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Amato Carlopoli Cicala Conflenti C2 Cortale Curinga Decollatura Falerna F2 Feroleto A. Girifalco Gizzeria Jacurso Maida Marcellinara Martirano Martirano L. M2 Miglierina Motta S.Lucia Nocera Terinese Pianopoli Platania S. Mango SM2 S.Pietro Apostolo S.Pietro a Maida Serrastretta Soveria Mannelli Tiriolo.

In verde i Comuni che hanno votato Si a Lamezia Provincia del
ddl 2330 presentato dal sen. Cesare Marini. L'altro è il pdl 4526 presentato dall'on. Giampiero D'Alia.

Suggerisci uno o più siti che parlano del tuo paese o se hai semplicemente notizie, foto, informazioni, manifestazioni, foto o articoli da pubblicare, e qualsiasi altra cosa di interessante manda una mail al seguente indirizzo. info@lametropolis.it

 

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interventi per lo smaltimento dei rifiuti e non, l'aumento dell 696 discariche, per la valorizzasione del prezioso patrimonio di risorse naturali e geoambientali della Calabria

'Pianopoli Notizie' -
Speciale Ambiente - wwf speciale dossier ciclo rifiuti

Il compostaggio - stili di vita

 


LAMETINO - rassegna stampa quotidiana

 

MOVIMENTO CIVICO INTERCOMUNALE

Contro la discarica in località Carratello-Gallù

In comune di Pianopoli

 

 

DOTT. DOMENICO BAGNATO

Commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Calabria

Per conoscenza e per quanto di competenza:

SPETT. PROCURA DELLA REPUBBLICA di Lamezia T.

SPETT. PROCURA DELLA REPUBBLICA di Catanzaro

                                                                        SPETT. DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA di Catanzaro

SPETT. AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE

ASSESSORATO ALL’AMBIENTE

      LORO SEDI

 

OGGETTO: Discarica di rifiuti speciali in località Carratello-Gallù del Comune di Pianopoli

                   Richiesta revoca autorizzazione n. 2873, del 3 marzo 2004.

 

I sottoscritti componenti del Comitato Civico Intercomunale contro la discarica richiamata in oggetto, costituitosi a conclusione del Convegno sulla discarica in questione, tenutosi a Pianopoli il 30 ottobre 2004,

DATO ATTO

1)       che in seguito agli esposti inviati dai sottoscritti e da altri, sono state avviate indagini dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, che sono tuttora in corso;

2)       che nel frattempo i lavori di costruzione della discarica, iniziati nel mese di maggio 2005, sono stati sospesi dal Commissario delegato per l’emergenza rifiuti con nota n. 9121, del 16 giugno 2005, per mancato adempimento preliminare di rilevanti prescrizioni contenute nell’ordinanza di autorizzazione;

3)       che nel successivo mese di ottobre 2005 il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Corpo Forestale dello Stato ha proceduto al sequestro del cantiere della costruenda discarica, per “opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa”  e per “distruzione e deturpamento di bellezze naturali”, e che tale sequestro è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria;

CONSIDERATO

 

  • che i fatti sopradescritti – e soprattutto il sequestro del cantiere – configurano una situazione totalmente difforme da quella descritta negli atti progettuali, sulla base dei quali era stata concessa l’autorizzazione;
  • che, in particolare, nel Nulla-Osta concesso a suo tempo(in forme peraltro non usuali) dal Coordinamento Distrettuale di Lamezia Terme del Corpo Forestale dello Stato, veniva prescritto di non movimentare le colline circostanti, che per la loro natura sabbiosa avrebbero potuto creare problemi idrogelogici;
  • che lo scempio che invece è stato fatto delle suddette colline circostanti, con la movimentazione di migliaia di metri cubi di materiale sabbioso, non solo contrasta con la prescrizione del Corpo Forestale, ma consente di constatare – al di là di ogni ragionevole dubbio – la natura sabbiosa, e quindi friabile e franosa, del sito prescelto( non si sa da chi!) per la discarica, e che pertanto, la sua assoluta inidoneità rispetto allo scopo risulta allo stato ampiamente dimostrata;
  • che infine, le gravissime inadempienze, che hanno comportato prima la sospensione e poi il sequestro del cantiere, denotano una situazione per niente chiara, resa ancor pi inquietante dalle voci incalzanti di un imminente dissequestro;

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO,

 

I SOTTOSCRITTI CHIEDONO AL SIG. COMMISSARIO PER L’EMERGENZA RIFIUTI DI VOLER PRENDERE DIRETTA E PERSONALE COGNIZIONE SUL POSTO DELLO STATO DEI FATTI E DI VOLER, CONSEGUENTEMENTE, DISPORRE L’MMEDIATA REVOCA DELL’ORDINANZA RICHIAMATA IN OGGETTO.

I sottoscritti infine, delegano il prof. Francesco Mercuri, nella sua qualità di capogruppo consiliare del Comune di Pianopoli e di coordinatore del Comitato Civico Intercomunale a curare l’inoltro della presente richiesta al Sig. Commissario per l’emergenza rifiuti ed alle altre Autorità in indirizzo.

 

Pianopoli, 12.12.05

 

 

Firmato:

Il presidente del Comitato Intercomunale

Sindaci

Amministratori

WWF Calabria

 

17/11/05

Vi inviamo l'articolo pubblicato su IL DOMANI oggi 17/11/2005. IL Corpo Forestale dello Stato conferma le notizie circolate in questi giorni sul sequestro del cantiere della costruenda discarica di rifiuti speciali di Carratello. Apprendiamo, inoltre, che lo stesso Corpo Forestale dello Stato ha denunciato l'amministartore della [...], contestandogli i reati di "opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa" e " distruzione e deturpamento di bellezze naturali".
Il comitato intercomunale, nel corso della prossima settimana si attiverà per:
1) chiedere al Commissario per l'Emergenza Ambientale di applicare quanto previsto nella stessa ordinanza di autorizzazione e cioè "la revoca dell'autorizzazione in caso di inosservanza e/o violazioni gravi......". Alla luce di quanto emerso riteniamo che la REVOCA dell'AUTORIZZAZIONE sia un atto dovuto;
2) in mancanza di tale atto finale, il comitato aderirà ad una grande manifestazione pubblica che alcune associazioni ambientaliste stanno già organizzando e dovrebbe svolgersi sulla STRADA DEI DUE MARI con conclusione all'ingresso del sito del cantiere della discarica. La manifestazione sarà organizzata solo qualora l'autorizzazione non venisse revocata.
3) valutare ogni iniziativa utile perchè venga finalmente fatta chiarezza sulle responsabilità individuali, sugli interessi occulti di coloro che hanno raccontato bugie e disinformato volutamente la popolazione, sulle omissioni, ecc.

Gruppo Ambiente Movimento Civico l'Aratro




IL CANTIERE PER LA COSTRUZIONE DELLA DISCARICA DI RIFIUTI SPECIALI A CARRATELLO E' STATO POSTO SOTTO SEQUESTRO CON PROVVEDIMENTO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO.
ALLEGHIAMO FOTO DEL PROVVEDIMENTO AFFISSO ALL'INGRESSO DEL CANTIERE.
QUESTO PROVVEDIMENTO, SIA PURE TARDIVO, E' UN SEGNALE DI SPERANZA PER IL RIPRISTINO DELLA LEGALITA' !
LE INIZIATIVE DEL COMITATO CONTRO LA DISCARICA DI CARRATELLO CONTINUERANNO NELLE PROSSIME SETTIMANE. IL COMMISSARIO PER L'EMERGENZA AMBIENTALE NON HA PIU' ALCUN ALIBI PER RINVIARE NEL TEMPO LA REVOCA DEFINITIVA DELL'AUTORIZZAZIONE RILASCIATA, ERRONEAMENTE, A SUO TEMPO.

Gruppo Ambiente Movimento Civico L'ARATRO
 
 


MOVIMENTO CIVICO PER IL CAMBIAMENTO
L’ARATRO


Al Sig. Sindaco
Comune di
PIANOPOLI

Oggetto: Interrogazione con richiesta di risposta scritta



I sottoscritti Consiglieri di Minoranza, Mercuri, Rifiorati, Nanci, Talarico,


PREMESSO:

• Che sui giornali locali dei giorni scorsi è apparsa una dichiarazione, nella quale si decanta il perfetto funzionamento del nostro depuratore, invitando il Presidente della Giunta Regionale, Loiero, “ad indirizzare le ricerche … verso quei Sindaci che facilmente parlano di tutela ambientale senza poi fare nulla per garantire la funzionalità degli impianti di depurazione”;
• Che nella stessa dichiarazione, in un crescendo di autoesaltazione, si arriva a dire:”Non si pareggiano i bilanci comunali tenendo i depuratori spenti ma è necessario e di vitale importanza garantire la loro funzionalità ed efficienza proprio come quello di Pianopoli”;
• Che per decenni il depuratore di Pianopoli, del quale si decantano la funzionalità e l’efficienza, è stato fermo o ha funzionato a scartamento molto ridotto, inondando i terreni circostanti ed il torrente Badia di rifiuti non depurati;
• Che per tutti i mesi da gennaio ad almeno luglio 2005 è stato totalmente inattivo per lavori di manutenzione straordinaria, per non dire radicale, che dimostrano di per sé in quale stato di funzionalità era ridotto;
• Che pertanto è perfettamente giustificato chiedersi “da quale pulpito viene la predica”;

TUTTO CIO’ PREMESSO,

interrogando la S.V. , chiedendo risposta scritta con relativa documentazione, per sapere:

1. se e quando i lavori di manutenzione straordinaria sono staTi ultimati e se sono stati collaudati, con preghiera di fornire copia del verbale di collaudo;
2. se non ritenga di rispondere contestualmente, anche alle questioni attinenti il depuratore da noi poste nel punto 4 della nostra lettera del 6 luglio scorso, protocollata col n. 4875, rimasta senza risposta.

Distinti saluti.
Pianopoli, 09.09.05

I Consiglieri di Minoranza




PIANOPOLI NOTIZIE

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OBIETTIVO RIFIUTI ZERO
importante documento del WWF (da salvare e leggere con calma)

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ARATRO
gruppo di lavoro AMBIENTE



Sent: Monday, June 27, 2005 2:10 PM
Subject: LA LOTTA PAGA


PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

PROVINCIA DI CATANZARO

GRUPPO CONSILIARE



Comunicato stampa


La lotta paga. In data 16 giugno 2005, il Commissario Delegato per l’emergenza ambientale nel territorio della Regione Calabria, ha sospeso l’autorizzazione per la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località Carratello di Pianopoli.

Ricordiamo che su tale discarica da più parti sono stati sollevati numerosi dubbi e, sono state avanzate proposte di revoca dell’autorizzazione al fine di avviare una verifica più puntuale sulla scelta del sito ed un coinvolgimento nella decisione delle popolazioni interessate.

Per bloccare la costruzione della discarica è stato costituito un comitato di lotta a cui noi abbiamo dato il nostro sostegno, con la nostra presenza e con le interrogazioni alla Provincia di Catanzaro ed in Parlamento.

La lotta, il controllo dal basso ed istituzionale hanno ottenuto un primo risultato che è quello della sospensione della costruzione della discarica.

La mobilitazione e l’attenzione non devono diminuire, è necessario continuare ad impegnarsi affinché, come da pi parti richiesto, venga rivista tutta la procedura che ha portato all’autorizzazione rilasciata attraverso l’ordinanza dell’ufficio del commissario e venga effettivamente coinvolta la popolazione.





27 giugno 2005



Il Capogruppo
Pino Commodari




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PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CIRCOLO A. ARGADA
Via P. Celli, 26 88046 Lamezia TermeSENATO DELLA REPUBBLICA









XIV LEGISLATURA


Giovedì 26 Maggio 2005

SODANO Tommaso. Al Ministro dell'ambiente e per la tutela del territorio.

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Premesso che:

con una ordinanza, la n. 2873 del 3 marzo 2004, il Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale nel territorio della Regione Calabria, ha autorizzato alla Eco-inerti srl la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località Carratello del comune di Pianopoli (cz);

in data 23 maggio 2005 sono iniziati i lavori di costruzione della suddetta discarica;

su tale discarica da più parti sono stati sollevati numerosi dubbi e, sono state avanzate proposte di revoca dell’autorizzazione al fine di avviare una verifica più puntuale sulla scelta del sito ed un coinvolgimento nella decisione delle popolazioni interessate;

pare che in merito al sito scelto per l’ubicazione della suddetta discarica esistano documentazioni diverse e contrapposte sulla natura idrogeologica dell’area interessata;

a tale proposito, sembra, non sia stato preso in considerazione lo studio realizzato nel 1987 dal geologo Dott. Giulio Riga che accompagna il Piano Regolatore del comune di Pianopoli;

addirittura, pare, che la relazione geologica che accompagna la richiesta di autorizzazione della discarica ometta di segnalare la presenza di un pozzo sul terreno interessato e di numerosi altri pozzi nella zona;

sembra, che il progetto presentato contrasti con la carta geologica dalla quale si evince che buona parte dell’area proposta per la discarica si presenta con permeabilità elevata;

pare, che lo studio di impatto ambientale presentato dalla Eco-inerti ometta di segnalare la presenza di pozzi sull’area interessata e in quella confinante, così come, ometterebbe di segnalare la presenza di coltivazioni nelle zone adiacenti il sito proposto;

l’area individuata dalla Eco-inerti è parte integrante di una zona sismica di 1^ categoria e quindi, l’autorizzazione contrasterebbe con le norme dettate dal D.Lgs. 36 del 13 gennaio 2003;

i fatti sopra descritti dimostrerebbero delle gravi omissioni praticate dalla Eco-inerti e dalle amministrazioni pubbliche interessate;

non sarebbe, dunque, di poco conto la circostanza che, trattandosi di un insediamento di rilevante impatto ambientale l’autorizzazione per la suddetta discarica debba raccordarsi a precise prescrizioni e alle leggi vigenti al cui rispetto è condizionata la legittimità dell’opera proposta;

l’autorizzazione alla realizzazione della suddetta discarica è stata preceduta dalla “Conferenza dei Servizi”;

dal verbale n. 99 della Conferenza dei servizi emerge che la responsabile del Servizio igiene pubblica dell’Asl. N. 6 ha richiesto l’approfondimento di alcuni aspetti del progetto mentre, la Provincia, con nota del 13 marzo 2002, ha sollevato dei dubbi circa l’esistenza o meno del vincolo idrogeologico per la zona interessata;


come denunciato anche dal WWF Calabria, la costruzione avviene:
• nonostante che la discarica “in fase di revisione del piano dei rifiuti non viene inserita nel sistema di smaltimento regionale” ;
• in presenza di “dichiarazioni di esponenti dell’Ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale” che affermano che “nella nostra regione, non vi è alcuna necessità di queste discariche in quanto non c’è una grande produzione di rifiuti speciali non pericolosi”;
• nonostante si trovi “proprio al confine con importanti aziende agricole ed agrituristiche ed in prossimità della popolosa frazione Cancello del Comune di Serrastretta.”
• pur avendola situata “in una zona di interesse naturalistico, soggetta a vincolo idrogeologico e con all’interno e nei dintorni sorgenti e pozzi di acqua usati per fini potabili ed agricoli”;

nell’Area ex SIR di Lamezia Terme con Ordinanza n. 2965 il Commissario per l’Emergenza Rifiuti in Calabria, ha approvato un progetto di adeguamento e potenziamento della Piattaforma integrata polifunzionale smaltimento rifiuti, che comporterà il raggiungimento di una capacità di trattamento di circa 120.000 tonnellate/annue a fronte delle 80.000 circa iniziali. Impianto nel quale si produce il CDR (il pericoloso combustibile dei rifiuti che bruciando produce diossina).
il suddetto impianto è gestito dalla Daneco s.r.l. di Milano e pare, che quello in costruzione in località Carratello di Pianopoli è stato acquistato dalla ILE s.r.l. , che ha come socio di maggioranza la Daneco;
la Econet s.r.l. ha inoltrato richiesta per la realizzazione di un impianto polifunzionale, sembra non inserito nel sistema di smaltimento regionale, per il trattamento ed il recupero di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi da inserire nell’area industriale ex SIR nel Comune di Lamezia Terme, per un totale di “Rifiuti in ingresso” di 154.800 tonnellate/annue;
da più parti si sono levate proteste contro un disegno oramai evidente di trasformare il lametino nella pattumiera della Calabria con i rischi che questo comporta per quel territorio;

non vi è dubbio che l’esigenza di tutela della salute umana co¬stituisca una priorità rispet¬to all’esercizio dell’attività economica. L’articolo 41 del¬la Costituzione, infatti, impone che l’iniziativa economica, pur dichiarata libera, non può svolgersi in contrasto alla utilità sociale ed in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità uma¬na;

tutto questo, oltre a creare problemi derivanti dalla movimentazione della enorme massa dei rifiuti (costi, impatti ambientali, viabilità), va ricordato che a Lamezia giungono i rifiuti della provincia di Vibo e di molti comuni del cosentino, crea una vera è propria discriminazione per un intero territorio che è costretto a pagare in termini ambientali le politiche fallimentari perseguite in questi anni nella gestione del ciclo dei rifiuti. E’ opportuno ricordare che lo stesso “decreto Ronchi” assume come principio l’autosufficienza dello smaltimento dei rifiuti urbani in “ambiti territoriali ottimali”. A Lamezia si assiste invece al conferimento di rifiuti provenienti da altri ambiti territoriali;

questa situazione rischia di creare “un collasso” del traffico lungo la strada che conduce all’impianto dell’area ex Sir in quanto la stessa dovrà sopportare oltre al traffico sostenuto di mezzi della nettezza urbana, l’aumento del traffico dovuto alla stagione estiva con conseguenti disagi per i numerosi turisti che l’attraversano.

non può essere più tollerato che, con la motivazione che la regione Calabria è commissariata, non si coinvolgano democraticamente i cittadini in merito alla realizzazione di impianti ed attività a rischio come le suddette discariche.


Tutto ciò premesso e considerato
Si chiede di sapere:
• se è a conoscenza dei fatti sopra esposti;
• se nel corso dell’iter per la concessione dell’autorizzazione relativamente alla discarica situata in località Carratello di Pianopoli, gli organi competenti hanno preso visione della relazione del geologo dott. Giulio Riga;
• per quali motivi la provincia, sempre con riferimento alla discarica di Pianopoli, ha redatto la nota del 13 marzo 2002, con la quale sollevava dubbi circa l’esistenza o meno del vincolo idrogeologico per la zona interessata;
• se intende accertare attraverso gli uffici competenti la presenza o meno di pozzi sul terreno interessato;
• se intende impegnarsi affinché, come da più parti richiesto, venga rivista tutta la procedura che ha portato all’autorizzazione rilasciata attraverso l’ordinanza dell’ufficio del commissario, relativamente alla discarica di Pianopoli;
• se intende impegnarsi per impedire, anche in considerazione della richiesta della Econet s.r.l. e della già grave situazione che interessa l’impianto della Daneco ubicato a San Pietro Lametino, che l’intero lametino divenga la pattumiera della Calabria.



Su Arcoiris.tv. Filmato scaricabile su convegno centrali a turbogas
Cosa dice Il Resto del Carlino - Sentenza corte europea



TurboGas-Verdi. Il caso di Mantova vedi articolo della Gazzetta di Mantova


From: PIANOPOLI NOTIZIE Sent: Tuesday, April 12, 2005 11:59 AM Subject: Articolo del MANIFESTO sulle centrali turbogas nel mantovano


Tutti si preoccupano delle emissione inquinanti delle centrali turbogas; TUTTI!! tranne che la classe dirigente calabrese: politici, amministratori, professorini universitari "al soldo" della lobby petrolifera/gas/anche nucleare........................................................ Adesso dopo la barzelletta delle centrali a gas pulite ci toccherà sorbirci la BESTEMMIA del carbone pulito con il progetto di riconversione della centrale termoelettrica di Rossano. Per salvarci dobbiamo sperare solo in un miracolo? dobbiamo sperare in altri aumenti del petrolio e del gas che rendano poco remunerativi gli investimenti delle varie ENEL, EDISON, ENDESA, ecc.  

vedi articolo de il Manifesto allegato

April 09, 2005





COSI SI FA'!!!
NUOVI STRUMENTI PER FAVORIRE LA DIFFERENZIAZIONE DEI RIFIUTI. L’ESPERIENZA DEL CONSORZIO BACINO DI PADOVA UNO.

La raccolta differenziata aumenta. Il Consorzio Bacino di Padova Uno, già forte di risultati eccellenti, con il raggiungimento nel 2004 di una percentuale di raccolta differenziata del 66% - di circa 2 punti percentuale superiore al valore del 2003 (64.3%) -, introduce nel 2005 due strumenti innovativi per incentivare la differenziazione: una campagna di controlli sul corretto conferimento dei rifiuti e la tariffa puntuale a svuotamento in due Comuni.

Il Consorzio Bacino di Padova Uno introduce nel 2005 due strumenti innovativi per favorire la differenziazione dei rifiuti. Il Consorzio, esperto nella gestione dei rifiuti, con una percentuale di raccolta differenziata (RD) pari al 66% nel 2004, si propone di aumentare ulteriormente la percentuale di RD con due nuovi strumenti.
La campagna informativa “Scatta il controllo sulla differenziata”, che mira a verificare il corretto conferimento dei rifiuti da parte dei cittadini. Gli utenti che si impegnano nella differenziazione verranno premiati, mentre i cittadini troppo distratti verranno penalizzati con l’esclusione dalle riduzioni tariffarie per la RD e per il compostaggio.
L’introduzione della tariffa puntuale a svuotamento in due Comuni, che invece di limitarsi a stimare la quantità di rifiuti prodotta dagli utenti, addebita ai cittadini i reali quantitativi conferiti. E quindi chi produce meno rifiuti, paga meno.
Premiando i cittadini che si impegnano nella differenziazione dei rifiuti, l’obiettivo che si vuole raggiungere l’ulteriore diminuzione delle quantità di materiale destinato alla discarica.
Scarica qui i pdf dei materiali grafici


GLI ITALIANI ED I RIFIUTI: GLI ESITI SORPRENDENTI DI UNA RECENTE INDAGINE


Pubblicati gli esiti di una recente indagine di “Nuova Ecologia”: gli Italiani sono poco informati e si disinteressano del destino dei propri rifiuti. Nonostante questo, si dichiarano a favore della raccolta differenziata e, per quanto riguarda lo smaltimento, mostrano consenso per la termovalorizzazione.

Da una ricerca condotta dal periodico “Nuova Energia” alla fine dell’anno 2004, su un campione di circa 750 intervistati dislocati in tutto il territorio nazionale, emerge scarsa informazione e un profondo disinteresse del cittadino italiano in merito alla destinazione finale dei propri rifiuti: una volta che se ne sia disfatto conferendoli al servizio di asporto pubblico, l’Italiano, semplicemente, non ci pensa più. Tuttavia, paradossalmente, viene espresso un incondizionato, convinto e quasi unanime sostegno alla pratica della raccolta differenziata dei rifiuti, anche da parte dei cittadini di quelle regioni dove a stento si raggiunge una percentuale di differenziazione pari al 10%.
Il dato ancor più significativo e certamente più sorprendente riportato dall’indagine riguarda, tuttavia, i termovalorizzatori: non solo i cittadini italiani non sarebbero avversi alla realizzazione di questi impianti (solo il 5% degli intervistati si dichiara assolutamente contrario), ma addirittura solo una esigua percentuale (7%) della popolazione sarebbe disposta a pagare di più, in termini di smaltimento dei propri rifiuti, pur di avere questi impianti dislocati al di fuori della propria regione.
Secondo la ricerca, inoltre, addirittura il 31% degli italiani si dichiarerebbe possibilista nei confronti della realizzazione di un impianto di termovalorizzazione anche all’interno del proprio quartiere di residenza, pur essendo poi minima, però, la fiducia dichiarata nei controlli (tanto minore quanto più a sud ci si trova).
I dati dell’inchiesta sono raccolti in una pubblicazione di 64 pagine, Editrice Alkes.

Fonte: http://www.nuova-energia.com/ws/articolo.asp?id=275


A MILANO I CARTONI PER BEVANDE SI RICICLANO INSIEME ALLA CARTA

In Italia nel 2004 sono stati utilizzati oltre 5 miliardi di imballaggi destinati alla conservazione degli alimenti : un altro materiale si somma alla lista dei riciclabili sottraendo preziose risorse ad un destino indifferenziato nelle discariche.

Con più di un milione di cittadini coinvolti quello milanese è sicuramente il test più impegnativo, il cui successo sarà di esempio per le altre grandi città. I milanesi potranno così conferire i cartoni per bevande nei classici contenitori bianchi della carta; grazie a quest’iniziativa il 2005 sarà veramente l’anno della raccolta differenziata di carta e cartone

Fonte: Comunicato stampa CONSORZIO CONCERTO






20/02/05 - La Regione cambia le lampadine, è la Calabria?

ANCORA UNA VOLTA SI EVIDENZIA LA DIFFERENZA NEI METODI E NELLE POSIZIONI CRITICHE, E COMUNQUE DI CONFRONTO CIVILE E DEMOCRATICO, CHE EMERGONO IN EMILIA ROMAGNA E NELLE ALTRE REGIONI DEL NORD RISPETTO AL SERVILISMO CHE HA FAVORITO IL PROLIFERARE DELLE CENTRALI TERMOELETTRICHE IN CALABRIA.
.....E PENSARE CHE IN EMILIA ROMAGNA SI REGISTRA UN DEFICIT ENERGETICO MENTRE IN CALABRIA GIA SI PRODUCE OLTRE IL 45% IN PIU RISPETTO AL FABBISOGNO



Cosa potrebbe accadere qui - <No al turbo gas> immagine articolo da "il resto del carlino" del 28/01/04


28/01/2005 - NO DEL PRC A PROGETTO CENTRALE TERMOELETTRICA A BENTIVOGLIO
Bologna, 28 gen. (Adnkronos) - No di Rifondazione comunista alla centrale termoelettrica nella pianura bolognese, fra i comuni di Bentivoglio, Malalbergo e San Pietro in Casale. Leonardo Masella, capogruppo del Prc in consiglio dell'Emilia Romagna, ha infatti chiesto alla giunta di esprimersi al fine di ''scongiurare la realizzazione della centrale''. Masella ha ricordato come comitati di cittadini e sindaci abbiano da tempo espresso la loro contrarieta' al progetto della societa' Mirant, che intende costruire una centrale termoelettrica da 800 megawatt.
(Jet/Zn/Adnkronos)



26/01/2005 - Regione Emilia-Romagna: nessuna mega centrale sul nostro territorio.
Gli assessori Guido Tampieri e Duccio Campagnoli, ribadiscono che nessuna nuova grande centrale verrà costruita sul nostro territorio. Nonostante questo, Mirant (Bentivoglio) e Elettra (Durazzanino), proseguono imperterrite nel tentativo di ottenere la Via ministeriale.



26/01/2005 - La Regione Emilia-Romagna ribadisce il suo NO alla centrale Mirant di Bentivoglio
Nonostante le insistenze della ditta proponente, la Regione Emilia-Romagna ribadisce che si opporrà alla costruzione della turbogas a Bentivoglio, anche se il Ministero approverà la VIA.



29/01/2005 - DURAZZANINO: COMMISSIONE MINISTERIALE DICE "NO" A CENTRALE ELETTRA
La Commissione VIA del Ministero dell'Ambiente non ha dato parere positivo alla centrale forlivese elettrica di Durazzanino che, per essere esaminata, dovrà aspettare il Piano di risanamento ambientale dell’aria di competenza regionale.



29/01/2005 - BENTIVOGLIO - "NO al turbogas": il centro destra "noi siamo sempre stati contrari"
Un articolo de Il Resto del Carlino sulla riapertura del caso Mirant a Bentivoglio. Preoccupazione del consigliere provinciale Raffaele Finelli.
01/02/2005 - Enel, Adiconsum valuta positivamente sanzioni per black-out

Adiconsum valuta positivamente la decisione dell'Autorità per l'energia che ha chiesto al Gestore della rete (Grtn) di valutare la riduzione dei pagamenti a Enel per i costi della cosidetta riserva, impianti pronti ad entrare in funzione in caso di picchi di energia. Riserva, che avrebbe dovuto entrare in funzione il 26 giugno scorso per evitare il black-out e che invece, secondo l'autorità, risultò indisponibile.

LA PROVINCIA DI LODI SI OPPONE ALLE NUOVE CENTRALI TURBOGAS PER "TUTELARE
LA
VOCAZIONE AGRICOLA DELL'AREA"

Notizie del: 03/02/2005

LA PROVINCIA E I COMUNI DI BERTONICO, TURANO, TAVAZZANO E MONTANASO
RIBADISCONO ALLA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA REGIONE IL "NO" A NUOVE
CENTRALI
LA MOBILITAZIONE CONTINUA: IL 16 FEBBRAIO SEDUTA COMUNE DEI QUATTRO
CONSIGLI
COMUNALI E DEL CONSIGLIO PROVINCIALE

Il Presidente Lino Osvaldo Felissari ha ribadito oggi pomeriggio davanti
alla Commissione ambiente del Consiglio regionale la netta contrarietà
della
Provincia e dei comuni lodigiani a qualsiasi ipotesi di insediamento di
nuove centrali termoelettriche nel Lodigiano.
Felissari annuncia, inoltre, che la mobilitazione continuerà: il 16
febbraio prossimo, giorno in cui entrerà in vigore il protocollo di Kyoto,
i
consigli comunali dei quattro comuni interessati dalle centrali e il
consiglio provinciale si riuniranno in seduta comune nel municipio di
Montanaso.

Oltre al Presidente della Provincia la delegazione lodigiana era composta
dagli Assessori provinciali Francesca Sanna e Antonio Bagnaschi, dai
sindaci
di Bertonico, Verusca Bonvini, di Turano Lodigiano, Umberto Ciampetti,
Montanaso Lombardo, Luca Ferrari, Tavazzano con Villavesco, Giuseppe
Stroppa. Durante l'audizione all'esterno del Consiglio regionale era in
corso una manifestazione organizzata dal Coordinamento contro le centrali.
"Abbiamo cercato di esporre le nostre ragioni contro l'insediamento di
nuove centrali - dice Felissari - insistendo anche sul fatto che la Regione
Lombardia supporta il territorio nella sua vocazione agricola e nel
nascente
polo universitario e centro di ricerca che non si conciliano con
l'insediamento di questi nuovi impianti".
A nome dei quattro sindaci è intervenuto Giuseppe Stroppa il quale ha
voluto sottolineare lo stato attuale della centrale di Tavazzano, che
presenta irrisolte problematiche ambientali soprattutto per quanto riguarda
lo stato di conservazione dei gruppi degli anni '50, con presenza di
amianto
e probabili ricadute sulla salute degli abitanti della cittadella
all'interno della struttura.
La Commissione regionale, presieduta da Domenico Zambetti, ha ascoltato con
attenzione le ragioni espresse dal Presidente Felissari, il quale ha anche
consegnato una memoria, che Zambetti,si è impegnato ad inoltrare alla
Giunta
regionale, tenuta ad esprimere un parere vincolante sui nuovi insediamenti
delle centrali.
Zambetti, dopo essersi complimento con Felissari e coi sindaci per la
pacatezza e la serietà degli interventi ha dato la parola anche ai
rappresentanti di Legambiente, Andrea Poggio e Dario Tansini, e all'On.
Oreste Lodigiani.


(27-01-2005, Provincia di Lodi, Ufficio Stampa e Comunicazione)




In Provincia di Lodi sono state presentate due richieste di autorizzazione
all'insediamento di gruppi di produzione di energia elettrica: 750 MW da
parte della società Energia, localizzati in un'area industriale dismessa, e
il potenziamento per altri 800 MW del polo di produzione di
Tavazzano/Montanaso di proprietà di Endesa Italia.
Se tutti e due i progetti venissero autorizzati la Provincia di Lodi si
troverebbe ad essere il più grande polo di produzione di energia elettrica
della Lombardia e uno dei più grandi d'Europa. L'Amministrazione
Provinciale
e le Amministrazioni comunali di Bertonico, e Montanaso Lombardo, Turano
Lodigiano e Tavazzano con Villavesco, hanno chiesto questa audizione alla
Commissione ambiente della Regione Lombardia per esprimere la loro
contrarietà a queste localizzazioni.

Non si può certo dire che il Lodigiano dal punto di vista della
responsabilità non abbia fatto la sua parte. Da 40 anni conviviamo con un
polo elettrico che si è via via potenziato nel tempo, raggiungendo una
potenza di 1280 MW. Gli Enti Locali si sono resi protagonisti, attraverso
le
convenzioni, di un lavoro di miglioramento e minimizzazione dell'impatto
ambientale su cui chiediamo alla Regione di vigilare per il rispetto degli
impegni e delle prescrizioni già sottoscritte. In questo momento è in corso
un ampliamento che porterà l'impianto di Tavazzano/Montanaso a 1460 MW, con
il passaggio alla tecnologia turbogas.

Vogliamo sottolineare alla Commissione che la localizzazione della società
Energia, quale nuovo polo elettrico, si pone in netta contraddizione con
una
delle caratteristiche più ragguardevoli del nostro territorio: quella della
valenza strategica che ha per lo sviluppo del territorio l'agricoltura.
La centrale ipotizzata, pur se localizzata all'interno di un'area
industriale dismessa, si colloca in una delle zone produttive più
interessanti per questo settore.
L'Amministrazione provinciale, insieme ai comuni del territorio, si è posta
l'obiettivo prioritario di salvaguardare queste caratteristiche
territoriali
e non può accettare l'insediamento di una centrale termoelettrica nel cuore
del Lodigiano agricolo.

Come è noto, il nostro territorio è parte di un 'area molto più vasta che
per caratteristiche orografiche e metereologiche si trova ad essere tra le
più inquinate del pianeta.
E' evidente che pur essendo le centrali degli impianti turbogas a metano, e
quindi meno inquinanti, si tratta sempre di impianti che utilizzano
combustibile fossile e contribuiscono quindi a peggiorare la qualità
dell'aria.
Inoltre, in Regione Lombardia, in particolare nell'area della Bassa
pianura, sono state presentate altre 7-8 richieste di localizzazioni di
nuove centrali con le conseguenze ambientali che non è difficile
immaginare.
In questo senso abbiamo chiesto alla Regione di effettuare una valutazione
di impatto ambientale di tutta l'area coinvolta dalla richiesta di
localizzazioni, e non studi realizzati sito per sito.

Il nostro territorio, da tre anni a questa parte, viene indicato dalla
ricerca sulla qualità della vita del Sole 24 ore come quello con la più
alta
mortalità da tumore.
Si tratta di un elemento di forte preoccupazione che ci spinge comunque a
ritenere di non dovere apportare altre fonti di inquinamento.
La Provincia di Lodi , insieme ad ASL e Arpa Regionale e Provinciale, sta
predisponendo un progetto articolato e complesso per il monitoraggio della
qualità dell'aria (che porrà attenzione ai diversi contributi da traffico,
da attività industriale e agricole) che comprende anche un'ampia indagine
epidemiologica non solo sui tumori.
In questo progetto, che prevede un forte investimento non solo
economico-finanziario ma anche di risorse di personale, la Provincia di
Lodi
entra da protagonista. Chiediamo che lo stesso ruolo lo svolga la Regione
con una partecipazione competente e fattiva degli assessorati alla Sanità e
alla Qualità dell'ambiente.


Da tempo abbiamo chiesto alla Giunta regionale quale fosse il rapporto di
coerenza tra le nuove centrali con quanto scritto in un documento della
Giunta stessa nell'agosto del 2003, nel quale veniva ipotizzata un
fabbisogno energetico per la Lombardia pari 1350 MW, molto al di sotto di
quanto previsto con le ipotesi localizzative che sono aumentate a
dismisura.
Dato che, all'interno dell'iter autorizzativi previsto dal cosiddetto
decreto Marzano, il parere della Regione risulta vincolante, chiediamo che
la Giunta, tenendo conto dei pareri degli Enti Locali, si pronunci
chiaramente. Abbiamo, inoltre, chiesto un incontro all'assessore Maurizio
Bernardo, che ad oggi non ha ancora concesso, proprio per affrontare questo
tema.
Non condividiamo le modalità adottate fino ad oggi dalla Regione Lombardia
e dal Governo per definire le politiche energetiche e di sviluppo delle
infrastrutture (quali, ad esempio, la T.E.M) che non tengono conto delle
pianificazioni territoriali e delle volontà degli Enti Locali. Non vi è
alcuna programmazione, né delle localizzazioni, né delle reali necessità.
Si
ignora completamente il protocollo di Kyoto, e non si affronta minimamente
il possibile ruolo delle energie rinnovabili: si parla solo di metano, e si
rispolvera il carbone.

Per tutte le ragioni esposte, confortati dagli ordini del giorno approvati
all'unanimità dal Consiglio provinciale e dai Consigli comunali dei
territori interessati, chiediamo ai consiglieri regionali, al di là degli
schieramenti, di aiutarci a salvaguardare il nostro territorio, attraverso
anche sollecitazioni alla Giunta e agli assessori regionali competenti
perché nelle espressione dei dovuti pareri tengano conto delle istanze del
Lodigiano.


IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI LODI
I SIGG. SINDACI DEI COMUNI DI
BERTONICO
MONTANASO LOMBARDO
TAVAZZANO CON VILLAVESCO
TURANO LODIGIANO


Con la presente si prega di tenere in considerazione relativamente al
com.stampa inviato riguardo l'audizione in commissione ambiente della
Regione, che il 16 febbraio (giorno della seduta comune dei quattro consigli
comunali e del consiglio provinciale), è una data propositiva previa
approvazione della commissione dei capigruppo.



LEGGI NOTIZIA DAL SITO:
http://www.provincia.lodi.it/notizia.asp?IDNotizia=4033&IDCategoria=456

01/02/05

STUDIO INTERNAZIONALE: CON L'EFFETTO SERRA SIAMO VICINI AL PUNTO DI NON RITORNO ...

Londra, 31 gennaio - Poco più di un grado centigrado e forse nemmeno dieci anni: è questo quanto basterebbe a far raggiungere al pianeta Terra il punto di non ritorno per quanto riguarda l'effetto serra e le sue catastrofiche conseguenze sull'ecosistema, tra cui la scomparsa irreversibile delle foreste, la crisi dell'agricoltura e mancanza d'acqua per un gran numero di popolazioni. È quanto sostiene un rapporto intitolato "Meeting the climate challence" e pubblicato la settimana scorsa al quale ha contribuito un gruppo di lavoro formato da studiosi, politici ed imprenditori di diverse nazioni.
Realizzato dall'Institute for Public Policy Research in Gran Bretagna, dal Centre for American Progress negli Usa e dal The Australia Institute, il rapporto è diretto ai responsabili delle politiche di tutti i Paesi del mondo, a cominciare dai leader nazionali. L'avvertimento contenuto nel rapporto non potrebbe essere più chiaro e perciò più inquietante: un aumento della temperatura media di due gradi centigradi rispetto alle temperature prevalenti nel 1750 - ovvero prima della rivoluzione industriale - sarebbe sufficiente a modificare il clima in maniera irreversibile e disastrosa per l'uomo e per l'ambiente. Al momento la temperatura è già salita di 0,8 gradi centigradi rispetto al 1750.
Il rapporto analizza la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera responsabile dell'effetto serra e conclude che se questa dovesse salire a 400 parti per milione, l'aumento della temperatura alla soglia dei due gradi sarebbe inevitabile. Al momento la concentrazione di anidride carbonica è di 379 parti per milione e sta aumentando di due parti per milione ogni anno. Sarebbero quindi sufficienti dieci anni per raggiungere il tetto di 400 parti per milione e a far così salire le temperature di due gradi rispetto al 1750.
Secondo gli esperti l'agricoltura ne risentirebbe pesantemente, in alcune aree siccità e scarsità di acqua potabile favorirebbero il diffondersi di epidemie, le calotte polari si scioglierebbero innalzando il livello dei mari, le foreste pluviali scomparirebbero così come la corrente del Golfo.
"E'una bomba a orologeria per l'ecologia ed è sul punto di scoppiare"- ha affermato l'ex ministro dei Trasporti
britannico Stephen Byers che è stato co-direttore del gruppo di lavoro per il rapporto insieme al senatore repubblicano statunitense Olympia Snowe.
Il rapporto raccomanda che tutte le nazioni parte del G8 acconsentano a generare un quarto della loro elettricità da fonti rinnovabili entro il 2025 e a raddoppiare il loro investimento nella ricerca nel campo delle tecnologie a bassa emissione di CO2 entro il 2010. Le nazioni parte del G8 dovrebbero inoltre formare un "gruppo per il clima" con le più importanti nazioni in via di sviluppo come l'India e la Cina le cui emissioni di anidride carbonica sono ingenti e in aumento.

Altri articoli sul tema nella pagina Ecologia: Secondo la Royal Society petrolieri Usa finanziano lobby anti-Kyoto; Clini (Minambiente) dice che per l'Italia i Kyoto-costi sono quattro volte quelli della Germania e L'opposizione presenta una mozione sui cambiamenti climatici

Soveria.it, il Comune più "cyber" non è più su internet

Soveria Mannelli - Dov'è finito il progetto ambizioso di soveria.it, come si può constatare il sito Soveria.it è inesistente. Un progetto realizzato dalla Regione Calabria e finanziato con un investimento di oltre 2 milioni di euro, con i fondi strutturali del POR 2000/2006 - Misura 6.3. Ora il gruppo di opposizione del centrosinistra guidato da Michele Chiodo ha fatto un'interrogazione al sindaco Leonardo Sirianni. Dall'interrogazione si apprende che, finita la fase sperimentale, la Telecom, aggiudicataria dell'appalto ha interrotto tutte le attività di esercizio e di gestione agli inizi di novembre. Difficoltà relative alle varie fasi progettuali e di natura finanziaria da risolvere ed intanto il progetto di e-democracy e di e-governament, quello che doveva essere uno dei fiori allocchiello di Soveria, è svanito nella rete. E pensare che solo per tenere attivo il segnale di un sito bastano pochi euro, quando non è del tutto gratuito.

tutto il materiale seguente è raccolto su internet da
PIANOPOLI NOTIZIE

I RISULTATI DELLE
RILEVAZIONI DELL'ARPAVENETO MOLTO INTERESSANTI.
SI CONSIGLIA LA LETTURA AGLI IMBONITORI CHE, da "interessati", SOSTENGONO IL CONTRARIO.

IL SILENZIO DEGLI ACCADEMICI Altro articolo interessante che riguarda le centrali turbogas.

BLACK OUT IN SILA
Apprendiamo dal TG5 che località turistiche della nostra regione, CAMIGLIATELLO SILANO e LORICA nonchè varie frazioni del circondario, sono oggetto del più lungo black-out elettrico degli ultimi anni. Da tre giorni tutti gli abitanti ed i tanti turisti che alloggiano negli alberghi sono al buio (a parte quei fabbricati attrezzati con gruppi elettrogeni). INCREDIBILE, VERGOGNOSO, SCANDALOSO!!!!! Quei personaggi "interessati" o corrotti che continuano a chiedere CENTRALI! CENTRALI! CENTRALI! dove sono? stanno festeggiando l'arrivo del nuovo anno nello stesso modo in cui hanno concluso il 2004: nella più totale ipocrisia e nel disinteresse per i veri problemi della Calabria, che non sono risolti certamente dai mega-elettrodotti stile Rizziconi-Feroleto-Laino Borgo o dalle mega-centrali, altrettanto inutili e dannose per lo sviluppo della nostra regione. A questi signori (sic!) chiediamo: domani, finita la sbornia, chiedetevi se è accettabile che centinaia di chilometri della nostra regione siano attraversati e distrutti da un mega elettrodotto e centrali che non ci servono e poi nostri concittadini debbano festeggiare la notte di Capodanno, oltre alle sere precedenti, al buio ed al freddo. Chiedetevi se non sarebbe più utile per la nostra regione dare la possibilità agli operatori turistici di garantire ai clienti faticosamente acquisiti, almeno LUCE e RISCALDAMENTO. Chiedetevi se non sarebbe opportuno pretendere dall'ENEL, dal GRTN, da TERNA e da quanti hanno ruoli e responsabilità di garantire prima di tutto i servizi essenziali che al Nord sono garantiti già da decenni. Invece no!  I servi ed i corrotti sono già pronti ad attribuire le cause di questo black-out ad una presunta insufficienza nella produzione di energia elettrica ed a nascondere le responsabilità a vari livelli. Il dramma é che molti ci crederanno pure! La buona notizia é che altri stanno finalmente aprendo gli occhi.

PASSAPAROLA/Invia questo articolo
Capodanno senza botti
un silenzio per condividere
In un mondo sempre più globale, quelo che è successo ci tocca da vicino.
E la festa non può trascorrere come se niente fosse

di MAURIZIO CROSETTI

Ci sono momenti in cui il silenzio è una necessità più che un dovere. Momenti in cui non si pu chiudere il mondo dietro la porta di casa, lui là fuori, noi qui dentro a festeggiare. Perché questo non è un Capodanno come gli altri. Il mondo, fuori, ci è entrato in casa senza bussare: è così che fa, quando la gente muore. Il mondo sfonda la porta, ci mette davanti agli occhi le tremende fotografie dei giornali, le strazianti immagini della televisione. Non possibile restare indifferenti a quel mondo che bussa e muore, magari con una bottiglia di spumante in mano e un petardo nell'altra.

Non si tratta di retorica, né di astratta carità mentale. La necessità del silenzio, come momento di riflessione sulla nostra storia e sul nostro destino di uomini - che in un attimo può trasformarsi nel destino di tutti e viceversa (il destino è capriccioso e non si cura dell'indifferenza) - riguarda chiunque abbia occhi e cuore.

E allora pensiamo che stavolta sia giusto non fare rumore, non festeggiare il nuovo anno con i botti e i fuochi: sarebbe come urlare in presenza di chi soffre. Condividere un dolore non vuol dire diventare tristi, ma rispettare quel dolore e chi lo sta vivendo.
Anche se si trova dall'altra parte del mondo: e poi, la tragedia del Sudest asiatico ci ha spiegato che il mondo è diventato proprio piccolo, e che lo si percorre in un attimo. Può accadere di essere turisti in vacanza esotica, e in un istante trasformarsi in vittime o testimoni di un cataclisma.

Dunque, il silenzio di Capodanno è anche un modo per riflettere su di noi, non solo per essere un po' più vicini a "loro", ai lontani, agli sventurati.

Una festa senza fuochi (che, tra parentesi, ogni anno mozzano mani e oscurano occhi, di bambini e ragazzi soprattutto) è un segno di profonda umanità, di semplice ma vissuta partecipazione. Aspettare il secondo che fa scoccare il nuovo anno, e pensare che chi sta male non è solo: proviamoci, stavolta. Sar una maniera, anche, per augurarci di non essere soli quando potrebbe toccare a noi star male.

Si parla tanto di globalizzazione e di confini più vicini, in questa nostra inquieta modernità, e così viviamo nel mondo che aspetta il nuovo anno.

Proviamo a farlo nel silenzio e nel rispetto del dolore, così anche il nostro pensiero potrà essere un po' più globale, se riuscirà a occuparsi dell'uomo.

Cioè gli altri, cioè noi.

(29 dicembre 2004)


Repubblica.it


Corriere.it December 17, 2004

SCIENZE Gli esperti: possibile blocco correnti calde su coste atlantiche

«L’effetto serra congelerà l’Europa»

Il pericolo di una catastrofe ambientale: «Minaccia la sicurezza più del terrorismo». Allarme per i cibi ogm non sperimentati

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

NEW YORK - L’attuale surriscaldamento del pianeta potrebbe portare, in tempi anche brevi, all’arresto delle correnti oceaniche che mantengono l’Europa temperata. Accelerando catastrofi ambientali già in atto quali alluvioni, uragani, siccità ed incendi e dando il via ad un congelamento della regione. Quasi una nuova era glaciale, insomma. È questa la sconcertante conclusione cui giunge lo scienziato americano Gregory D. Foster in un articolo pubblicato sull’ultimo numero del World Watch Institute Magazine, la rivista della pi importante organizzazione internazionale di studio e ricerca ambientale (il Wwi, appunto) che anticipa i contenuti del suo annuale rapporto, in uscita a gennaio e dedicato alla minaccia, per la sicurezza nazionale e globale del pianeta, rappresentata non dal terrorismo ma dall’inarrestabile catastrofe ecologica.

AMBIENTE E TERRORISMO - «I disastri ambientali provocati dai cambiamenti climatici minacciano il futuro dell’umanità in misura enormemente più grave rispetto al terrorismo», scrive Foster, uno dei massimi esperti militari Usa (è anche docente presso il College of the Armed Forces di Washington), che riuscito a mettere mano sul rapporto top secret Schwartz-Randall, commissionato dal Pentagono, che giunge a conclusioni apocalittiche sul futuro del pianeta. Tra le previsioni, condivise da Foster: i cambiamenti climatici sono destinati ad avere un effetto domino devastante sulla sicurezza nazionale dei Paesi europei e non. Che si affronteranno militarmente per l’accesso alle sempre più scarse derrate alimentari, all’acqua e all’energia, in quello che viene definito «un mondo futuro di Stati in guerra tra loro per la sopravvivenza». Il cosiddetto «chiodo fisso dell’America», Al Qaeda, viene giudicato irragionevole. «Dal 1968 ad oggi il terrorismo ha ucciso 24 mila persone, contro le 240 mila sterminate ogni anno dalle catastrofi ambientali», spiega il Wwi. Eppure un recente sondaggio svolto dalla Gallup rivela che la stragrande maggioranza degli americani non include neppure l’ambiente nella «top 11» delle «possibili minacce agli interessi vitali degli Stati Uniti».

CORROTTI - Secondo Claire Hope Cummings, altra scienziata del Wwi, l’America emerge nel ruolo di «cattiva» in tutti i trend ambientali al negativo del nuovo millennio. A partire dal drammatico scioglimento della calotta polare artica, che viaggia ad un ritmo doppio rispetto al resto del globo, al dilagare indiscriminato delle culture Ogm.«Immesse nel mercato prima che la scienza abbia dimostrato la loro innocuità a lungo termine sulla salute - punta il dito la Cummings - con la tacita complicità di enti governativi, università e istituti di ricerca privati».Accusati di «aver venduto l’anima al diavolo», perché il business biotech ha profitti da capogiro. «Molti agricoltori biologici hanno perso la certificazione e rischiano il fallimento perché le loro culture sono state contaminate da quelle Ogm - incalza la Cummings -; nel piatto del consumatore ignaro oggi arrivano tonnellate di cibi biotech, mai approvati per il consumo umano». E sul banco degli imputati finiscono anche tre delle più ricche e potenti associazioni ambientaliste internazionali:
Conservation International,World Wildlife Fund (Wwf) e Nature Conservancy. Accusate dal noto antropologo Mac Chapin di aver «fatto combutta con i loro generosi sponsor» - multinazionali superinquinanti come Chevron Texaco, Shell e Exxon Mobil - a scapito delle popolazioni indigene della Foresta amazzonica, del Perù e del Messico, che sono state «maltrattate, sfruttate e addirittura espulse dalla loro terre» col loro beneplacito.

ONU - E da Buenos Aires, dove si sta svolgendo la decima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, arriva anche l’allarme dell’
Organizzazione meteorologica mondiale: il 2004, segnato da quattro potenti uragani nei Caraibi e da letali tifoni in Asia, è stato il quarto anno più caldo della storia. L’organizzazione, che fa parte dell’Onu, prevede un aumento di 0,4 gradi centigradi della temperatura media sulla Terra (14 gradi centigradi) per il 2004. Il ritmo di questo aumento circa tre volte superiore a quello degli ultimi cento anni. E se non bastasse il 2004 è stato anche il pi costoso per l’industria assicurativa. Che per far fronte ai danni provocati da uragani, tifoni ed altri disastri naturali legati a fenomeni climatici estremi ha sborsato più di 35 miliardi di dollari nei soli primi 10 mesi dell’anno, rispetto ai 16 miliardi di tutto il 2003.

Alessandra Farkas


Il Gazzettino on line, Lunedì, 27 Dicembre 2004



Il Veneto blocca tutto


MONTECCHIO MAGGIORE - La delibera della giunta regionale del Veneto porta il n. 4277 e la data del 22 dicembre 2004. Numero e data che i cittadini dell'Ovest vicentino (e non solo) dimenticheranno difficilmente, visto che la stanno rincorrendo da più di due anni. Oggetto? Lo stop alle centrali termoelettriche di competenza statale. La delibera dispone, infatti, la sospensione delle attività istruttorie della commissione Via (valutazione d'impatto ambientale) in corso per le centrali per la produzione elettrica che avrebbero dovuto essere realizzate a Montecchio Maggiore, Cona, Loreo e Ronco all'Adige.
Una mossa elettorale in vista delle elezioni regionali del 2005? La voglia da entrambi i fronti di togliere una materia così incandescente dalla disputa elettorale? Fatto sta che questo, dai primi commenti, è il più bel regalo che i cittadini dell'Ovest vicentino potessero desiderare sotto l'albero di Natale.

I comitati, rappresentanti di cittadini, associazioni, parrocchie e affiancati dalle amministrazioni comunali e provinciale, in questi 24 mesi, hanno rappresentato un movimento che non trova eguali, tanto da diventare materia di studio in una tesi di laurea.

È un successo dei comitati e dei cittadini dell'ovest vicentino» commenta a caldo il consigliere regionale Claudio Rizzato, ricordando l'importanza della mozione di contrariet al progetto, votata dal consiglio regionale il 30 luglio 2002, davanti ad oltre 2000 persone, durante la famosa calata a Venezia, sotto il sole cocente, raccolte sul sagrato della Basilica della Salute, davanti al palazzo della Regione.

Esulta il coordinamento dei comitati: «Non abbiamo ancora in mano il testo della delibera, ma se davvero i contenuti che ci riferiscono sono veri, è davvero il più bel regalo di Natale non solo per Montecchio ma per tutto il Veneto, visto che lo stop riguarda tutti i progetti di nuove centrali. E' la vittoria del buonsenso e della gente, prima che dei Comitati; già sappiamo che saranno in molti a saltare sul carro dei vincitori e ad attribuirsi i meriti e la paternità di un successo che in realtà è solo e soltanto il frutto della volontà della popolazione dei nostri paesi. Pur con l'incognita di cosa farà Roma di fronte a questa scelta del governo regionale, siamo felici e ringraziamo il presidente Galan, la Giunta ed il Consiglio Regionale senza distinzioni di colore politico per aver mantenuto le promesse del luglio 2002».

La delibera regionale riporta anche un altro interessante passaggio, un'implicita risposta alle velate preoccupazioni dei comitati sul dopo, a Roma: qualora il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio, anche in assenza di parere regionale, esprimesse una valutazione positiva dalla redazione di una o più delle centrali ipotizzate, ci saranno il parere negativo in sede di conferenza dei servizi prevista dal "decreto salvacentrali" e pure la negazione dell'intesa con il Ministero delle attività produttive.

Paola Frighetto

  Il Gazzettino on line, Mercoledì, 22 Dicembre 2004
AMBIENTE L'azienda sanitaria di Mantova presenta i risultati di un'analisi epidemiologica

Indagine shock dell'Asl

Malattie respiratorie aumentate del 60% vicino alla centrale di Ostiglia

Castelmassa - Le centrali di Moglia di Sermide e di Ostiglia continuano ad inquinare. Una nuova conferma dei danni causati dalle polveri sottili prodotte da alcune centrali termoelettriche infatti arrivata da un'indagine epidemiologica compiuta dall'Asl di Mantova. Lo studio dell'azienda sanitaria, dopo un'analoga indagine compiuta dall'Arpav di Rovigo, ha dimostrato che entro i 4,5 chilometri dalla centrale di Ostiglia, la mortalità per malattie respiratorie è aumentata del 60 per cento, e ci si ammala di più a bronchi e polmoni sia ad ovest della centrale che nella zona intermedia tra Ostiglia e Sermide. I dati, disponibili sul sito del dipartimento di prevenzione dell'Asl di Mantova, danno ragione all'allarme lanciato dagli ambientalisti massesi che fanno parte del coordinamento interregionale "Uniambiente". L'alta concentrazione di micropolveri, ritenute responsabili del fenomeno, non può essere quindi imputata al traffico che, in quella zona, non è assolutamente intenso, e l'allarme micropolveri da centrale termoelettrica era gi stato lanciato dal Cnr. L'allarme è serio, viene da ricercatori del Cnr ed è supportato da ricerche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: non è vero che le centrali a turbogas per la produzione di energia elettrica siano "pulite", ma inquinano anch'esse e sono pericolose per la salute.

Una notizia inquientante, se si pensa che il Ministero sta valutando la possibilità di ampliare i gruppi di produzione a turbogas. Affermano gli ambientalisti: «Le particelle emesse sono talmente sottili da passare direttamente dai polmoni al sangue e quindi agli organi vitali, causando allergie, malattie respiratorie e cardiovascolari. Il controllo delle particelle ultrasottili è reso ancora più difficile dal fatto che solo una piccola quota di queste, circa un settimo, emesso come inquinante primario al momento della combustione del gas - proseguono gli ecologisti -. Il resto si forma dai processi fotochimici in cui sono coinvolti gli scarichi delle centrali nell'ambiente».

Annalisa Boschini


 
  da "Emilia net" - 18/10/04
L'Emilia Romagna dice no

Energia, Campagnoli: "No alle centrali di Durazzanino e Bentivoglio"
Lo ha chiarito l'assessore alle Attività produttive in risposta ad un'interrogazione alla consigliera dei Verdi, Daniela Guerra

Bologna - La realizzazione delle nuove centrali termoelettriche di Durazzanino nel forlivese e di Bentivoglio, in provincia di Bologna, "non rientrano tra le priorità regionali". Lo ha chiarito l'assessore alle Attività produttive dell'Emilia Romagna, Duccio Campagnoli. In risposta ad un'interrogazione della consigliera dei Verdi, Daniela Guerra, nella quale si chiedeva di formalizzare, con atto ufficiale, la contrarietà della Regione ai progetti di edificazione dei due impianti e di altre centrali di grandi dimensioni. "Quanto confermato dalla giunta, in sede di confronto con le amministrazioni centrali, come in occasioni informali di confronto, sarà ugualmente ribadito - ha proseguito Campagnoli - nelle sedi formali di procedura". L'esponente ambientalista, soddisfatta della risposta, ha, infine, puntualizzato la necessità di arrivare quanto prima all'approvazione del progetto di legge sull'energia e, in particolare, del piano energetico regionale.

 
  18/12/04
COMUNICATORECORDCONSUMI.PDF


IL comunicato del GRTN relativo al nuovo record dei consumi di elettricità conferma che nonostante il record " il sistema ha garantito ampi margini di riserva......"
Tenendo conto che ci sono oltre dieci centrali in costruzione e/o ristrutturazione che ancora devono entrare in funzione e considerando che già oggi ci sono "ampi margini di riserva.." anche nel giorno di record storico sorge spontanea la domanda:
A CHI SERVONO TUTTE LE ALTRE CENTRALI GIA' AUTORIZZATE O IN PROGETTO???
 
 

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