| L'hinterland lametino | |||
Amato Carlopoli Cicala Conflenti C2 Cortale Curinga Decollatura Falerna F2 Feroleto A. Girifalco Gizzeria Jacurso Maida Marcellinara Martirano Martirano L. M2 Miglierina Motta S.Lucia Nocera Terinese Pianopoli Platania S. Mango SM2 S.Pietro Apostolo S.Pietro a Maida Serrastretta Soveria Mannelli Tiriolo. In verde i Comuni che hanno votato Si a Lamezia Provincia del ddl 2330 presentato dal sen. Cesare Marini. L'altro è il pdl 4526 presentato dall'on. Giampiero D'Alia. Suggerisci uno o più siti che parlano del tuo paese o se hai semplicemente notizie, foto, informazioni, manifestazioni, foto o articoli da pubblicare, e qualsiasi altra cosa di interessante manda una mail al seguente indirizzo. info@lametropolis.it |
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| lameziaweb.biz
Speciale CENTRALE ELETTRICA DI PIANOPOLI News: Necessità?
Questo è il problema! Nota
della redazione
Forum: esprimi la tua opinione!!
Documenti: Notizie e relazioni sulle
centrali elettriche ed i loro effetti |
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| interventi per lo smaltimento dei rifiuti e non, l'aumento dell 696 discariche, per la valorizzasione del prezioso patrimonio di risorse naturali e geoambientali della Calabria | |||
'Pianopoli Notizie' - Speciale Ambiente - wwf speciale dossier ciclo rifiuti Il compostaggio - stili di vita |
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MOVIMENTO CIVICO INTERCOMUNALE Contro la discarica in località Carratello-Gallù In comune di Pianopoli DOTT.
DOMENICO BAGNATO Commissario delegato per lemergenza
rifiuti in Calabria Per conoscenza e per quanto di
competenza: SPETT.
PROCURA DELLA REPUBBLICA di Lamezia T. SPETT.
PROCURA DELLA REPUBBLICA di Catanzaro SPETT. DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA di Catanzaro SPETT. AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE ASSESSORATO ALLAMBIENTE LORO
SEDI OGGETTO: Discarica di
rifiuti speciali in località Carratello-Gallù del
Comune di Pianopoli
Richiesta revoca autorizzazione n. 2873, del 3 marzo
2004. I sottoscritti componenti del Comitato Civico Intercomunale contro la discarica richiamata in oggetto, costituitosi a conclusione del Convegno sulla discarica in questione, tenutosi a Pianopoli il 30 ottobre 2004, DATO ATTO 1) che in seguito agli esposti inviati dai sottoscritti e da altri, sono state avviate indagini dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, che sono tuttora in corso; 2)
che nel frattempo i lavori di
costruzione della discarica, iniziati nel mese di maggio
2005, sono stati sospesi dal Commissario delegato per lemergenza
rifiuti con nota n. 9121, del 16 giugno 2005, per mancato
adempimento preliminare di rilevanti prescrizioni
contenute nellordinanza di autorizzazione; 3)
che nel successivo mese di ottobre
2005 il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e
Forestale del Corpo Forestale dello Stato ha proceduto al
sequestro del cantiere della costruenda discarica,
per opere eseguite in assenza di autorizzazione
o in difformità da essa e per distruzione
e deturpamento di bellezze naturali, e che tale
sequestro è stato convalidato dallAutorità
Giudiziaria; CONSIDERATO
TUTTO CIO PREMESSO E CONSIDERATO, I SOTTOSCRITTI CHIEDONO AL SIG.
COMMISSARIO PER LEMERGENZA RIFIUTI DI VOLER
PRENDERE DIRETTA E PERSONALE COGNIZIONE SUL POSTO
DELLO STATO DEI FATTI E DI VOLER, CONSEGUENTEMENTE,
DISPORRE LMMEDIATA REVOCA DELLORDINANZA
RICHIAMATA IN OGGETTO. I sottoscritti infine,
delegano il prof. Francesco Mercuri, nella sua qualità
di capogruppo consiliare del Comune di Pianopoli e di
coordinatore del Comitato Civico Intercomunale a curare linoltro
della presente richiesta al Sig. Commissario per lemergenza
rifiuti ed alle altre Autorità in indirizzo. Pianopoli, 12.12.05 Firmato: Il presidente del Comitato Intercomunale Sindaci Amministratori WWF Calabria |
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17/11/05 Vi inviamo l'articolo pubblicato su IL DOMANI oggi 17/11/2005. IL Corpo Forestale dello Stato conferma le notizie circolate in questi giorni sul sequestro del cantiere della costruenda discarica di rifiuti speciali di Carratello. Apprendiamo, inoltre, che lo stesso Corpo Forestale dello Stato ha denunciato l'amministartore della [...], contestandogli i reati di "opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa" e " distruzione e deturpamento di bellezze naturali". Il comitato intercomunale, nel corso della prossima settimana si attiverà per: 1) chiedere al Commissario per l'Emergenza Ambientale di applicare quanto previsto nella stessa ordinanza di autorizzazione e cioè "la revoca dell'autorizzazione in caso di inosservanza e/o violazioni gravi......". Alla luce di quanto emerso riteniamo che la REVOCA dell'AUTORIZZAZIONE sia un atto dovuto; 2) in mancanza di tale atto finale, il comitato aderirà ad una grande manifestazione pubblica che alcune associazioni ambientaliste stanno già organizzando e dovrebbe svolgersi sulla STRADA DEI DUE MARI con conclusione all'ingresso del sito del cantiere della discarica. La manifestazione sarà organizzata solo qualora l'autorizzazione non venisse revocata. 3) valutare ogni iniziativa utile perchè venga finalmente fatta chiarezza sulle responsabilità individuali, sugli interessi occulti di coloro che hanno raccontato bugie e disinformato volutamente la popolazione, sulle omissioni, ecc. Gruppo Ambiente Movimento Civico l'Aratro |
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IL CANTIERE PER LA COSTRUZIONE DELLA DISCARICA DI RIFIUTI SPECIALI A CARRATELLO E' STATO POSTO SOTTO SEQUESTRO CON PROVVEDIMENTO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO. ALLEGHIAMO FOTO DEL PROVVEDIMENTO AFFISSO ALL'INGRESSO DEL CANTIERE. QUESTO PROVVEDIMENTO, SIA PURE TARDIVO, E' UN SEGNALE DI SPERANZA PER IL RIPRISTINO DELLA LEGALITA' ! LE INIZIATIVE DEL COMITATO CONTRO LA DISCARICA DI CARRATELLO CONTINUERANNO NELLE PROSSIME SETTIMANE. IL COMMISSARIO PER L'EMERGENZA AMBIENTALE NON HA PIU' ALCUN ALIBI PER RINVIARE NEL TEMPO LA REVOCA DEFINITIVA DELL'AUTORIZZAZIONE RILASCIATA, ERRONEAMENTE, A SUO TEMPO. Gruppo Ambiente Movimento Civico L'ARATRO |
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MOVIMENTO CIVICO PER IL CAMBIAMENTO LARATRO Al Sig. Sindaco Comune di PIANOPOLI Oggetto: Interrogazione con richiesta di risposta scritta I sottoscritti Consiglieri di Minoranza, Mercuri, Rifiorati, Nanci, Talarico, PREMESSO: Che sui giornali locali dei giorni scorsi è apparsa una dichiarazione, nella quale si decanta il perfetto funzionamento del nostro depuratore, invitando il Presidente della Giunta Regionale, Loiero, ad indirizzare le ricerche verso quei Sindaci che facilmente parlano di tutela ambientale senza poi fare nulla per garantire la funzionalità degli impianti di depurazione; Che nella stessa dichiarazione, in un crescendo di autoesaltazione, si arriva a dire:Non si pareggiano i bilanci comunali tenendo i depuratori spenti ma è necessario e di vitale importanza garantire la loro funzionalità ed efficienza proprio come quello di Pianopoli; Che per decenni il depuratore di Pianopoli, del quale si decantano la funzionalità e lefficienza, è stato fermo o ha funzionato a scartamento molto ridotto, inondando i terreni circostanti ed il torrente Badia di rifiuti non depurati; Che per tutti i mesi da gennaio ad almeno luglio 2005 è stato totalmente inattivo per lavori di manutenzione straordinaria, per non dire radicale, che dimostrano di per sé in quale stato di funzionalità era ridotto; Che pertanto è perfettamente giustificato chiedersi da quale pulpito viene la predica; TUTTO CIO PREMESSO, interrogando la S.V. , chiedendo risposta scritta con relativa documentazione, per sapere: 1. se e quando i lavori di manutenzione straordinaria sono staTi ultimati e se sono stati collaudati, con preghiera di fornire copia del verbale di collaudo; 2. se non ritenga di rispondere contestualmente, anche alle questioni attinenti il depuratore da noi poste nel punto 4 della nostra lettera del 6 luglio scorso, protocollata col n. 4875, rimasta senza risposta. Distinti saluti. Pianopoli, 09.09.05 I Consiglieri di Minoranza |
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PIANOPOLI NOTIZIE by www.ricitano.net |
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OBIETTIVO RIFIUTI ZERO importante documento del WWF (da salvare e leggere con calma) scarica il documento rifiutizero_wwf.pdf ARATRO gruppo di lavoro AMBIENTE Sent: Monday, June 27, 2005 2:10 PM Subject: LA LOTTA PAGA PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA PROVINCIA DI CATANZARO GRUPPO CONSILIARE Comunicato stampa La lotta paga. In data 16 giugno 2005, il Commissario Delegato per lemergenza ambientale nel territorio della Regione Calabria, ha sospeso lautorizzazione per la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località Carratello di Pianopoli. Ricordiamo che su tale discarica da più parti sono stati sollevati numerosi dubbi e, sono state avanzate proposte di revoca dellautorizzazione al fine di avviare una verifica più puntuale sulla scelta del sito ed un coinvolgimento nella decisione delle popolazioni interessate. Per bloccare la costruzione della discarica è stato costituito un comitato di lotta a cui noi abbiamo dato il nostro sostegno, con la nostra presenza e con le interrogazioni alla Provincia di Catanzaro ed in Parlamento. La lotta, il controllo dal basso ed istituzionale hanno ottenuto un primo risultato che è quello della sospensione della costruzione della discarica. La mobilitazione e lattenzione non devono diminuire, è necessario continuare ad impegnarsi affinché, come da pi parti richiesto, venga rivista tutta la procedura che ha portato allautorizzazione rilasciata attraverso lordinanza dellufficio del commissario e venga effettivamente coinvolta la popolazione. 27 giugno 2005 Il Capogruppo Pino Commodari -------------------------------------------------------------------------------- PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA CIRCOLO A. ARGADA Via P. Celli, 26 88046 Lamezia TermeSENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA Giovedì 26 Maggio 2005 SODANO Tommaso. Al Ministro dell'ambiente e per la tutela del territorio. INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Premesso che: con una ordinanza, la n. 2873 del 3 marzo 2004, il Commissario Delegato per lEmergenza Ambientale nel territorio della Regione Calabria, ha autorizzato alla Eco-inerti srl la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località Carratello del comune di Pianopoli (cz); in data 23 maggio 2005 sono iniziati i lavori di costruzione della suddetta discarica; su tale discarica da più parti sono stati sollevati numerosi dubbi e, sono state avanzate proposte di revoca dellautorizzazione al fine di avviare una verifica più puntuale sulla scelta del sito ed un coinvolgimento nella decisione delle popolazioni interessate; pare che in merito al sito scelto per lubicazione della suddetta discarica esistano documentazioni diverse e contrapposte sulla natura idrogeologica dellarea interessata; a tale proposito, sembra, non sia stato preso in considerazione lo studio realizzato nel 1987 dal geologo Dott. Giulio Riga che accompagna il Piano Regolatore del comune di Pianopoli; addirittura, pare, che la relazione geologica che accompagna la richiesta di autorizzazione della discarica ometta di segnalare la presenza di un pozzo sul terreno interessato e di numerosi altri pozzi nella zona; sembra, che il progetto presentato contrasti con la carta geologica dalla quale si evince che buona parte dellarea proposta per la discarica si presenta con permeabilità elevata; pare, che lo studio di impatto ambientale presentato dalla Eco-inerti ometta di segnalare la presenza di pozzi sullarea interessata e in quella confinante, così come, ometterebbe di segnalare la presenza di coltivazioni nelle zone adiacenti il sito proposto; larea individuata dalla Eco-inerti è parte integrante di una zona sismica di 1^ categoria e quindi, lautorizzazione contrasterebbe con le norme dettate dal D.Lgs. 36 del 13 gennaio 2003; i fatti sopra descritti dimostrerebbero delle gravi omissioni praticate dalla Eco-inerti e dalle amministrazioni pubbliche interessate; non sarebbe, dunque, di poco conto la circostanza che, trattandosi di un insediamento di rilevante impatto ambientale lautorizzazione per la suddetta discarica debba raccordarsi a precise prescrizioni e alle leggi vigenti al cui rispetto è condizionata la legittimità dellopera proposta; lautorizzazione alla realizzazione della suddetta discarica è stata preceduta dalla Conferenza dei Servizi; dal verbale n. 99 della Conferenza dei servizi emerge che la responsabile del Servizio igiene pubblica dellAsl. N. 6 ha richiesto lapprofondimento di alcuni aspetti del progetto mentre, la Provincia, con nota del 13 marzo 2002, ha sollevato dei dubbi circa lesistenza o meno del vincolo idrogeologico per la zona interessata; come denunciato anche dal WWF Calabria, la costruzione avviene: nonostante che la discarica in fase di revisione del piano dei rifiuti non viene inserita nel sistema di smaltimento regionale ; in presenza di dichiarazioni di esponenti dellUfficio del Commissario per lemergenza ambientale che affermano che nella nostra regione, non vi è alcuna necessità di queste discariche in quanto non cè una grande produzione di rifiuti speciali non pericolosi; nonostante si trovi proprio al confine con importanti aziende agricole ed agrituristiche ed in prossimità della popolosa frazione Cancello del Comune di Serrastretta. pur avendola situata in una zona di interesse naturalistico, soggetta a vincolo idrogeologico e con allinterno e nei dintorni sorgenti e pozzi di acqua usati per fini potabili ed agricoli; nellArea ex SIR di Lamezia Terme con Ordinanza n. 2965 il Commissario per lEmergenza Rifiuti in Calabria, ha approvato un progetto di adeguamento e potenziamento della Piattaforma integrata polifunzionale smaltimento rifiuti, che comporterà il raggiungimento di una capacità di trattamento di circa 120.000 tonnellate/annue a fronte delle 80.000 circa iniziali. Impianto nel quale si produce il CDR (il pericoloso combustibile dei rifiuti che bruciando produce diossina). il suddetto impianto è gestito dalla Daneco s.r.l. di Milano e pare, che quello in costruzione in località Carratello di Pianopoli è stato acquistato dalla ILE s.r.l. , che ha come socio di maggioranza la Daneco; la Econet s.r.l. ha inoltrato richiesta per la realizzazione di un impianto polifunzionale, sembra non inserito nel sistema di smaltimento regionale, per il trattamento ed il recupero di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi da inserire nellarea industriale ex SIR nel Comune di Lamezia Terme, per un totale di Rifiuti in ingresso di 154.800 tonnellate/annue; da più parti si sono levate proteste contro un disegno oramai evidente di trasformare il lametino nella pattumiera della Calabria con i rischi che questo comporta per quel territorio; non vi è dubbio che lesigenza di tutela della salute umana co¬stituisca una priorità rispet¬to allesercizio dellattività economica. Larticolo 41 del¬la Costituzione, infatti, impone che liniziativa economica, pur dichiarata libera, non può svolgersi in contrasto alla utilità sociale ed in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità uma¬na; tutto questo, oltre a creare problemi derivanti dalla movimentazione della enorme massa dei rifiuti (costi, impatti ambientali, viabilità), va ricordato che a Lamezia giungono i rifiuti della provincia di Vibo e di molti comuni del cosentino, crea una vera è propria discriminazione per un intero territorio che è costretto a pagare in termini ambientali le politiche fallimentari perseguite in questi anni nella gestione del ciclo dei rifiuti. E opportuno ricordare che lo stesso decreto Ronchi assume come principio lautosufficienza dello smaltimento dei rifiuti urbani in ambiti territoriali ottimali. A Lamezia si assiste invece al conferimento di rifiuti provenienti da altri ambiti territoriali; questa situazione rischia di creare un collasso del traffico lungo la strada che conduce allimpianto dellarea ex Sir in quanto la stessa dovrà sopportare oltre al traffico sostenuto di mezzi della nettezza urbana, laumento del traffico dovuto alla stagione estiva con conseguenti disagi per i numerosi turisti che lattraversano. non può essere più tollerato che, con la motivazione che la regione Calabria è commissariata, non si coinvolgano democraticamente i cittadini in merito alla realizzazione di impianti ed attività a rischio come le suddette discariche. Tutto ciò premesso e considerato Si chiede di sapere: se è a conoscenza dei fatti sopra esposti; se nel corso delliter per la concessione dellautorizzazione relativamente alla discarica situata in località Carratello di Pianopoli, gli organi competenti hanno preso visione della relazione del geologo dott. Giulio Riga; per quali motivi la provincia, sempre con riferimento alla discarica di Pianopoli, ha redatto la nota del 13 marzo 2002, con la quale sollevava dubbi circa lesistenza o meno del vincolo idrogeologico per la zona interessata; se intende accertare attraverso gli uffici competenti la presenza o meno di pozzi sul terreno interessato; se intende impegnarsi affinché, come da più parti richiesto, venga rivista tutta la procedura che ha portato allautorizzazione rilasciata attraverso lordinanza dellufficio del commissario, relativamente alla discarica di Pianopoli; se intende impegnarsi per impedire, anche in considerazione della richiesta della Econet s.r.l. e della già grave situazione che interessa limpianto della Daneco ubicato a San Pietro Lametino, che lintero lametino divenga la pattumiera della Calabria. |
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Su Arcoiris.tv. Filmato scaricabile su convegno centrali a turbogas Cosa dice Il Resto del Carlino - Sentenza corte europea TurboGas-Verdi. Il caso di Mantova vedi articolo della Gazzetta di Mantova From: PIANOPOLI NOTIZIE Sent: Tuesday, April 12, 2005 11:59 AM Subject: Articolo del MANIFESTO sulle centrali turbogas nel mantovano Tutti si preoccupano delle emissione inquinanti delle centrali turbogas; TUTTI!! tranne che la classe dirigente calabrese: politici, amministratori, professorini universitari "al soldo" della lobby petrolifera/gas/anche nucleare........................................................ Adesso dopo la barzelletta delle centrali a gas pulite ci toccherà sorbirci la BESTEMMIA del carbone pulito con il progetto di riconversione della centrale termoelettrica di Rossano. Per salvarci dobbiamo sperare solo in un miracolo? dobbiamo sperare in altri aumenti del petrolio e del gas che rendano poco remunerativi gli investimenti delle varie ENEL, EDISON, ENDESA, ecc. vedi articolo de il Manifesto allegato April 09, 2005 COSI SI FA'!!! NUOVI STRUMENTI PER FAVORIRE LA DIFFERENZIAZIONE DEI RIFIUTI. LESPERIENZA DEL CONSORZIO BACINO DI PADOVA UNO. La raccolta differenziata aumenta. Il Consorzio Bacino di Padova Uno, già forte di risultati eccellenti, con il raggiungimento nel 2004 di una percentuale di raccolta differenziata del 66% - di circa 2 punti percentuale superiore al valore del 2003 (64.3%) -, introduce nel 2005 due strumenti innovativi per incentivare la differenziazione: una campagna di controlli sul corretto conferimento dei rifiuti e la tariffa puntuale a svuotamento in due Comuni. Il Consorzio Bacino di Padova Uno introduce nel 2005 due strumenti innovativi per favorire la differenziazione dei rifiuti. Il Consorzio, esperto nella gestione dei rifiuti, con una percentuale di raccolta differenziata (RD) pari al 66% nel 2004, si propone di aumentare ulteriormente la percentuale di RD con due nuovi strumenti. La campagna informativa Scatta il controllo sulla differenziata, che mira a verificare il corretto conferimento dei rifiuti da parte dei cittadini. Gli utenti che si impegnano nella differenziazione verranno premiati, mentre i cittadini troppo distratti verranno penalizzati con lesclusione dalle riduzioni tariffarie per la RD e per il compostaggio. Lintroduzione della tariffa puntuale a svuotamento in due Comuni, che invece di limitarsi a stimare la quantità di rifiuti prodotta dagli utenti, addebita ai cittadini i reali quantitativi conferiti. E quindi chi produce meno rifiuti, paga meno. Premiando i cittadini che si impegnano nella differenziazione dei rifiuti, lobiettivo che si vuole raggiungere lulteriore diminuzione delle quantità di materiale destinato alla discarica. Scarica qui i pdf dei materiali grafici GLI ITALIANI ED I RIFIUTI: GLI ESITI SORPRENDENTI DI UNA RECENTE INDAGINE Pubblicati gli esiti di una recente indagine di Nuova Ecologia: gli Italiani sono poco informati e si disinteressano del destino dei propri rifiuti. Nonostante questo, si dichiarano a favore della raccolta differenziata e, per quanto riguarda lo smaltimento, mostrano consenso per la termovalorizzazione. Da una ricerca condotta dal
periodico Nuova Energia alla fine
dellanno 2004, su un campione di circa 750
intervistati dislocati in tutto il territorio nazionale,
emerge scarsa informazione e un profondo disinteresse del
cittadino italiano in merito alla destinazione finale dei
propri rifiuti: una volta che se ne sia disfatto
conferendoli al servizio di asporto pubblico,
lItaliano, semplicemente, non ci pensa più.
Tuttavia, paradossalmente, viene espresso un
incondizionato, convinto e quasi unanime sostegno alla
pratica della raccolta differenziata dei rifiuti, anche
da parte dei cittadini di quelle regioni dove a stento si
raggiunge una percentuale di differenziazione pari al
10%. Fonte: http://www.nuova-energia.com/ws/articolo.asp?id=275
In Italia nel 2004 sono stati
utilizzati oltre 5 miliardi di imballaggi destinati alla
conservazione degli alimenti : un altro materiale si
somma alla lista dei riciclabili sottraendo preziose
risorse ad un destino indifferenziato nelle discariche. Fonte: Comunicato stampa CONSORZIO CONCERTO
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| LA PROVINCIA DI LODI SI OPPONE ALLE NUOVE CENTRALI
TURBOGAS PER "TUTELARE LA VOCAZIONE AGRICOLA DELL'AREA" Notizie del: 03/02/2005 LA PROVINCIA E I COMUNI DI BERTONICO, TURANO, TAVAZZANO E MONTANASO RIBADISCONO ALLA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA REGIONE IL "NO" A NUOVE CENTRALI LA MOBILITAZIONE CONTINUA: IL 16 FEBBRAIO SEDUTA COMUNE DEI QUATTRO CONSIGLI COMUNALI E DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Il Presidente Lino Osvaldo Felissari ha ribadito oggi pomeriggio davanti alla Commissione ambiente del Consiglio regionale la netta contrarietà della Provincia e dei comuni lodigiani a qualsiasi ipotesi di insediamento di nuove centrali termoelettriche nel Lodigiano. Felissari annuncia, inoltre, che la mobilitazione continuerà: il 16 febbraio prossimo, giorno in cui entrerà in vigore il protocollo di Kyoto, i consigli comunali dei quattro comuni interessati dalle centrali e il consiglio provinciale si riuniranno in seduta comune nel municipio di Montanaso. Oltre al Presidente della Provincia la delegazione lodigiana era composta dagli Assessori provinciali Francesca Sanna e Antonio Bagnaschi, dai sindaci di Bertonico, Verusca Bonvini, di Turano Lodigiano, Umberto Ciampetti, Montanaso Lombardo, Luca Ferrari, Tavazzano con Villavesco, Giuseppe Stroppa. Durante l'audizione all'esterno del Consiglio regionale era in corso una manifestazione organizzata dal Coordinamento contro le centrali. "Abbiamo cercato di esporre le nostre ragioni contro l'insediamento di nuove centrali - dice Felissari - insistendo anche sul fatto che la Regione Lombardia supporta il territorio nella sua vocazione agricola e nel nascente polo universitario e centro di ricerca che non si conciliano con l'insediamento di questi nuovi impianti". A nome dei quattro sindaci è intervenuto Giuseppe Stroppa il quale ha voluto sottolineare lo stato attuale della centrale di Tavazzano, che presenta irrisolte problematiche ambientali soprattutto per quanto riguarda lo stato di conservazione dei gruppi degli anni '50, con presenza di amianto e probabili ricadute sulla salute degli abitanti della cittadella all'interno della struttura. La Commissione regionale, presieduta da Domenico Zambetti, ha ascoltato con attenzione le ragioni espresse dal Presidente Felissari, il quale ha anche consegnato una memoria, che Zambetti,si è impegnato ad inoltrare alla Giunta regionale, tenuta ad esprimere un parere vincolante sui nuovi insediamenti delle centrali. Zambetti, dopo essersi complimento con Felissari e coi sindaci per la pacatezza e la serietà degli interventi ha dato la parola anche ai rappresentanti di Legambiente, Andrea Poggio e Dario Tansini, e all'On. Oreste Lodigiani. (27-01-2005, Provincia di Lodi, Ufficio Stampa e Comunicazione) In Provincia di Lodi sono state presentate due richieste di autorizzazione all'insediamento di gruppi di produzione di energia elettrica: 750 MW da parte della società Energia, localizzati in un'area industriale dismessa, e il potenziamento per altri 800 MW del polo di produzione di Tavazzano/Montanaso di proprietà di Endesa Italia. Se tutti e due i progetti venissero autorizzati la Provincia di Lodi si troverebbe ad essere il più grande polo di produzione di energia elettrica della Lombardia e uno dei più grandi d'Europa. L'Amministrazione Provinciale e le Amministrazioni comunali di Bertonico, e Montanaso Lombardo, Turano Lodigiano e Tavazzano con Villavesco, hanno chiesto questa audizione alla Commissione ambiente della Regione Lombardia per esprimere la loro contrarietà a queste localizzazioni. Non si può certo dire che il Lodigiano dal punto di vista della responsabilità non abbia fatto la sua parte. Da 40 anni conviviamo con un polo elettrico che si è via via potenziato nel tempo, raggiungendo una potenza di 1280 MW. Gli Enti Locali si sono resi protagonisti, attraverso le convenzioni, di un lavoro di miglioramento e minimizzazione dell'impatto ambientale su cui chiediamo alla Regione di vigilare per il rispetto degli impegni e delle prescrizioni già sottoscritte. In questo momento è in corso un ampliamento che porterà l'impianto di Tavazzano/Montanaso a 1460 MW, con il passaggio alla tecnologia turbogas. Vogliamo sottolineare alla Commissione che la localizzazione della società Energia, quale nuovo polo elettrico, si pone in netta contraddizione con una delle caratteristiche più ragguardevoli del nostro territorio: quella della valenza strategica che ha per lo sviluppo del territorio l'agricoltura. La centrale ipotizzata, pur se localizzata all'interno di un'area industriale dismessa, si colloca in una delle zone produttive più interessanti per questo settore. L'Amministrazione provinciale, insieme ai comuni del territorio, si è posta l'obiettivo prioritario di salvaguardare queste caratteristiche territoriali e non può accettare l'insediamento di una centrale termoelettrica nel cuore del Lodigiano agricolo. Come è noto, il nostro territorio è parte di un 'area molto più vasta che per caratteristiche orografiche e metereologiche si trova ad essere tra le più inquinate del pianeta. E' evidente che pur essendo le centrali degli impianti turbogas a metano, e quindi meno inquinanti, si tratta sempre di impianti che utilizzano combustibile fossile e contribuiscono quindi a peggiorare la qualità dell'aria. Inoltre, in Regione Lombardia, in particolare nell'area della Bassa pianura, sono state presentate altre 7-8 richieste di localizzazioni di nuove centrali con le conseguenze ambientali che non è difficile immaginare. In questo senso abbiamo chiesto alla Regione di effettuare una valutazione di impatto ambientale di tutta l'area coinvolta dalla richiesta di localizzazioni, e non studi realizzati sito per sito. Il nostro territorio, da tre anni a questa parte, viene indicato dalla ricerca sulla qualità della vita del Sole 24 ore come quello con la più alta mortalità da tumore. Si tratta di un elemento di forte preoccupazione che ci spinge comunque a ritenere di non dovere apportare altre fonti di inquinamento. La Provincia di Lodi , insieme ad ASL e Arpa Regionale e Provinciale, sta predisponendo un progetto articolato e complesso per il monitoraggio della qualità dell'aria (che porrà attenzione ai diversi contributi da traffico, da attività industriale e agricole) che comprende anche un'ampia indagine epidemiologica non solo sui tumori. In questo progetto, che prevede un forte investimento non solo economico-finanziario ma anche di risorse di personale, la Provincia di Lodi entra da protagonista. Chiediamo che lo stesso ruolo lo svolga la Regione con una partecipazione competente e fattiva degli assessorati alla Sanità e alla Qualità dell'ambiente. Da tempo abbiamo chiesto alla Giunta regionale quale fosse il rapporto di coerenza tra le nuove centrali con quanto scritto in un documento della Giunta stessa nell'agosto del 2003, nel quale veniva ipotizzata un fabbisogno energetico per la Lombardia pari 1350 MW, molto al di sotto di quanto previsto con le ipotesi localizzative che sono aumentate a dismisura. Dato che, all'interno dell'iter autorizzativi previsto dal cosiddetto decreto Marzano, il parere della Regione risulta vincolante, chiediamo che la Giunta, tenendo conto dei pareri degli Enti Locali, si pronunci chiaramente. Abbiamo, inoltre, chiesto un incontro all'assessore Maurizio Bernardo, che ad oggi non ha ancora concesso, proprio per affrontare questo tema. Non condividiamo le modalità adottate fino ad oggi dalla Regione Lombardia e dal Governo per definire le politiche energetiche e di sviluppo delle infrastrutture (quali, ad esempio, la T.E.M) che non tengono conto delle pianificazioni territoriali e delle volontà degli Enti Locali. Non vi è alcuna programmazione, né delle localizzazioni, né delle reali necessità. Si ignora completamente il protocollo di Kyoto, e non si affronta minimamente il possibile ruolo delle energie rinnovabili: si parla solo di metano, e si rispolvera il carbone. Per tutte le ragioni esposte, confortati dagli ordini del giorno approvati all'unanimità dal Consiglio provinciale e dai Consigli comunali dei territori interessati, chiediamo ai consiglieri regionali, al di là degli schieramenti, di aiutarci a salvaguardare il nostro territorio, attraverso anche sollecitazioni alla Giunta e agli assessori regionali competenti perché nelle espressione dei dovuti pareri tengano conto delle istanze del Lodigiano. IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI LODI I SIGG. SINDACI DEI COMUNI DI BERTONICO MONTANASO LOMBARDO TAVAZZANO CON VILLAVESCO TURANO LODIGIANO Con la presente si prega di tenere in considerazione relativamente al com.stampa inviato riguardo l'audizione in commissione ambiente della Regione, che il 16 febbraio (giorno della seduta comune dei quattro consigli comunali e del consiglio provinciale), è una data propositiva previa approvazione della commissione dei capigruppo. LEGGI NOTIZIA DAL SITO: http://www.provincia.lodi.it/notizia.asp?IDNotizia=4033&IDCategoria=456 |
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01/02/05 STUDIO INTERNAZIONALE: CON L'EFFETTO SERRA SIAMO VICINI AL PUNTO DI NON RITORNO ... Londra, 31
gennaio - Poco più di un grado centigrado e forse
nemmeno dieci anni: è questo quanto basterebbe a far
raggiungere al pianeta Terra il punto di non ritorno per
quanto riguarda l'effetto serra e le sue catastrofiche
conseguenze sull'ecosistema, tra cui la scomparsa
irreversibile delle foreste, la crisi dell'agricoltura e
mancanza d'acqua per un gran numero di popolazioni. È
quanto sostiene un rapporto intitolato "Meeting the
climate challence" e pubblicato la settimana scorsa
al quale ha contribuito un gruppo di lavoro formato da
studiosi, politici ed imprenditori di diverse nazioni. Altri articoli sul tema nella pagina Ecologia: Secondo la Royal Society petrolieri Usa finanziano lobby anti-Kyoto; Clini (Minambiente) dice che per l'Italia i Kyoto-costi sono quattro volte quelli della Germania e L'opposizione presenta una mozione sui cambiamenti climatici |
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| Soveria.it,
il Comune più "cyber" non è più su internet Soveria Mannelli - Dov'è finito il progetto ambizioso di soveria.it, come si può constatare il sito Soveria.it è inesistente. Un progetto realizzato dalla Regione Calabria e finanziato con un investimento di oltre 2 milioni di euro, con i fondi strutturali del POR 2000/2006 - Misura 6.3. Ora il gruppo di opposizione del centrosinistra guidato da Michele Chiodo ha fatto un'interrogazione al sindaco Leonardo Sirianni. Dall'interrogazione si apprende che, finita la fase sperimentale, la Telecom, aggiudicataria dell'appalto ha interrotto tutte le attività di esercizio e di gestione agli inizi di novembre. Difficoltà relative alle varie fasi progettuali e di natura finanziaria da risolvere ed intanto il progetto di e-democracy e di e-governament, quello che doveva essere uno dei fiori allocchiello di Soveria, è svanito nella rete. E pensare che solo per tenere attivo il segnale di un sito bastano pochi euro, quando non è del tutto gratuito. |
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tutto il materiale seguente è raccolto su internet da PIANOPOLI NOTIZIE I RISULTATI DELLE RILEVAZIONI DELL'ARPAVENETO MOLTO INTERESSANTI. SI CONSIGLIA LA LETTURA AGLI IMBONITORI CHE, da "interessati", SOSTENGONO IL CONTRARIO. IL SILENZIO DEGLI ACCADEMICI Altro articolo interessante che riguarda le centrali turbogas. BLACK OUT IN SILA Apprendiamo dal TG5 che località turistiche della nostra regione, CAMIGLIATELLO SILANO e LORICA nonchè varie frazioni del circondario, sono oggetto del più lungo black-out elettrico degli ultimi anni. Da tre giorni tutti gli abitanti ed i tanti turisti che alloggiano negli alberghi sono al buio (a parte quei fabbricati attrezzati con gruppi elettrogeni). INCREDIBILE, VERGOGNOSO, SCANDALOSO!!!!! Quei personaggi "interessati" o corrotti che continuano a chiedere CENTRALI! CENTRALI! CENTRALI! dove sono? stanno festeggiando l'arrivo del nuovo anno nello stesso modo in cui hanno concluso il 2004: nella più totale ipocrisia e nel disinteresse per i veri problemi della Calabria, che non sono risolti certamente dai mega-elettrodotti stile Rizziconi-Feroleto-Laino Borgo o dalle mega-centrali, altrettanto inutili e dannose per lo sviluppo della nostra regione. A questi signori (sic!) chiediamo: domani, finita la sbornia, chiedetevi se è accettabile che centinaia di chilometri della nostra regione siano attraversati e distrutti da un mega elettrodotto e centrali che non ci servono e poi nostri concittadini debbano festeggiare la notte di Capodanno, oltre alle sere precedenti, al buio ed al freddo. Chiedetevi se non sarebbe più utile per la nostra regione dare la possibilità agli operatori turistici di garantire ai clienti faticosamente acquisiti, almeno LUCE e RISCALDAMENTO. Chiedetevi se non sarebbe opportuno pretendere dall'ENEL, dal GRTN, da TERNA e da quanti hanno ruoli e responsabilità di garantire prima di tutto i servizi essenziali che al Nord sono garantiti già da decenni. Invece no! I servi ed i corrotti sono già pronti ad attribuire le cause di questo black-out ad una presunta insufficienza nella produzione di energia elettrica ed a nascondere le responsabilità a vari livelli. Il dramma é che molti ci crederanno pure! La buona notizia é che altri stanno finalmente aprendo gli occhi. |
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PASSAPAROLA/Invia questo articolo Capodanno senza botti un silenzio per condividere In un mondo sempre più globale, quelo che è successo ci tocca da vicino. E la festa non può trascorrere come se niente fosse di MAURIZIO CROSETTI Ci sono momenti in cui il silenzio è una necessità più che un dovere. Momenti in cui non si pu chiudere il mondo dietro la porta di casa, lui là fuori, noi qui dentro a festeggiare. Perché questo non è un Capodanno come gli altri. Il mondo, fuori, ci è entrato in casa senza bussare: è così che fa, quando la gente muore. Il mondo sfonda la porta, ci mette davanti agli occhi le tremende fotografie dei giornali, le strazianti immagini della televisione. Non possibile restare indifferenti a quel mondo che bussa e muore, magari con una bottiglia di spumante in mano e un petardo nell'altra. Non si tratta di retorica, né di astratta carità mentale. La necessità del silenzio, come momento di riflessione sulla nostra storia e sul nostro destino di uomini - che in un attimo può trasformarsi nel destino di tutti e viceversa (il destino è capriccioso e non si cura dell'indifferenza) - riguarda chiunque abbia occhi e cuore. E allora pensiamo che stavolta sia giusto non fare rumore, non festeggiare il nuovo anno con i botti e i fuochi: sarebbe come urlare in presenza di chi soffre. Condividere un dolore non vuol dire diventare tristi, ma rispettare quel dolore e chi lo sta vivendo. Anche se si trova dall'altra parte del mondo: e poi, la tragedia del Sudest asiatico ci ha spiegato che il mondo è diventato proprio piccolo, e che lo si percorre in un attimo. Può accadere di essere turisti in vacanza esotica, e in un istante trasformarsi in vittime o testimoni di un cataclisma. Dunque, il silenzio di Capodanno è anche un modo per riflettere su di noi, non solo per essere un po' più vicini a "loro", ai lontani, agli sventurati. Una festa senza fuochi (che, tra parentesi, ogni anno mozzano mani e oscurano occhi, di bambini e ragazzi soprattutto) è un segno di profonda umanità, di semplice ma vissuta partecipazione. Aspettare il secondo che fa scoccare il nuovo anno, e pensare che chi sta male non è solo: proviamoci, stavolta. Sar una maniera, anche, per augurarci di non essere soli quando potrebbe toccare a noi star male. Si parla tanto di globalizzazione e di confini più vicini, in questa nostra inquieta modernità, e così viviamo nel mondo che aspetta il nuovo anno. Proviamo a farlo nel silenzio e nel rispetto del dolore, così anche il nostro pensiero potrà essere un po' più globale, se riuscirà a occuparsi dell'uomo. Cioè gli altri, cioè noi. (29 dicembre 2004) Repubblica.it |
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| Corriere.it December
17, 2004 SCIENZE Gli esperti: possibile blocco correnti calde su coste atlantiche «Leffetto serra congelerà lEuropa» Il pericolo di una catastrofe ambientale: «Minaccia la sicurezza più del terrorismo». Allarme per i cibi ogm non sperimentati DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NEW YORK - Lattuale surriscaldamento del pianeta potrebbe portare, in tempi anche brevi, allarresto delle correnti oceaniche che mantengono lEuropa temperata. Accelerando catastrofi ambientali già in atto quali alluvioni, uragani, siccità ed incendi e dando il via ad un congelamento della regione. Quasi una nuova era glaciale, insomma. È questa la sconcertante conclusione cui giunge lo scienziato americano Gregory D. Foster in un articolo pubblicato sullultimo numero del World Watch Institute Magazine, la rivista della pi importante organizzazione internazionale di studio e ricerca ambientale (il Wwi, appunto) che anticipa i contenuti del suo annuale rapporto, in uscita a gennaio e dedicato alla minaccia, per la sicurezza nazionale e globale del pianeta, rappresentata non dal terrorismo ma dallinarrestabile catastrofe ecologica. AMBIENTE E TERRORISMO - «I disastri ambientali provocati dai cambiamenti climatici minacciano il futuro dellumanità in misura enormemente più grave rispetto al terrorismo», scrive Foster, uno dei massimi esperti militari Usa (è anche docente presso il College of the Armed Forces di Washington), che riuscito a mettere mano sul rapporto top secret Schwartz-Randall, commissionato dal Pentagono, che giunge a conclusioni apocalittiche sul futuro del pianeta. Tra le previsioni, condivise da Foster: i cambiamenti climatici sono destinati ad avere un effetto domino devastante sulla sicurezza nazionale dei Paesi europei e non. Che si affronteranno militarmente per laccesso alle sempre più scarse derrate alimentari, allacqua e allenergia, in quello che viene definito «un mondo futuro di Stati in guerra tra loro per la sopravvivenza». Il cosiddetto «chiodo fisso dellAmerica», Al Qaeda, viene giudicato irragionevole. «Dal 1968 ad oggi il terrorismo ha ucciso 24 mila persone, contro le 240 mila sterminate ogni anno dalle catastrofi ambientali», spiega il Wwi. Eppure un recente sondaggio svolto dalla Gallup rivela che la stragrande maggioranza degli americani non include neppure lambiente nella «top 11» delle «possibili minacce agli interessi vitali degli Stati Uniti». CORROTTI - Secondo Claire Hope Cummings, altra scienziata del Wwi, lAmerica emerge nel ruolo di «cattiva» in tutti i trend ambientali al negativo del nuovo millennio. A partire dal drammatico scioglimento della calotta polare artica, che viaggia ad un ritmo doppio rispetto al resto del globo, al dilagare indiscriminato delle culture Ogm.«Immesse nel mercato prima che la scienza abbia dimostrato la loro innocuità a lungo termine sulla salute - punta il dito la Cummings - con la tacita complicità di enti governativi, università e istituti di ricerca privati».Accusati di «aver venduto lanima al diavolo», perché il business biotech ha profitti da capogiro. «Molti agricoltori biologici hanno perso la certificazione e rischiano il fallimento perché le loro culture sono state contaminate da quelle Ogm - incalza la Cummings -; nel piatto del consumatore ignaro oggi arrivano tonnellate di cibi biotech, mai approvati per il consumo umano». E sul banco degli imputati finiscono anche tre delle più ricche e potenti associazioni ambientaliste internazionali: Conservation International,World Wildlife Fund (Wwf) e Nature Conservancy. Accusate dal noto antropologo Mac Chapin di aver «fatto combutta con i loro generosi sponsor» - multinazionali superinquinanti come Chevron Texaco, Shell e Exxon Mobil - a scapito delle popolazioni indigene della Foresta amazzonica, del Perù e del Messico, che sono state «maltrattate, sfruttate e addirittura espulse dalla loro terre» col loro beneplacito. ONU - E da Buenos Aires, dove si sta svolgendo la decima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, arriva anche lallarme dellOrganizzazione meteorologica mondiale: il 2004, segnato da quattro potenti uragani nei Caraibi e da letali tifoni in Asia, è stato il quarto anno più caldo della storia. Lorganizzazione, che fa parte dellOnu, prevede un aumento di 0,4 gradi centigradi della temperatura media sulla Terra (14 gradi centigradi) per il 2004. Il ritmo di questo aumento circa tre volte superiore a quello degli ultimi cento anni. E se non bastasse il 2004 è stato anche il pi costoso per lindustria assicurativa. Che per far fronte ai danni provocati da uragani, tifoni ed altri disastri naturali legati a fenomeni climatici estremi ha sborsato più di 35 miliardi di dollari nei soli primi 10 mesi dellanno, rispetto ai 16 miliardi di tutto il 2003. Alessandra Farkas |
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Gazzettino on line,
Lunedì, 27 Dicembre 2004 Il Veneto blocca tutto MONTECCHIO MAGGIORE - La delibera della giunta regionale del Veneto porta il n. 4277 e la data del 22 dicembre 2004. Numero e data che i cittadini dell'Ovest vicentino (e non solo) dimenticheranno difficilmente, visto che la stanno rincorrendo da più di due anni. Oggetto? Lo stop alle centrali termoelettriche di competenza statale. La delibera dispone, infatti, la sospensione delle attività istruttorie della commissione Via (valutazione d'impatto ambientale) in corso per le centrali per la produzione elettrica che avrebbero dovuto essere realizzate a Montecchio Maggiore, Cona, Loreo e Ronco all'Adige. Una mossa elettorale in vista delle elezioni regionali del 2005? La voglia da entrambi i fronti di togliere una materia così incandescente dalla disputa elettorale? Fatto sta che questo, dai primi commenti, è il più bel regalo che i cittadini dell'Ovest vicentino potessero desiderare sotto l'albero di Natale. I comitati, rappresentanti di cittadini, associazioni, parrocchie e affiancati dalle amministrazioni comunali e provinciale, in questi 24 mesi, hanno rappresentato un movimento che non trova eguali, tanto da diventare materia di studio in una tesi di laurea. È un successo dei comitati e dei cittadini dell'ovest vicentino» commenta a caldo il consigliere regionale Claudio Rizzato, ricordando l'importanza della mozione di contrariet al progetto, votata dal consiglio regionale il 30 luglio 2002, davanti ad oltre 2000 persone, durante la famosa calata a Venezia, sotto il sole cocente, raccolte sul sagrato della Basilica della Salute, davanti al palazzo della Regione. Esulta il coordinamento dei comitati: «Non abbiamo ancora in mano il testo della delibera, ma se davvero i contenuti che ci riferiscono sono veri, è davvero il più bel regalo di Natale non solo per Montecchio ma per tutto il Veneto, visto che lo stop riguarda tutti i progetti di nuove centrali. E' la vittoria del buonsenso e della gente, prima che dei Comitati; già sappiamo che saranno in molti a saltare sul carro dei vincitori e ad attribuirsi i meriti e la paternità di un successo che in realtà è solo e soltanto il frutto della volontà della popolazione dei nostri paesi. Pur con l'incognita di cosa farà Roma di fronte a questa scelta del governo regionale, siamo felici e ringraziamo il presidente Galan, la Giunta ed il Consiglio Regionale senza distinzioni di colore politico per aver mantenuto le promesse del luglio 2002». La delibera regionale riporta anche un altro interessante passaggio, un'implicita risposta alle velate preoccupazioni dei comitati sul dopo, a Roma: qualora il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio, anche in assenza di parere regionale, esprimesse una valutazione positiva dalla redazione di una o più delle centrali ipotizzate, ci saranno il parere negativo in sede di conferenza dei servizi prevista dal "decreto salvacentrali" e pure la negazione dell'intesa con il Ministero delle attività produttive. Paola Frighetto |
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Gazzettino on line, Mercoledì, 22 Dicembre 2004 AMBIENTE L'azienda sanitaria di Mantova presenta i risultati di un'analisi epidemiologica Indagine shock dell'Asl Malattie respiratorie aumentate del 60% vicino alla centrale di Ostiglia Castelmassa - Le centrali di Moglia di Sermide e di Ostiglia continuano ad inquinare. Una nuova conferma dei danni causati dalle polveri sottili prodotte da alcune centrali termoelettriche infatti arrivata da un'indagine epidemiologica compiuta dall'Asl di Mantova. Lo studio dell'azienda sanitaria, dopo un'analoga indagine compiuta dall'Arpav di Rovigo, ha dimostrato che entro i 4,5 chilometri dalla centrale di Ostiglia, la mortalità per malattie respiratorie è aumentata del 60 per cento, e ci si ammala di più a bronchi e polmoni sia ad ovest della centrale che nella zona intermedia tra Ostiglia e Sermide. I dati, disponibili sul sito del dipartimento di prevenzione dell'Asl di Mantova, danno ragione all'allarme lanciato dagli ambientalisti massesi che fanno parte del coordinamento interregionale "Uniambiente". L'alta concentrazione di micropolveri, ritenute responsabili del fenomeno, non può essere quindi imputata al traffico che, in quella zona, non è assolutamente intenso, e l'allarme micropolveri da centrale termoelettrica era gi stato lanciato dal Cnr. L'allarme è serio, viene da ricercatori del Cnr ed è supportato da ricerche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: non è vero che le centrali a turbogas per la produzione di energia elettrica siano "pulite", ma inquinano anch'esse e sono pericolose per la salute. Una notizia inquientante, se si pensa che il Ministero sta valutando la possibilità di ampliare i gruppi di produzione a turbogas. Affermano gli ambientalisti: «Le particelle emesse sono talmente sottili da passare direttamente dai polmoni al sangue e quindi agli organi vitali, causando allergie, malattie respiratorie e cardiovascolari. Il controllo delle particelle ultrasottili è reso ancora più difficile dal fatto che solo una piccola quota di queste, circa un settimo, emesso come inquinante primario al momento della combustione del gas - proseguono gli ecologisti -. Il resto si forma dai processi fotochimici in cui sono coinvolti gli scarichi delle centrali nell'ambiente». Annalisa Boschini |
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| da "Emilia
net" - 18/10/04 L'Emilia Romagna dice no Energia, Campagnoli: "No alle centrali di Durazzanino e Bentivoglio" Lo ha chiarito l'assessore alle Attività produttive in risposta ad un'interrogazione alla consigliera dei Verdi, Daniela Guerra Bologna - La realizzazione delle nuove centrali termoelettriche di Durazzanino nel forlivese e di Bentivoglio, in provincia di Bologna, "non rientrano tra le priorità regionali". Lo ha chiarito l'assessore alle Attività produttive dell'Emilia Romagna, Duccio Campagnoli. In risposta ad un'interrogazione della consigliera dei Verdi, Daniela Guerra, nella quale si chiedeva di formalizzare, con atto ufficiale, la contrarietà della Regione ai progetti di edificazione dei due impianti e di altre centrali di grandi dimensioni. "Quanto confermato dalla giunta, in sede di confronto con le amministrazioni centrali, come in occasioni informali di confronto, sarà ugualmente ribadito - ha proseguito Campagnoli - nelle sedi formali di procedura". L'esponente ambientalista, soddisfatta della risposta, ha, infine, puntualizzato la necessità di arrivare quanto prima all'approvazione del progetto di legge sull'energia e, in particolare, del piano energetico regionale. |
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| 18/12/04 COMUNICATORECORDCONSUMI.PDF IL comunicato del GRTN relativo al nuovo record dei consumi di elettricità conferma che nonostante il record " il sistema ha garantito ampi margini di riserva......" Tenendo conto che ci sono oltre dieci centrali in costruzione e/o ristrutturazione che ancora devono entrare in funzione e considerando che già oggi ci sono "ampi margini di riserva.." anche nel giorno di record storico sorge spontanea la domanda: A CHI SERVONO TUTTE LE ALTRE CENTRALI GIA' AUTORIZZATE O IN PROGETTO??? |
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