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Marzo 2005 febbraio 2005 - gennaio 2005

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23/03/05 - Antimafia nessun controllo - Centaro: La commissione può acquisire tutta la documentazione che ritiene opportuno acquisire. Però ritengo che questo controllo preventivo non appartenga ai compiti della commissione e comunque non è stata disposta nessuna acquisizione, nè sarà disposta nei prossimi giorni

22/03/05 - L'antimafia chiede le liste al comune - Notizia diramata dall'agenzia Adn kronos. La Comm. parlamentare Antimafia avrebbe chiesto al Comune di Lamezia le liste dei candidati alle prossime elezioni comunali e, inoltre, la relazione del I° scioglimento del 1991 per un complemento e confronto con quella del 2002. I giornali parlano di forti sospetti di infiltrazioni mafiose quando mancano 10 giorni alle elezioni.

I buoni sono quelli che pensano a cosa fanno i cattivi.
I cattivi sono quelli che fanno le cose e pensano di essere buoni.
PLATONE


<Non date ai cani le cose sacre, nè gettate davanti ai porci le vostre perle, perchè non
le calpestino con le loro zampe e si rivoltino a sbranarvi>
(Mt 7,6)

21-03-05 - Il seminatore - <Ascoltate. Ecco, usci il seminatore a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un'altra parte cadde fra i sassi, dove non c'era molta terra, e subito spunto perchè non c'era terreno profondo; ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò. Un'altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. E un'altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e il cento per uno> E diceva. <chi ha orecchi per intendere intenda>!
(Mc 4,3-9)


19/03/05 - 'D’Annunzio' a Il Sabato del Villaggio - Oggi 19 marzo alle ore 18.00, presso il Teatro Umberto di Lamezia Terme, la rassegna di letteratura e filosofia Il Sabato del Villaggio, presenta «Gabriele D’Annunzio: il poeta, l’eroe, l’intellettuale», con Annamaria Andreoli, massima studiosa a livello internazionale del grande poeta.

13/03/05 - Poche donne candidate - A seguito della pubblicazione delle liste elettorali, la coordinatrice e portavoce del Circolo “Lisistrata – Donne della Margherita”, dott.ssa Elvira Falvo, ha voluto stigmatizzare la scarsa presenza dell’elemento femminile nelle sedici liste presenti alla competizione. Nel sottolineare che su 457 candidati solo 87 sono donne. ... Non è più sufficiente che le donne siano rappresentate nelle liste elettorali ma è importante che vengano elette e per fare questo è necessario che ogni partito abbia un progetto politico di investimento sulla risorsa donne.

12/03/05 - Il centrodestra si presenta - Domani 13 marzo Teatro Comunale alle ore 11.00 la Casa delle Libertà presenta i 90 candidati delle sei liste che sostengono Gianfranco Luzzo a Sindaco per la città di Lamezia Terme.

10/03/05 - Borgo Antico, vincolo paesaggistico - Italo Reale:"parte di quel terreno dove dovrebbe sorgere 'Borgo Antico' sarebbe stata sottoposta a vincolo paesaggistico"

10/03/05 - Solidarietà donne Margherita - Il circolo "Lisistrata - Donne per la Margherita" nel celebrare l'8 marzo esprime solidariètà alla donna lametina vittima di violenza. Dott.ssa Elvira Falvo:"questi episodi riportano tragicamente alla luce lo scarso senso del rispetto e della dignità delle donne, che continuano a pagare le gravi conseguenze di un modo di intendere la famiglia ed il rapporto di coppia arcaico e possessivo."

10/03/05 - Equal D.I.M.O.R.A. - Oggi presso il Grand Hotel Lamezia giornata conclusiva progetto Equal DIMORA finanziato dalla Regione Calabria.

03/03/05 - Grandinetti presenta LAMEtrò...politana -
"In questo modo tutto il territorio diventa più attrattivo. E' molto più facile che un imprenditore venga attirato da un territorio i cui servizi siano all'altezza delle sue potenzialità. Anche rispetto alla valorizzazione del patrimonio ambientale a servizio dei turisti..."

01/03/05 - Commissari: vi lasciamo un Comune "virtuoso" - Patto di Stabilità rispettato, possibilità di contrarre mutui dalla Cassa Dep. e Prestiti, quindi di nuovi investimenti e possibilità di assumere nuovo personale. Si congedano con questo risultato Paolo Pirrone e Giorgio Criscuolo:"E' stata un'esperienza irripetibile da tutti i punti di vista, salvo qualche difficoltà obiettivamente oggettiva. Al prossimo Sindaco noi lasciamo un Comune virtuoso e quindi avrà la possibilità di partire con una marcia in più".


Per il mio Paese - L'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre dalla vita, il mio mestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà.
Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare.
Per poter compiere questa nuova scelta di vita, ho rassegnato oggi stesso le mie dimissioni da ogni carica sociale nel gruppo che ho fondato. Rinuncio dunque al mio ruolo di editore e di imprenditore per mettere la mia esperienza e tutto il mio impegno a disposizione di una battaglia in cui credo con assoluta convinzione e con la più grande fermezza.
So quel che non voglio e, insieme con i molti italiani che mi hanno dato la loro fiducia in tutti questi anni, so anche quel che voglio. E ho anche la ragionevole speranza di riuscire a realizzarlo, in sincera e leale alleanza con tutte le forze liberali e democratiche che sentono il dovere civile di offrire al Paese una alternativa credibile al governo delle sinistre e dei comunisti.
La vecchia classe politica italiana è stata travolta dai fatti e superata dai tempi. L'autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal peso del debito pubblico e dal sistema di finanziamento illegale dei partiti, lascia il Paese impreparato e incerto nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio a una nuova Repubblica. Mai come in questo momento l'Italia, che giustamente diffida di profeti e salvatori, ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative e innovative capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato.
Il movimento referendario ha condotto alla scelta popolare di un nuovo sistema di elezione del Parlamento. Ma affinchè il nuovo sistema funzioni, è indispensabile che al cartello delle sinistre si opponga un Polo delle Libertà che sia capace di attrarre a sé il meglio di un Paese pulito, ragionevole, moderno. Di questo Polo delle Libertà dovranno far parte tutte le forze che si richiamano ai principi fondamentali delle democrazie occidentali, a partire da quel mondo cattolico che ha generosamente contribuito all'ultimo cinquantennio della nostra storia unitaria. L'importante è saper proporre anche ai cittadini italiani gli stessi obiettivi e gli stessi valori che hanno fin qui consentito lo sviluppo delle libertà in tutte le grandi democrazie occidentali. Quegli obiettivi e quei valori che invece non hanno mai trovato piena cittadinanza in nessuno dei Paesi governati dai vecchi apparati comunisti, per quanto riverniciati e riciclati. Ne si vede come a questa regola elementare potrebbe fare eccezione proprio l'Italia. Gli orfani e i nostalgici del comunismo, infatti, non sono soltanto impreparati al governo del Paese. Portano con sé anche un retaggio ideologico che stride e fa a pugni con le esigenze di una amministrazione pubblica che voglia essere libera le in politica e liberista in economia.
Le nostre sinistre pretendono di essere cambiate. Dicono di essere diventate liberaldemocratiche. Ma non è vero. I loro uomini sono sempre gli stessi, la loro mentalità, la loro cultura, i loro più profondi convincimenti, i loro comportamenti sono rimasti gli stessi. Non credono nel mercato, non credono nell'iniziativa privata, non credono nel profìtto, non credono nell'individuo. Non credono che il mondo possa migliorare attraverso l'apporto libero di tante persone tutte diverse l'una dall'altra. Non sono cambiati. Ascoltateli parlare, guardate i loro telegiornali pagati dallo Stato, leggete la loro stampa. Non credono più in niente. Vorrebbero trasformare il Paese in una piazza urlante, che grida, che inveisce, che condanna. Per questo siamo costretti a contrapporci a loro. Perché noi crediamo nell'individuo, nella famiglia, nell'impresa, nella competizione, nello sviluppo, nell'efficienza, nel mercato libero e nella solidarietà, figlia della giustizia e della libertà. Se ho deciso di scendere in campo con un nuovo movimento, e se ora chiedo di scendere in campo anche a voi, atutti voi - ora, subito, prima che sia troppo tardi - è perché sogno - a occhi bene aperti - una società libera, di donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto dell'invidia sociale e dell'odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l'amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita.
Il movimento politico che vi propongo si chiama, non a caso. Forza Italia. Ciò che vogliamo farne è una libera organizzazione di elettrici e di elettori di tipo totalmente nuovo, non l'ennesimo partito o l'ennesima fazione che nascono per dividere, ma una forza che nasce invece con l'obiettivo opposto: quello di unire, per dare finalmente all'Italia una maggioranza e un governo all'altezza delle esigenze più profondamente sentite dalla gente comune. Ciò che vogliamo offrire agli italiani è una forza politica fatta di uomini totalmente nuovi. Ciò che vogliamo offrire alla nazione è un programma di governo fatto solo di impegni concreti e comprensibili. Noi vogliamo rinnovare la società italiana, noi vogliamo dare sostegno e fiducia a chi crea occupazione e benessere, noi vogliamo accettare e vincere le grandi sfide produttive e tecnologiche dell'Europa e del mondo moderno. Noi vogliamo offrire spazio a chiunque ha voglia di fare e di costruire il proprio futuro, al Nord come al Sud. Vogliamo un governo e una maggio ranza parlamentare che sappiano dare adeguata dignità al nucleo originario di ogni società, alla famiglia, che sappiano rispettare ogni fede e che suscitino ragionevoli speranze per chi è più debole, per chi cerca lavoro, per chi ha bisogno di cure, per chi, dopo una vita operosa, ha diritto a vivere in serenità.
Un governo e una maggioranza che portino più attenzione e rispetto all'ambiente, che sappiano opporsi con la massima determinazione alla criminalità, alla corruzione, alla droga. Che sappiano garantire ai cittadini più sicurezza, più ordine e più efficienza.
La storia d'Italia è a una svolta. Da imprenditore, da cittadino e ora da cittadino che scende in campo, senza nessuna timidezza ma con la determinazione e la serenità che la vita mi ha insegnato, vi dico che è possibile farla finita con una politica di chiacchiere incomprensibili, di stupide baruffe e di politicanti senza mestiere. Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno: quello di un'Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno, più prospera e serena, più moderna ed efficiente, protagonista in Europa e nel mondo
.Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme, per noi e per i nostri figli, un nuovo miracolo italiano.

Silvio Berlusconi
Arcore - 26 gennaio 1994
 

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