulta, dell’Osservatorio e del Difensore Civico. Per questo ritengo veramente grave che il Presidente Bova abbia tralasciato di procedere alla nomina del Difensore Civico dimostrando una scarsa sensibilità verso le problematiche di tutela dei cittadini. Mi appello, quindi, al Presidente Loiero che aveva inserito la tutela dei consumatori nel suo programma elettorale, perchè solleciti i suoi uffici alla formazione della Consulta e dell’Osservatorio che dovranno essere nominati con suo decreto e perchè pungoli efficacemente il Consiglio regionale affinché provveda alla nomina del difensore civico. Nell’unico comune intento di far perdere alla Calabria anche questo ennesimo umiliante primato.

avv.Giuseppe d’Ippolito
Presidente Nazionale di ACU e Componente del
Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti
presso il Ministero delle Attività Produttive



10 SETTEMBRE 2005
AEROPORTO
SACAL: RITARDARE NELLE NOMINE DANNEGGIA TUTTI I CALABRESI

Vogliamo lanciare un forte allarme e non vogliamo fare sconti a nessuno anzi, diamo un consiglio a tutti i cittadini: ritagliate questo articolo e conservatelo per alcuni mesi, se lo sviluppo in questa regione tarderà ancora ad arrivare, prima delle prossime scuse, saprete di chi sono le responsabilità! E’ bene infatti che sia chiaro per tutti che la superficialità con cui si sta affrontando il problema della gestione dell’aeroporto di Lamezia Terme e i ritardi che si stanno accumulando, provocheranno danni per tutti gli utenti calabresi, danni di cui qualcuno dovrà assumersi tutte le responsabilità. Attendere ancora giorni, settimane o mesi, prima di completare gli organi sociali della Sacal, porta a gravi conseguenze. Impegnarsi per favorire lo sviluppo del settore trasporto merci o per sviluppare concretamente i voli low cost, a basso costo, anche per i turisti, o trovare soluzioni per realizzare voli di linea con tariffe più vantaggiose, come chiedono da anni imprenditori, commercianti e singoli cittadini, non sono impegni di poco conto e, sopratutto, i cui risultati si vedono solo dopo molti mesi di lavoro. Per la sola acquisizione di nuovi slot (le fasce orarie all’interno delle quali si realizzano i voli) infatti, passano intere stagioni perchè essi vengono assegnati in autunno per l’estate successiva e viceversa. E i nuovi entranti hanno sempre grosse difficoltà a trovare spazi in orari accettabili per l’utenza, per i limiti imposti da una prassi acquisita nel settore aeronautico e nota come il “grandfather’s right”. Eppure si continua a rinviare, rinviare: prima luglio, poi settembre, poi ottobre, poi chissà quant’altro tempo occorrerà in attesa che si risolvano lotte intestine di partito o equilibri di spartizione, o magari si arrivi anche alle prossime elezioni amministrative o politiche. Poi ci sarà finalmente un nuovo management che dovrà studiare, capire, documentarsi e ... addio voli a basso prezzo o nuovi charter turistici per la prossima stagione. E avremo nuovamente ulteriori cali nel traffico passeggeri, imprenditori che si lamentano, cittadini che si sentono spennati come polli, albergatori che protestano perchè nessuno arriva in Calabria e si registreranno i nuovi flop. Ma nel frattempo verranno portati avanti progetti e programmi mai condivisi con le rappresentanze territoriali e con le forze sociali e che nulla hanno a che fare con le aspettative dei calabresi sull’aeroporto di Lamezia Terme. E’ il caso, ancora ad esempio, del previsto Hotel Centro Congressi con annesso Centro Commerciale la cui realizzazione, nella disattenzione e nel disinteresse di tutti, si sta per far partire proprio nell’ambito dell’aeroporto di Lamezia Terme. Sono state già distribuite le foto dei plastici progettuali delle edificande strutture! E mentre si rinvia e rinvia, le casse della Sacal, che per la prima volta nella sua storia sono in rosso, potrebbero essere impegnate per una somma che si può stimare in qualcosa che va dai 30 ai 50 milioni di euro, visto che tali progetti non sono stati fatti rientrare (forse perchè non era possibile) in alcun tipo di piano finanziario agevolato, mentre già qualcuno si sta organizzando per la futura gestione delle strutture alberghiere. Questi non sono che due soli esempi: ma, lo sappiano i cittadini calabresi, tutti coloro che oggi praticano l’arte del rinvio, coloro che ritardano le nomine ritardando di fatto il momento di presa delle funzioni dei futuri amministratori, stanno facendo tutto ciò giocando sugli interessi dei cittadini e degli utenti lametini e calabresi e noi non mancheremo mai di far sentire la nostra voce di censura e di denuncia.

Presidenza Regione Calabria ACU Onlus







(26 agosto 2005)

L’AEROPORTO DI LAMEZIA TERME DEVE RIPARTIRE CON UNA INCHIESTA SULLE GESTIONI PASSATE

Sempre più numerose in questi giorni le dichiarazioni di politici sulla gestione dell’aeroporto di Lamezia Terme: sempre più incredibili e stupefacenti! Non uno di questi aspiranti o ex gestori della cosa pubblica, infatti, si è soffermato ad analizzare lo stato in cui versa la Sacal oggi, nè tantomeno ha prospettato ipotesi per un suo sviluppo futuro. Tutti concentrati in una stucchevole querelle su nomi, incarichi e poltrone dimentichi che, mai come nel caso della Sacal, devono essere le competenze a sviluppare le funzioni e non viceversa. È evidente il tentativo, in questo delicato momento di rinnovo degli organi e delle rappresentanze, di allontanare l’attenzione degli utenti e dell’opinione pubblica dai disastrosi risultati di gestione di questi ultimi anni che hanno trasformato la Sacal in una società utile solo a sè stessa e ai suoi presidenti-padroni interessati, secondo l’epoca e il periodo, a personali disegni elettoralistici o a private aspirazioni di potere. Altro che costante crescita e sviluppo dell’aeroporto, secondo la prospettazione offerta dall’ex consigliere d’amministrazione Sacal Franco Cimino! Quale sviluppo ha conosciuto il comprensorio e la regione in questi ultimi anni di gestione? Esiste un imprenditore calabrese che può farsi avanti e dire che grazie alla Sacal i suoi prodotti ortofrutticoli o ittici raggiungono più rapidamente i mercati degli altri paesi nazionali od esteri? Eppure la Sacal si era dotata di celle frigorifere attrezzate a questo scopo! Vengono sbandierate certificazioni di qualità senza renderle mai pubbliche e, sopratutto, senza dire che, nel migliore dei casi, non si tratta di certificazioni di risultati ma di processi, cioè si tratta di una raccolta di dichiarazioni di buone intenzioni. Invece, sul piano della qualità dei servizi la situazione è veramente disastrosa tanto che la Sacal non è riuscita a realizzare neppure gli obiettivi minimi di qualità che essa stessa si era assegnata nella propria carta dei servizi. Certo, sono aumentati i negozi interni a scapito però degli spazi di attesa, evidentemente per l’ex consigliere Cimino, per l’ex Presidente e per il Direttore Generale in un aeroporto si va a fare shopping e non si arriva o si parte. Vogliamo poi parlare del costo dei biglietti e delle fallimentari politiche di incentive per le compagnie low cost? Insomma se l’aeroporto di Lamezia Terme è finito citato sul decreto di scioglimento del consiglio comunale, se ha il peggior trend di crescita rispetto a tutti gli altri aeroporti italiani (dati pubblicati da Il Sole24Ore), se l’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) ancora tarda ad attribuire alla Sacal la gestione totale, qualche motivo ci sarà, o no? Da qui occorre ripartire con una seria analisi, anzi con una vera e propria commissione d’inchiesta interna, che valuti questi ultimi anni di gestione, a partire dalle assunzioni clientelari, ai casi di mobbing, alla distribuzione come utili di fondi destinati alla manutenzione e alle infrastrutture, al “buco” creato con VOLAREWEB, alle scelte operate in questi ultimi giorni da un ex presidente privo ormai di ogni potere statutario, per riavviare rapidamente un politica di sviluppo che renda l’aeroporto il volano dello sviluppo dell’intera regione e una struttura veramente al servizio di tutta la propria collettività di utenti.

Giuseppe d’Ippolito
presidente nazionale ACU Onlus


(18 maggio 2005)

IL RIFACIMENTO DELL’ASFALTO ALL’AEROPORTO DI LAMEZIA TERME DOVEVA ESSERE FATTO DA ALMENO 6 ANNI


L’odierno annuncio dell’ing.Speziali (già presidente della Sacal) -diffuso dalle agenzie di stampa- dell’approvazione da parte dell’ENAC di un progetto per il rifacimento delle piste dell’aeroporto lametino, ha tutta l’aria di un’operazione tesa a sostenere la propria immagine nel delicato momento del rinnovo degli organi della società, piuttosto che la presentazione di un effettivo risultato di una proficua gestione. L’ex presidente Speziali, infatti, dovrebbe spiegare in modo convincente e non certo riferendosi alle ore di apertura dei cantieri, perchè questi lavori non siano stati eseguiti prima, essendo gia stati finanziati dal Ministero dei Trasporti almeno dal lontano 1999. Dovrebbe spiegare i perchè di quei ritardi che hanno fatto sì che il finanziamento andasse perduto e fosse necessario programmare un nuovo intervento reso indispensabile -oggi- da urgentissime ragioni di tutela della pubblica incolumità e sicurezza dei voli. Così come l’ing.Speziali dovrebbe dire agli utenti perchè si continua a parlare del semplice rifacimento del manto bituminoso e non anche dell’allungamento della pista principale, anche questa opera già approvata e finanziata sin dal 1998, per realizzare l’esigenza di consentire l’operatività sullo scalo lametino di aeromobili cui attualmente è preclusa la possibilità d’atterraggio. Ciò con grave danno proprio di quelle attività charteristiche che Speziali afferma di avere tanto a cuore. Infine dica Speziali se ha preso coscienza del fatto che lo stato attuale di mancato rinnovo degli organi gestori della società, compresa la carica di Presidente, limitano la sua attività e quella del Consiglio d’Amministrazione all’ordinaria amministrazione e impediscono l’indizione di qualunque gara d’appalto per qualsivoglia tipo di lavoro. Prima di sbandierare, quindi, programmi e progetti futuri, sarabbe bene che in Sacal si pensasse al più presto alla riconvocazione dell’assemblea dei soci, già rinviata il 30 aprile scorso, e quindi alla rielezione degli organi della società, attualmente tutti scaduti e che il Collegio sindacale vigilasse attentamente anche su tutte le vicende che si sono succedute negli ultimi giorni.

ACU Onlus
Regione Calabria




(18 maggio 2005)

L’ASSOCIAZIONE CONSUMATORI UTENTI DELLA CALABRIA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE UNITARIA DI LAMEZIA TERME PER LA LEGALITÀ


L’ACU-Associazione Consumatori Utenti della Calabria, ha deciso di dare la propria adesione alla manifestazione unitaria contro la mafia e per la legalità indetta per il prossimo 21 maggio a Lamezia Terme da CGIL, CISL e UIL. L’impegno per il contrasto alla criminalità è veramente una priorità per la nostra regione e su tale obiettivo si deve concentrare non solo lo sforzo delle istituzioni ma anche quello di tutti i cittadini, come singoli e come partecipanti in associazioni di volontariato e di impegno civico. «Vorrei ricordare, in proposito» -ha dichiarato da Milano, l’avv.Giuseppe d’Ippolito, Presidente Nazionale dell’ACU- «che la mia associazione e io personalmente, anche in rappresentanza di tutte le associazioni italiane presenti nel Consiglio Nazionale dei Consumatori, partecipiamo come membri della Giunta nel Forum Permanente contro l’Usura e contro il Racket del CNEL e, in tale qualità, abbiamo partecipato alle attività di monitoraggio dei fenomeni estorsivi sui settori produttivi calabresi. Proprio da queste valutazioni, eseguite anche in collaborazione con l’Ufficio del Commissario Antiracket nell’anno 2004, è emerso che i settori produttivi che hanno subito la maggiore pressione del racket estorsivo sono rappresentati da aziende di modeste dimensioni, in genere a conduzione individuale o familiare, nonchè da piccole società (quasi sempre di persone) con ridotta struttura produttiva, in cui prevale nettamente il ruolo delle persone sull’impiego di capitale. Circa il 51,2% delle imprese vittime di richieste estorsive sono ditte individuali e la percentuale sale all’80,1% se si aggiungono le aziende a conduzione familiare e le società di persone. Mentre il racket sembra estraneo alle società di capitale di grandi dimensioni, sopratutto alle spa. Tra i settori produttivi che hanno presentato istanza di accesso al Fondo di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura, il 64,5% dei casi è rappresentato dal commercio e dall’edilizia e, nel 75,4% delle estorsioni esaminate, l’intimidazione è consistita nel danneggiamento dei beni aziendali mentre solo nel 6,6% dei casi si sono riscontrate azioni contro la persona. Stesse dinamiche di attacco alla piccola-media impresa si sono registrate a proposito dei fenomeni usurai, con percentuali più o meno identiche. Degno di nota è però il dato emerso a proposito del radicamento del fenomeno usuraio in Calabria, laddove è stato evidenziato come molti piccoli imprenditori siano divenuti vittime degli strozzini per una sofferenza di liquidità originaria in genere molto contenuta, dell’ordine dei 5mila- 10mila euro. Questo dato dovrebbe indurre a ripensare urgentemente alle politiche del credito in Calabria, piuttosto che all’istituzione di nuove banche. Tutti i dati, infine, confermano che le estorsioni e l’usura costituiscono l’espressione diretta delle organizzazioni criminali e la dinamica determinante nelle strategie d’azione delle consorterie mafiose.»
ACU Onlus
Regione Calabria
 

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