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--"Si muore perchè si è lasciati soli..."
  --L'uomo che decifrò il codice organizzativo mafioso
 
-Giovanni Falcone    
     
     
-Giovanni Falcone e Paolo Borsellino  
  Giovanni Falcone
  (ucciso dalla mafia il 23/5/92)

Si muore perchè si è soli
o perchè si è entrati in un gioco troppo grande.
Si muore spesso perchè non si dispone delle necessarie alleanze,
perchè si è privi di sostegno.
In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato
che lo Stato non è riuscito a proteggere


--------------------------------------Giovanni Falcone.

Giovanni Falcone aveva un'idea fissa: lo Stato ha tutti i mezzi per sconfiggere la mafia.E' di famiglia borghese e cattolica. Da piccolo serve messa. Da adolescente s'interroga sul suo futuro: sarà medico o magistrato? Riceve un'educazione austera, del padre ricorda: <Si vantava di non aver mai messo piede in un bar in tutta la sua vita>.
Nel '64 Falcone entra in magistratura. La sua vocazione sono i processi contro la mafia. E come può essere altrimenti, in Sicilia, per chi è coerente con se stesso? Falcone diventerà un magistrato da manuale, un servitore dello Stato che dà per scontato che debba essere rispettato. Dall' operazione "Pizza Connection" al Maxiprocesso del 1986 passeranno alla storia come esempio del <metodo Falcone>. Siciliano, anzi meglio, palermitano ha trascorso tutta la sua vita immerso nella cultura mafiosa. Sa che ogni particolare nel mondo di cosa nostra ha un significato preciso e ha di conseguenza imparato a rispettare i suoi interlocutori anche se erano criminali. Buscetta, Mannoia, Calderone hanno svelato a Falcone la violenza, i messaggi, l'organizzazione, i profitti, il potere e l'intreccio mafia-politica, la famosa cupola mafiosa.
Sono passati 11 anni da quel terribile sabato di maggio, quando Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta, Rocco Di Cillo, Antonio Montinari e Vito Schifani, furono fatti saltare dall'esplosivo mafioso nei pressi di Capaci. Molte delle cose che aveva proposto Falcone si sono realizzate ma lo Stato si trova a combattere contro un nemico che spesso comunica con i morti ammazzati. La mafia sta operando come una società segreta, come segreta è la trama che intreccia quando entra nelle Istituzioni e diventa invisibile, o come tale appare, nei confronti di coloro che non hanno la volontà di combatterla. La volontà ed il coraggio che hanno avuto Giovanni Falcone e l'altro eroe dell'Antimafia, Paolo Borsellino, due ragazzi che da piccoli, quando abitavano nei quartieri poveri e degradati, hanno scelto di essere persone perbene.
   
  Sitografia: Centro Cultura della Legalità Democratica - Giunta Regionale Toscana
www.regione.toscana.it/ita/cld

Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato"

Fondazione Giovanni e Francesca Falcone
www.fondazionefalcone.it

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
www.nexus.it/libera

Procura di Caltanissetta
www.sbf.it/capaci

“Sviluppo e legalità nel Mezzogiorno”
www.svileg.censis.it

Verbali commissione antimafia XI e XII legislatura
www.clarence.com/memoria/antimafia

Si vedano inoltre:

Camera dei Deputati
www.camera.it/camera/home.htm

Ministero dell'Interno
www.mininterno.it

Ministero di Grazia e giustizia
www.giustizia.it

Senato della Repubblica
www.senato.it/senato.htm
   
  Bibliografia: Arlacchi Pino, 1992, Gli uomini del disonore, Mondadori, Milano
Ayala Giuseppe, 1992, Mafia, Album di cosa nostra, Rizzoli, Milano
Bartolotta Impastato F., 1987, La mafia in casa mia, La Luna, Palermo
Città di Palermo - R. Toscana, 1998, La mafia, 150 anni di storia, L'Espresso CD, Roma
Falcone G., Padovani M., 1993, Cose di cosa nostra, Bompiani, Milano
Monroy Beatrice, 1979, Palermo in tempo di peste, Battaglia, Palermo
Siebert Renate, 1994 , Le donne, la mafia, il Saggiatore, Milano
 

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