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RC

RIFONDAZIONE COMUNISTA

 
 

coalizione di centro-sinistra GIANNI SPERANZA SINDACO

   
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CIRCOLO A. ARGADA
Via P. Celli, 26 88046 Lamezia Terme
prc-lamezia@libero.it


Adelchi Argada

 

COMUNICATO DI ROSA TAVELLA

 

Lamezia Terme 7 giugno 2006

Con grande chiarezza voglio esprimere al sindaco, alla coalizione dell’Unione e ai cittadini tutti il disagio che sento per ciò che sta accadendo al governo della città, per il tipo di dibattito che giorno dopo giorno, forze politiche e suoi rappresentanti, animano sulle pagine della stampa locale, per i contenuti e i toni dello stesso che mi appaiono assai lontani dagli intendimenti sottoscritti nel programma di governo, nella carta d’intenti. Registro soprattutto la caduta verticale di quel po’ di tensione ideale che prima del voto aveva spinto tutti noi a costruire un percorso comune per restituire alla nostra città lo statuto di comunità civile, legale, pacifica, solidale.

A me pare che  il senso di marcia con il quale è ripartita Lamezia  non sia propriamente quello auspicato. Si evidenziano, non tanto e non solo, difficoltà e ritardi ma, soprattutto nella cultura di governo, dei veri e propri ritorni all’indietro che, come ha scritto qualcuno in questi giorni, ci restituiscono un vecchio scenario, quello dei terribili anni ’80 quando si amministrava badando più a propri interessi che non a quelli dei cittadini. Segnalo con amarezza la sottovalutazione se non addirittura la mancata assunzione politica dei gravi problemi che affliggono la nostra città. I problemi dibattuti non sono i fatti sempre più inquietanti di mafia, l’economia selvaggia che ne è effetto e causa, la qualità della vita dei cittadini sempre più bassa ma, ancora una volta, Lamezia provincia si, Lamezia provincia no, chi diventa assessore o vice sindaco al posto di, i numeri in consiglio comunale, se entra Francesco Grandinetti, se Raffaele ripassa al centro sinistra dopo le giravolte precedenti, se il nuovo PSI, se Cosentino passa al gruppo misto….. Intanto il centro destra, forte del suo consenso, guida l’agenda politica del consiglio, solleva il problema dei Rom, straparla di ambiente come se mai avesse avuto responsabilità. E noi? 

Non importa se Lamezia ferita a morte dagli omicidi e dai tanti diversi delitti di mafia non sa nulla della verità su di essi. Non importa se in una città che faticosamente da pochi anni ha conquistato il suo piano regolatore non si perde occasione anche nello schieramento del sindaco per metterlo in discussione. E, cosa ancora più grave, si diventa muti e impotenti di fronte al nuovo inquietante dilagare dell’abusivismo edilizio. Perché chi difende la centralità e la dignità di Lamezia non denuncia tutto questo, non chiede come ha chiesto Rifondazione Comunista che almeno la Polizia municipale sorvegli e fermi i cantieri abusivi?

Sommessamente, per evitare che di nuovo sul problema si sollevassero polveroni demagogici, insieme ai miei compagni ho posto al sindaco il problema di Scordovillo. Non solo per tentare di fare qualcosa contro il rogo di copertoni ed eternit che qualcuno dei civili cittadini di Lamezia sicuramente a basso costo fornisce ai Rom ma per ricordare che a Scordovillo vivono in condizioni di degrado uomini e donne, vecchi e bambini, sani e malati, vivono per dirla con un termine che è caro a tanti, laici e cattolici di ogni schieramento, Persone.

Il sindaco, la giunta, l’Unione hanno intenzione di occuparsi di queste misere questioni o pensano di cancellare il problema non affrontandolo?. In tutto questo primo anno di governo  abbiamo cercato di collaborare sui temi programmatici. Abbiamo consegnato al sindaco, ad assessori, proposte: il regolamento sulla biblioteca, sulla consulta dei migranti, abbiamo scritto più volte e non solo in occasione dell’approvazione del bilancio che vanno rafforzate e rilanciate le politiche sociali, che la cultura non può ridursi al finanziamento senza criteri di sagre, feste, iniziative di ogni tipo. Abbiamo posto soprattutto la necessità della costruzione e gestione dei luoghi pubblici del fare cultura, degli strumenti, delle tecnologie, del personale connesso, del coinvolgimento delle agenzie formative oltre che dei singoli soggetti,intellettuali, artisti, imprenditori, associazioni.

In una città martoriata dalla criminalità organizzata abbiamo posto il problema del ruolo delle banche, delle attività commerciali, dello sviluppo industriale da ripensare con l’aiuto di esperti veri e disinteressati.

Sull’ambiente (il chiodo sul quale in solitudine ci siamo battuti per anni) abbiamo dovuto insistere per ben 9 mesi per avere un minimo di struttura e, ancora, pone difficoltà l’esistenza di un dirigente a metà con l’urbanistica , un ufficio non al pieno delle sue funzioni. Abbiamo più volte sottolineato al sindaco e pubblicamente che la macchina comunale non si riorganizza con qualche dirigente. Che bisogna avere un piano organico di funzionamento dove tutti i settori e i dipartimenti siano messi nelle condizioni di operare e combattendo il malcostume che si annida in alcuni di essi. E invece così non è stato e non è. Il sindaco non ha nemmeno un ufficio stampa, non esiste, in tempo reale, nessuna informazione sull’attività della giunta e del consiglio.

E allora mi viene da dire che così Lamezia non può ripartire.

Ringrazio il sindaco per il riconoscimento pubblico a Rifondazione comunista So che,nonostante limiti ed errori, Rifondazione lo merita. Ma sarei più contenta se questo riconoscimento si tramutasse in una disponibilità per il sindaco e per lUnione a ritrovare il gusto e la tensione del lavoro condiviso per riaffrontare le tante questioni irrisolte e dimenticate di questa città.

I rimpasti, gli aggiustamenti di organigramma sono fine a se stessi e, anche insidiosi se si appanna l’obiettivo per il quale si è arrivati al governo della città.

A tal fine sarebbe opportuno che non solo a Lamezia terme ma in tutta la regione l’unione facesse una riflessione attenta e seria su questo primo anno di governo: se il nuovo corso che abbiamo auspicato si caratterizza ancora una volta per il trasformismo dei suoi rappresentanti politici e per una gestione del potere tutta rivolta all’allargamento della propria area di influenza allora noi condanneremo Lamezia e la Calabria al degrado, alla marginalità e ad una modernità ingiusta e deteriore che avrà come risultato quello di rendere sempre più forti i poteri criminali, affaristici già fortemente presenti nelle nostre comunità  



Consulta immigrati e Biblioteca comunale

Questa mattina il circolo A. Argada di Rifondazione Comunista ha inviato al Sindaco una proposta di Regolamento per la costituzione di una consulta comunale dei cittadini e delle cittadine straniere. Per Rifondazione comunista il regolamento proposto ha l’intento di colmare la mancata applicazione della Legge 203 dell’8 marzo 1994 che ratifica la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla “Partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale” fatta a Strasburgo il 5 febbraio 1992. Per il Prc negli ultimi anni in Italia, come già da tempo in altri paesi europei, assistiamo alla crescita, all’espansione e al consolidamento del fenomeno migratorio. Un fenomeno che oramai esce dal chiuso dei luoghi di lavoro per entrare nei nostri quartieri, nelle nostre famiglie, nelle scuole, nella vita pubblica. L’immigrazione diventa così un dato di fatto, una elemento normale e irrinunciabile del normale sviluppo demografico, economico, sociale di un paese. Un elemento che viene confermato anche nella nostra città (1500 cittadini stranieri al 31/12/2004), in cui diversi settori produttivi non possono più prescindere dall’apporto del lavoro degli immigrati.  Così come diversi nostri concittadini anziani soli e disabili non possono più prescindere dall’assistenza fornita loro dalle tante donne immigrate presenti a Lamezia. In questo panorama – per Rifondazione - esistono però diversi nei, uno dei quali è quello della rappresentanza politica dei cittadini stranieri: cittadini che vivono, abitano, lavorano, pagano le tasse nel nostro paese, ma che non possono partecipare alle decisioni politiche che coinvolgono loro come tutti gli altri cittadini. In Europa gli esempi in cui il cittadino straniero partecipa alle elezioni locali oramai sono tantissimi mentre, in Italia, l’immigrato extracomunitario può eleggere i propri rappresentanti nei consigli comunali, provinciali e regionali solo al termine della lunga ed incerta procedura di naturalizzazione, che comporta un minimo di dieci anni di residenza. Nel frattempo, al di là delle varie iniziative legislative, per dare il diritto di voto agli immigrati residenti da un certo numero di anni, numerose città italiane, governate da diversi schieramenti politici,  si sono dotate, oramai da diversi anni, di un organo consultivo, parallelo al consiglio comunale, per dare voce agli immigrati extracomunitari nelle decisioni riguardanti la vita pubblica cittadina ed in particolare quelle che li riguardano da vicino.

Per il Prc, anche a Lamezia la costituzione della Consulta dei cittadini immigrati deve contribuire a consolidare una cultura dell’accoglienza e a dare voce e risposte a persone le cui condizioni umane sono il più delle volte pesanti e trovano nel nostro territorio forme di sfruttamento terribili che prevaricano del tutto i diritti basilari.

Nel rispetto della Carta Costituzionale, che i padri costituenti vollero aperta, inclusiva, democratica e partecipativa e con la consapevolezza che la strada per l’inclusione passa per i diritti – rifondazione comunista - chiede all’amministrazione di impegnarsi in questa direzione.

Solo l’auto-rappresentazione politica delle diverse etnie e la valorizzazione delle diverse culture presenti in città può portare all’eguaglianza ed alla sconfitta di fenomeni di intolleranza e di razzismo. In questo quadro, la multiculturalità può e deve rappresentare una ricchezza per l’intera città ma, affinché questa diventi tale è necessaria una vera e propria “contaminazione” culturale tra i nostri concittadini e i tanti e le tante immigrate presenti a Lamezia. Immigrati e immigrate che troppo spesso vivono una condizione di solitudine inaccettabile per una città che vuole definirsi civile. Questo significa adottare una serie di strumenti e di provvedimenti che facilitano la reciproca conoscenza favorendo momenti di socializzazione e di scambi culturali. Significa, inoltre, rendere meno dolorosa possibile la condizione di immigrato fornendo strumenti, strutture e momenti che favoriscano il mantenimento di legami con la religione, la cultura, le tradizioni dei paesi d’origine dei nostri concittadini immigrati. Ecco perché, il circolo A. Argada, chiede che la Giunta e il Consiglio comunale adottino la delibera contenente statuto e regolamento elettorale della Consulta. Per Rc, il regolamento consegnato questa mattina è solo una proposta che il partito fornisce alla discussione dell’amministrazione e del consiglio e che avrà bisogno di coinvolgere sindacati, associazioni, Caritas. La Consulta, per il circolo Argada, potrà essere uno strumento per integrare nella vita della città il mondo dell’immigrazione: in questo senso, essa potrà anche lanciare iniziative, come avviene anche in altre città, per far conoscere e valorizzare le culture delle diverse nazionalità che vivono in città, presentando la loro storia, le loro tradizioni ed i loro valori, in un’ottica di integrazione attiva e di scambio costante con la realtà cittadina. Di fatto, la proposta di Consulta, avanzata da Rifondazione, andrà ad incidere sulle stesse problematiche che riguardano la vita di tutti i cittadini di Lamezia, in quanto i temi del lavoro, della sanità, della casa, della scuola, dei trasporti pubblici, dell’ambiente urbano, non sono “riservati” ai cittadini italiani, ma interessano ovviamente tutti coloro che nella città abitano. Dato che uno dei maggiori problemi che gli immigrati devono affrontare riguarda la mancanza di informazioni sulle opportunità (di formazione, di lavoro, abitative, etc.) che il luogo di inserimento offre, la Consulta potrà promuovere iniziative in questo senso, per incrementare la conoscenza e la facilità di fruizione dei servizi pubblici da parte dei nuovi cittadini. Il fenomeno migratorio, infine, riguarda non solo i migranti in quanto tali, ma anche la società di accoglienza: i compiti e le facoltà della Consulta comprendono infatti anche la diffusione di informazioni sul mondo dell’immigrazione diretti a tutti i cittadini lametini. La Consulta sarà così anche uno strumento per integrare nella vita della città il mondo dell’immigrazione: in questo senso, essa potrà anche lanciare iniziative per far conoscere e valorizzare le culture delle diverse nazionalità che vivono in città, presentando la loro storia, le loro tradizioni ed i loro valori, in un’ottica di integrazione attiva e di scambio costante con la realtà cittadina.

Sempre questa mattina, una delegazione di Rifondazione Comunista ha avuto un’incontro con l’assessore Giovanna De Sensi Sestito. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati in particolare i problemi che riguardano la Biblioteca Comunale struttura per la quale da anni il circolo A. Argada chiede un intervento dell’amministrazione. Una biblioteca comunale che per diverse ragioni (l’assoluta mancanza di personale qualificato; l’inesistenza di una catalogazione capace di fornire risposte efficienti ai fruitori; la mancanza di una emeroteca; l’arredamento insufficiente e la carenza di una strumentazione tecnica moderna; l’assoluta necessità di provvedere ad un co­stante aggiornamento; la ne­cessità di progettare l’attività) non fornisce un servizio efficace ed efficiente ai cittadini che vi si rivolgono. I problemi inoltre, per Rc, sarebbero legati all’insufficiente finan­ziamento ad essa destinato dal Bilancio Comunale ma anche dalla mancata applicazione della legge regio­nale che detta norme in materia di biblioteche di enti lo­cali. A tal proposito, va ricordato che Rifondazione ha elaborato da tempo una proposta di regolamento consegnata ai commissari e all’attuale giunta. La delegazione ha appreso con soddisfazione che l’assessore sta lavorando attorno a provvedimenti ed iniziative che vanno nella direzione più volte auspicata dal circolo A. Argada. Provvedimenti che contribuiranno non solo ad applicare la legge regionale in materia di biblioteche ma, anche a migliorare l’efficienza della biblioteca e a fare diventare la stessa luogo di produzione di attività culturali e di partecipazione democratica dei cittadini e delle cittadine lametine.

Si tratta, ora, che l’intera giunta supporti con scelte ed iniziative concrete il lavoro dell’assessorato non solo superando resistenze ed incomprensioni ma assumendo a partire dal bilancio provvedimenti che partano dall’assunto che “il diritto al confronto, alla partecipazione, alla vita culturale dovrebbe essere un diritto fondamentale un obiettivo fondamentale di ogni amministrazione. In questo senso il circolo Argada sottolinea che gli enti locali non possano ridursi a dispensatori di iniziative culturali, a realizzatore di “eventi” spettacolari ma spora­dici e spesso senza correlazione alcuna, né il comune può essere un semplice erogatore di sponsorizzazioni. Una seria politica di sviluppo culturale – per il Prc -  non può prescindere da una programmazione, come quella alla quale sta lavorando l’assessore, che tenda soprattutto a sviluppare gli spazi culturali esistenti, a crearne di nuovi e a regolamentare e promuovere in collaborazione con le associazioni e tutti i cittadini interessati l’autogestione degli spazi culturali esistenti.

20/02/06

PRC Lamezia prc-lamezia@libero.it





AMMINISTRAZIONE COMUNALE UN PRIMO BILANCIO

I nove mesi della Giunta Speranza rappresentano un periodo ancora troppo breve per fare un bilancio. Essi però ci consentono di esprimere una prima valutazione politica sull’operato dell’amministrazione per contribuire a correggere errori e insufficienze e ad individuare, con la necessaria attenzione, obiettivi e priorità che, in rottura con il passato, ci permettono di dare risposte concrete alla città, in sintonia con il programma che come coalizione di centro sinistra ci siamo dati.
La giunta di centro sinistra ha indubbiamente ereditato non poche situazioni di difficoltà, frutto delle scelte sbagliate dell’amministrazione di centrodestra, di quelle altrettanto sciagurate della gestione commissariale, e di quelle del governo nazionale che, con la contrazione della spesa pubblica e la riduzione della spesa sociale, ha fortemente minato l’autonomia degli Enti locali e con essa la possibilità per i comuni di poter incidere in maniera risolutiva sulla qualità della vita dei cittadini.
A questo contesto vanno aggiunti però ritardi, errori e sottovalutazioni della giunta in carica. Essi hanno inciso sulla sua funzionalità e sulla sua capacità di affrontare e risolvere i problemi della città. Così come hanno inciso i comportamenti di alcune forze politiche, tutti protesi all’esclusiva battaglia interna e alla discussione attorno alle nomine.
Non si è compreso fino in fondo il ruolo negativo del centrodestra e dei commissari sull’utilizzo dell’intera macchina comunale, prassi che ha inciso profondamente nelle istituzioni deteriorando e falsando lo stesso rapporto tra amministratori e dipendenti comunali e tra l’ente e il cittadino. Un tema, questo, che come Rifondazione, e per la verità non da soli, abbiamo più volte posto all’attenzione del Sindaco e che la coalizione aveva individuato come prioritario. Non vi è dubbio che il compito della giunta era ed è particolarmente difficile proprio su questo punto, poiché si tratta di colpire e modificare una prassi ormai consolidata che trova alleanze e omertà in alcuni uffici e in alcuni uomini che la avevano usata, con la cosciente complicità di molti amministratori, per fini personali. Una prassi che crea continuamente insoddisfazioni tra i cittadini e che se non corretta con scelte coraggiose, rischia di creare un solco incolmabile tra l’amministrazione e la città.
In questi mesi l’Amministrazione non ha affrontato con la dovuta efficacia questi problemi, anzi ha operato scelte parziali, a volte discutibili che non sono andate nella direzione della riorganizzazione complessiva della burocrazia comunale.
Uffici sovradimensionati a fronte di altri sottodimensionati, interi settori che non rendono conto del lavoro fatto, i troppi contenziosi tra i cittadini e il comune, il persistere di veri e propri centri di potere all’interno di alcuni settori, l’aumento in città di comportamenti illegali sull’ambiente e il territorio, richiedono interventi non più rinviabili sulla funzionalità della macchina comunale.
Si tratta perciò di dare alla cittadinanza la chiara percezione della volontà del comune di riaffermare la sua sovranità sul territorio. Sono interventi che, del resto, non richiedono grossi impegni di spesa ma che caratterizzerebbero politicamente la Giunta.
In questo quadro si inserisce la nostra insoddisfazione, più volta espressa, per la poca attenzione alle politiche ambientali. Non si trattava e non si tratta di “accontentare Rifondazione Comunista”, da sempre impegnata su questi temi, o il suo assessore; si tratta invece di assumere le politiche ambientali come terreno fondamentale per una diversa qualità della vita dei cittadini. Si trattava e si tratta di finirla con una anomalia di questa città che è data dall’esistenza nell’organico del comune di un solo impiegato a metà tempo che si occupa di questi temi. Un anomalia che non ha eguali nell’intero Paese. Basta citare alcuni esempi per capire la gravità di questa situazione:
Comune di Asti: 70.598 abitanti – assessorato ambiente 16 dipendenti; Comune di Crotone: 51.182 abitanti – assessorato ambiente 4 dipendenti; Comune di Grottammare : 14.147 abitanti – assessorato ambiente 5 dipendenti; Comune di Lamezia Terme: 70.513 abitanti – assessorato ambiente 1 dipendente a metà tempo

UNA SVOLTA E’ POSSIBILE, UNA SVOLTA E’ NECESSARIA

E’ in questo quadro che deve nascere la necessità di rompere con scorciatoie che guardano semplicemente ai numeri, pur importanti, del quadro politico lametino. Si tratta di richiamare ciascuno di noi alla quotidianità, ai suoi problemi, alle sue contraddizioni. Di mettere in campo il più possibile proposte concrete su argomenti altrettanto concreti cui occorre dare risposte immediate e certe, arrivando ad un maggior coinvolgimento della città.
E' su quest’ultimo terreno, per quanto ci riguarda, che la Giunta deve puntare. Si tratta di supportare quell’idea innovativa che si sta diffondendo sempre di più nel nostro Paese: quella della partecipazione e del coinvolgimento democratico e popolare alle decisioni che riguardano la vita della collettività, l’amministrazione, l'economia, il fare concreto di ogni giorno.
Questa è una strada per dare un segno di discontinuità con il passato, la strada per dare voce a tutti e a tutte, la strada per cambiare davvero in direzione della più ampia condivisione e partecipazione democratica. E’ questo a nostro giudizio uno degli elementi che più devono caratterizzare l’agire dell’amministrazione. Un elemento che ha bisogno di segnali e di scelte forti del resto già contenute nel programma della coalizione di governo.
Lamezia si trova ad un bivio: precarietà ed insicurezza da un lato, voglia di diritti, di partecipazione democratica e di regole condivise dall’altro. Viviamo tra la minaccia dell’involuzione e il desiderio di costruire una nuova più accogliente e solidale comunità. E’ in questa situazione che l’amministrazione deve assolutamente caratterizzarsi con l’introduzione di elementi di inclusione sociale, di sostegno ai redditi più bassi, di attenzione costante alla riqualificazione delle periferie, di promozione della cultura che rompa con le iniziative sporadiche e con i finanziamenti a pioggia e punti al potenziamento e alla creazione di luoghi e spazi stabili di produzione e fruizione culturale. Tutto questo implica, oltre al rispetto rigoroso delle regole, di iscrivere nell’agire dell’amministrazione il valore del “conflitto” come elemento positivo della democrazia.
Ecco perché sono necessari e urgenti dei segnali forti, per esempio rispetto alla cava di C.da S. Sidero o sull’edificazione selvaggia nel territorio o, ancora, sulla necessità di un moderna Biblioteca Comunale che divenga punto di riferimento culturale per i cittadini di tutte le età. E’ altrettanto necessario, come segnale di cambiamento, una decisa azione che punti decisamente all’azzeramento del Consiglio di Amministrazione della LameziaEuropa, e la sostituzione dei suoi membri con nuove e riconosciute risorse umane e professionali in grado, a differenza del passato, di far funzionare la Società e di renderla capace di realizzare gli scopi per cui è stata costituita; evitando di considerare queste e altre nomine come “poltrone da affidare” e guardando invece alla qualità delle scelte ed alla utilità sociale delle stesse.
Ecco perché è necessario battere le propensioni, interne allo stesso centrosinistra, alla privatizzazione della LameziaMultiservizi che ripropongono ricette che si sono dimostrate fallimentari e che sono in controtendenza con le scelte che vanno facendo in tutta Italia le amministrazioni progressiste che scelgono come opzione necessaria la gestione pubblica in settori importanti come il ciclo delle acque e dei rifiuti.
La stessa attenzione ai fenomeni della criminalità organizzata e della sicurezza dei cittadini necessita del supporto di azioni e iniziative che coinvolgano cittadini, associazioni e istituzioni, impegnate a contrastare in maniera concreta gli interessi economici, politici e di consenso sociale delle organizzazioni criminali. E’ necessario promuovere occasioni di discussione tra l’amministrazione, la coalizione ed i cittadini sui mutamenti che investono la nostra città per imparare a “vedere” le nuove povertà e le nuove sospette ricchezze, e sforzarsi così di dare risposte concrete, nel quadro delle scelte programmatiche.
Scelte forti, dunque, con la consapevolezza che nel nostro contesto possono rappresentare una straordinaria funzione di antidoto alla forte presenza sul territorio dei poteri criminali.
Un compito difficile ed enormemente serio e perciò stesso ineludibile se vogliamo fare passi in avanti nella rifondazione civile, produttiva e culturale di Lamezia Terme.

12/02/06

PRC Lamezia prc-lamezia@libero.it

 



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-19272
presentata da GIOVANNI RUSSO SPENA mercoledì 21 dicembre 2005 nella seduta n.723


RUSSO SPENA. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:

alcune settimane fa Trenitalia SpA, a seguito della presenza di zecche e cimici nei vagoni passeggeri, procedeva alla soppressione del treno Intercity Reggio Calabria - Lamezia Terme -Bari;

la stessa Trenitalia provvedeva alla istituzione di alcune corse sostitutive con autobus i quali impiegavano circa 9 ore per coprire l'intero tragitto creando notevoli disagi soprattutto ai numerosi viaggiatori pendolari;

con l'entrata in vigore dell'orario invernale (12 dicembre 2005), Trenitalia S.p.A. ha deciso di abolire l'Intercity Reggio Calabria - Lamezia Terme - Bari anche dall'orario ufficiale e, conseguentemente, procedeva alla soppressione degli autobus sostitutivi;

con l'entrata in vigore del suddetto orario il percorso che collega le suddette città è servito soltanto da treni regionali che per l'eccessivo orario di percorrenza provoca enormi disagi per i passeggeri;

per raggiungere la città di Bari solo per la tratta Lamezia Terme - Bari occorre effettuare mediamente 5 cambi di treno -:

se sia conoscenza dei fatti esposti in premessa;

se non ritenga la decisione di sopprimere il suddetto servizio lesiva dei diritti dell'utenza alla mobilità e una ulteriore condanna all'arretratezza per le regioni meridionali;

a che punto sia la procedura di disinfestazione delle suddette carrozze;

se intenda intervenire presso Trenitalia per chiedere il ripristino e il potenziamento del collegamento diretto Reggio Calabria - Lamezia Terme - Bari. (4-19272)

17/01/05



15/01/06

LE DONNE SONO USCITE DAL SILENZIO

 

Le donne della provincia di Catanzaro che hanno aderito alle due grandi manifestazioni tenutesi ieri a Milano e Roma per il 14 gennaio non possono che esprime la loro soddisfazione per la massiccia partecipazione alle stesse. Le due manifestazioni, a Milano promossa da un largo schieramento di donne contro il tentativo delle destre e delle gerarchie ecclesiastiche di svuotare la legge 194, a Roma promossa da arcigay, arcilesbica e dal movimento GLBT per sostenere i pacs e chiedere  un impegno forte per garantire le unioni civili, hanno messo al centro della scena politica la difesa delle libertà individuali, della autodeterminazione femminile e delle libere espressioni di sessualità, affettività, amore e soprattutto l’impegno a sostenere un’etica pubblica e laica contro ogni strumentale condizionamento politico elettorale e delle gerarchie vaticane.

Le donne riprendono la parola, non l’avevano mai lasciata cadere, per la verità, e si fanno protagoniste di un agire politico che riempie lo spazio pubblico, quello fisico delle piazze e delle strade, quello che mette in evidenza in maniera forte il conflitto e il protagonismo dei soggetti in movimento. Per questo dobbiamo lavorare per voltare pagina, per riprendere il filo delle relazioni politiche tra donne, tra generazioni, tra tutti coloro che esprimono grande preoccupazione non solo per per l’attacco frontale da parte del Ministro della Salute, di alcune forze della maggioranza di Governo e della Cei, alla Legge 194 che tutela la maternità, regolamenta l’interruzione di gravidanza, ma alla costruzione di uno stato sempre meno laico, che vorrebbe imporre il suo controllo sulla vita e sulle scelte etiche delle persone.

Molte di noi sono parte di una generazione che ha lottato a lungo e con determinazione per una legge che salvaguardasse la dignità delle donne promuovendo una procreazione responsabile e cosciente e garantendo, in un frangente così doloroso e drammatico, la salute.

Nessuno è favorevole all’aborto, ma vogliamo ribadire e affermare il diritto delle donne all’autodeterminazione e alla libertà di scelta.

Una donna che decide di abortire è una donna che ha affrontato consapevolmente e con dolore la scelta di interrompere la gravidanza, una donna che forse ha bisogno di aiuto, ma soprattutto di rispetto e per questo riteniamo che le Commissioni di indagine sui consultori e l’ingresso dei volontari del Movimento per la vita sono offensive e lesive della dignità delle donne.

PER QUESTO RIVENDICHIAMO :

  • LA PIENA ATTUAZIONE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE DELLA LEGGE 194 SULL’INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA
  • UN FORTE IMPEGNO FINANZIARIO DEL GOVERNO E DELLA REGIONE PER la diffusione e la qualificazione dei consultori che ovunque e in particolare in Calabria sono stati messi in condizione di difficoltà dalla carenza di risorse umane ed economiche, dallo svuotamento delle loro funzioni,dalla eliminazione degli organismi di partecipazione.
  • LA PRESENZA DI ALMENO UNA MEDIATRICE CULTURALE IN OGNI CONSULTORIO
  • L’IMMEDIATO UTILIZZO DELLA RU 486(pillola abortiva) su tutto il territorio nazionale, nel pieno rispetto della legge 194 che nel testo prevede “ l’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza”.

Tutte noi sentiamo nostre le due manifestazioni nazionali del 14 gennaio,  e ci sentiamo impegnate perché entrambe possano rappresentare un significativo momento di mobilitazione comune tra il movimento delle donne e chiunque abbia a cuore le libertà civili.

 

Maria Paola Montesi, Rosa Tavella,  Rita Cimino, Ivana Bevacqua, Giulia Menniti, Amalia Talarico, Lorenza Rozzi, Gilda Longo, Marina Larocca, Anneke Terlake, Enza Calabria, Anna Primavera, Ornella Cerminara, Silvana Perri, Vera Lamonica,  Paola Garofalo, Anna Maria Persico, Graziella Riga, Anna Maria Longo, Mariella Cosentino Fiorita, Graziosa Costa, Carole Davies, Amelia Morica, Adriana Papaleo, Anna Pascuzzo, Loredana Verdigiglio, Aurora Notaro, Eleonora Rotella, Teresa Stratacò, Marina Leone, Anna Maria Chiarella, Milena Lotta, Anna Milano, Patrizia Cristiano, Monia Mazzei, Franca Chiarella, Alessandra Cagnetto, Gabriella De Pascale, Rina Basile, Maria De Angelis, Angiolina Gualtieri, Ermelinda Montesano, Assunta Fiorentino, Claudia Persico, Maria Montesanti, Teresa Ciaccio, Concetta Mazzei, Elisabetta Donato, Annina Grande, Maria Fulciniti, Maria Riga, Franca Tropea, Elga Mascaro, Roberta Montesi, Susi Feta, Marina Fichera, Rosa Felicetti, Maria Angotti, Rosalba Talarico, Elvira Sinopoli, Marianna Molinaro, Concetta Mussari, Rosalba Minniti, Carmen Sala, Anna Amelio, Rosalba Celi, Caterina Variti, Lucia Sinopoli,  Maria De Leo, Marinella Sinopoli,  Elisabetta Grande, Anna Rosa Pullano, Anna Sinopoli, Teresa Pirelli, Rosa Sanvito, Alessandra Arena, Anna Maria Marino, Stella Critelli, Rossana Neri, Stefania Tavella, Susanna Iezzi, Saveria Angotti, Valentina Pirito,  Caterina Berretta, Lina Leuci, Patrizia Fulciniti, Mirella Longo, Tiziana Nisticò, Alessandra Minniti, Rosa Maria Stefania Grande, Elena Lucia Grande, Paola Gaetano, Angela Grande, Francesca Falsetta, Daniela Guarnirei, Serena Di Vasto, Rina Trovato, Rosa Lina Scarpino,  Viscone Francesca, Daniela Fondacaro, Anke Eva Winser, Angiola Alferazzi, Adriana Esposito, Teresa Cignaretta, Valeria Raffaele, Patrizia La Scala,  Nunziatina Alvaro,  Imma Bavaro, Dora Cevola,  Teresa Ciappina, Maria Teresa Ciriaco, Antonella Casentino, Lisa Maltese, Raffaella Di Bella, Assunta Di Cunsolo, Alessandra Ferretti, Francesca Ferrise, Laura Fondacaro, Francesca Valotta, Rossella Ferrise, Concettina Floro, Antonietta Gallo, Fulvia Geracioti,  Giovanna Graf Virgillo, Pierangela Grande, Sonia Graziano, Teresa Corapi, Bianca Guadagnuolo, Marisa Rotiroti,  Loredana Rubino, Rossella Valotta, Rossana Lento, Barbara Statti, Loredana Gabriella Staglianò, Antonella Scozzafava, Filomena Scicchitano, Viviana Santoro, Maria Teresa Saragò, Francesca Sacco, Vittoria Rocchino, Maria Grazia Riveruzzi, Caterina Restuccia, Valeria Raffaele, Adriana Lerro, Francesca Lo Vecchio, Mirella Madeo, Rosina Manfredi, Rosa Mangone, Elisabetta Mazza,  Paola Mercuri, Giusy Montesanti, Maria Montuoro, Giuseppina Paone, Marcella Natale, Paola Nisticò, Lia Pallone, Anna Paone,  Marina Perri.



PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Circolo “A. Argada “ – Lamezia Terme

 

All’attenzione del Sindaco

Prof. Gianni Speranza

Lamezia Terme 9 gennaio 2006

 

Utilizziamo lo strumento della lettera aperta per tornare su alcune questioni riguardanti l’Area Ex-SIR  e in specifico  le prospettive a seguito della vicenda BIOFATA .

Abbiamo posto, nelle settimane scorse, alcune questioni politiche che ci sembrano rilevanti rispetto  allo sviluppo economico e occupazionale  che può scaturire dalle scelte che si dovranno compiere  su quell’area che in molte occasioni abbiamo concordemente definito strategiche.

Il primo punto che vogliamo affrontare riguarda specificatamente la questione Biofata. Tralasciamo le considerazioni sulla nascita e l’epilogo di questa ennesima illusione che in questi 4-5 anni si è consumata dietro ad un sostanziale lassismo di chi, a livello centrale,  nella Regione e a Lamezia, avrebbe dovuto verificare che gli impegni assunti dalla cordata di imprenditori, fossero rispettati nei tempi e nella sostanza, visto che hanno avuto la disponibilità di una porzione grande di una delle pochi grandi aree a vocazione industriale del Sud d’Italia.

Oggi le due questioni che  abbiamo davanti  sono sia il recupero delle aree, che  pare sia in corso da parte della Lamezia Europa con il sostegno di Sviluppo Italia, sia, soprattutto, l’utilizzo produttivo dei terreni e il contestuale mantenimento del finanziamento previsto di circa 36 Milioni di Euro.

Abbiamo avuto modo di sentire e di leggere di progetti, di idee a nostro modo di vedere un po’ fantasiose e avventuriste mentre  questo deve essere il momento della concretezza perché è l’occasione per affrontare e programmare processi di sviluppo che debbono avere ragionevoli certezze di riuscita .

Non è possibile continuare ad essere approssimativi, ad agire sotto la spinta dell’emergenza e dei tempi stretti e rischiare di farci abbagliare, ancora una volta senza ottenere risultati.

Per questo abbiamo sollevato come questione prioritaria, nei confronti del Comitato Borghini, quella di  ottenere un tempo congruo (almeno 6 mesi) per fare in modo che i soggetti interessati possano capire la situazione, organizzare  un percorso serio di utilizzo sia dell’area che del finanziamento.

A nostro modo di vedere il primo impegno politico da assumere come Amministrazione Comunale verso la Provincia e la Regione è appunto quello di intervenire sul Comitato Borghini per concordare un calendario  preciso di cose da fare per  arrivare, in periodo congruo,  ad una (o più proposte) di insediamento.

Per poter utilizzare al meglio questo periodo, rispettare il calendario e, soprattutto ridurre al minimo i rischi di commettere errori che pagherebbero la città e il suo comprensorio, occorre, a nostro parere, partire dalla considerazione  che  non   abbiamo  le competenze, le conoscenze  sufficienti per poter “ fare da soli”.

Abbiamo la necessità di farci aiutare, di avere accanto  esperienze, persone e strutture che si occupano di sviluppo locale, che hanno ottenuto risultati e che possano fornirci contributi di carattere tecnico-scientifico su cui la politica e le Amministrazioni coinvolte, insieme alle forze sociali ed economiche possano prendere, con cognizione di causa, le loro decisioni.

Come tutti sappiamo i processi di sviluppo locale non si inventano dall’oggi al domani. Hanno bisogno di percorsi , di studi, di confronti sociali che richiedono tempo e strumenti adeguati.

Territori con decenni di storia produttiva sulle spalle e con istituzioni locali  più abituate di noi a programmare e gestire processi complessi (dai distretti industriali alle aree a vocazione pluriproduttiva) hanno difficoltà  in presenza di una crisi industriale e di competitività del nostro sistema economico e produttivo a trovare strade adeguate per il loro rilancio.

A maggior ragione, nel nostro caso, in presenza di  anni e anni di abbandono di ogni idea di programmazione a livello Regionale e di una sostanziale inerzia degli attori locali deputati a promuovere lo sviluppo (Soc. Consortile Area EX SIR prima e Lamezia Europa dopo, l’Amministrazione Scaramuzzino prima e la Terna Commissariale dopo) dobbiamo, nel più breve tempo possibile recuperare  il tempo perduto.

Il rapporto con le Università, con soggetti di fuori regione che si occupano di questi problemi (noi abbiamo avanzato una proposta finora  caduta nel vuoto), diviene secondo noi essenziale per  affrontare seriamente la questione.

Stesso discorso vale per il resto dell’Area Ex- SIR, ad oggi, dopo anni, utilizzato a casaccio, per una quota  ridottissima ( intorno al 20% ) in gran parte da imprenditori che già operavano sul territorio e che si sono trasferiti lì solo per la convenienza del prezzo delle aree.

Anche qui occorre, a nostro parere, un grande slancio sul terreno della programmazione, almeno su una parte consistente dell’area. Non è possibile, infatti, che in una zona come quella non vi sia una “politica” di indirizzo che guardi ai settori innovativi della produzione, ad insediamenti ad alto contenuto tecnologico rischiando di “consumare”, pian piano i terreni senza aver costruito (o almeno tentato di costruire)  un “progetto di sviluppo d’area” che possa fare da volano per l’intera Regione Calabria.

Ma anche qui, occorre creare e sollecitare presso gli attori interessati, strumenti di analisi, di intervento che da una parte guardino ai macroprocessi economici (tutti parlano della globalizzazione e poi, in pratica, sembra che nessuno si dia pena, seriamente, di ragionare sulle conseguenze che ha soprattutto per  aree economiche depresse come la nostra)  e dall’altra  cerchino di individuare le opportunità che i nostri territori  possono offrire.

In una Regione che importa circa l’80% di quello che consuma, che esporta  percentuali  infinitesimali di produzioni e di servizi ma che vede il più alto tasso di investimenti fuori regione da parte dei propri imprenditori la questione della necessità di insediamenti  produttivi (in senso classico) è questione cruciale.

Ce lo ha ricordato  alcuni mesi fa un convegno promosso dalla FIOM e dalla CGIL tenutosi proprio a Lamezia, lo ha ripreso, in questi giorni il Vice Presidente della Giunta Regionale Adamo. Lo sviluppo del turismo, dei servizi, di altre forme di economia che sono auspicabili non può prescindere dalla costruzione di un minimo di apparato produttivo ambientalmente compatibile.

E, se questo è vero, non vi è dubbio che la sua allocazione logistica  più confacente, per svariati motivi, non può che essere la nostra piana.

L’Aministrazione comunale deve, da questo punto di vista, aprire un tavolo di confronto con la Regione Calabria e con il governo nazionale per costruire le condizioni per il decollo dell’area mettendosi in condizione di poterlo fare da un punto di forza  propositivo e supportato da adeguate ragioni, contribuendo ad innalzare la qualità della discussione e della proposta, chiedendo a tutti, Istituzioni e parti sociali di adeguarsi e fare, responsabilmente, la loro parte.

Contemporaneamente è necessaria, come segnale di cambio di rotta, una decisa  azione di persuasione politica che punti decisamente all’azzeramento del Consiglio di Amministrazione della Lamezia Europa, con la sostituzione dei suoi membri da parte dei soggetti deputati con  risorse umane e professionali che siano in grado, a differenza del passato, di far funzionare la Società e di renderla capace di realizzare gli scopi per cui è stata costituita, evitando di considerare queste nomine come “poltrone da  affidare” e guardando invece alla qualità delle scelte.

 

Su queste problematiche occorrerà continuare il confronto e sollecitare interventi anche di quei soggetti, importanti, a partire dalle organizzazioni sindacali, che sino ad oggi non si sono espresse perché, come tutti sappiamo si tratta di una questione strategica per la città, il suo circondario e l’intera Calabria.

Sicuri di un Tuo cenno di riscontro cogliamo l’occasione per inviarti un caloroso saluto.

 

 

I compagni e le compagne del direttivo del circolo “A. Argada”






di Franco Della Nera
Direttivo del circolo “A. Argada”

BIOFATA , Lamezia Europa e …altro !

Lamezia Terme 19 dicembre 2005

In queste settimane l’Amministrazione e il Consiglio Comunale si stanno occupando dell’emergenza BIOFATA. Emergenza perché come è stato detto, si tratta, dopo l’ennesima “bufala” della mega - struttura che non è mai andata oltre la prima pietra, di recuperare i terreni (circa 170 ettari) da sottrarre definitivamente ad ogni ipotesi speculativa, ma anche di mantenere in vita i finanziamenti connessi.
Speriamo di riuscire a non perdere questa opportunità. Ha ragione il Sindaco però quando esprime preoccupazione per i tempi strettissimi per presentare progetti alternativi e trovare imprenditori disponibili e con le risorse necessarie. Probabilmente, di concerto con la Provincia e la Regione occorrerebbe battersi per ottenere un po’ di tempo (6 mesi) nel quale, con un calendario ben definito, avere la possibilità di ragionare e di valutare bene come utilizzare quelle aree non solo per farci qualcosa ma, presumibilmente per iniziare a disegnare una strategia di sviluppo il più possibile avulsa dal pressappochismo e dalla occasionalità tipica di molte scelte recenti e meno recenti.
Personalmente, non essendo un economista né un imprenditore di successo sono molto sospettoso quando sento persone che dichiarano di avere già pronte idee e progetti per quell’area come ho sentito in televisione nella conferenza dei Capigruppo consiliari. Di progetti già pronti ne abbiamo avuti già molti in Calabria e a Lamezia. Un disastro dopo l’altro. Uno di questi è stato proprio Biofata!. Dopo anni inutilmente persi (si tratterebbe anche qui di capire di chi sono le responsabilità della situazione attuale) non si può rischiare, per la fretta delle scadenze, di commettere altri errori o di favorire qualcuno che magari ha disponibilità finanziarie e può approfittare della situazione.
Il Comitato Borghini o chi per esso, valutata la delicatezza della cosa e in presenza di un calendario di azioni da svolgere, su pressione della Regione, della Provincia, del Comune, ecc. ecc. dovrà trovare la strada per concedere la proroga. Nel frattempo credo che dovremmo convenire sul fatto che lo sviluppo locale non si inventa dall’oggi al domani e, soprattutto non si può programmare con gli stessi attori che fino ad oggi hanno dimostrato di non esserne particolarmente capaci.
Occorre, penso, avere l’umiltà di farci aiutare. Le Università della Calabria possono dare un contributo, esperienze esterne che si sono misurate su problematiche simili possono venirci incontro. Durante la Presidenza Prodi all’UE è stato costituito un gruppo di lavoro proprio sui distretti industriali e sui processi di sviluppo locale in aree depresse di cui ha fatto parte, per l‘Italia, il Prof. Giuliano Bianchi dell’Università di Siena che ha dato contributi importanti in diverse aree del Sud e, oltre a lui si possono coinvolgere altri che si siano occupati, possibilmente con un qualche successo, di queste cose.
Insieme agli attori istituzionali, alle forze sociali si potrebbe costituire in tempi strettissimi un comitato tecnico-scientifico che possa valutare il contesto territoriale e i suoi possibili sbocchi imprenditoriali e dare indicazioni, fornire ipotesi su cui la politica e i soggetti deputati possano prendere decisioni condivise e supportate da elementi di maggiore certezza.
Insieme con questa struttura si potrebbe costruire il calendario di attività da svolgere per stimolare e assistere la nascita di progetti validi e al contempo definire con il Comitato Borghini gli impegni da assumere.
Stesso discorso oltretutto vale, a mio parere, per l’intera area ex SIR.
I pochi imprenditori che vi si sono insediati in questi anni (molti dei quali hanno solo trasferito le loro aziende da altre zone della città e del circondario) rappresentano una percentuale assai modesta rispetto alle potenzialità dell’area. Qui si pone, oltretutto, un problema centrale che riguarda il giudizio sull’operato della Lamezia Europa e della Soc. Consortile che l’ha preceduta che, se non vado errato, aveva ed ha come mission la promozione dell’area. Giudizio a mio modo di vedere assolutamente critico che coinvolge l’operato del Consiglio d’Amministrazione e della Presidenza .
Giudizio che è evidenziato anche da piccoli episodi apparentemente senza importanza ma che denotano la poca attenzione al proprio ruolo esercitata dalla società . Cito come semplice esempio il disservizio perenne del sito internet che ora, addirittura, vedo non esiste proprio più perché è reindirizzato su quello di Lamezia.net che si occupa di tutt’altro.
E’ strano che nel mondo della comunicazione, dell’informatica e dell’informazione ad una Società che deve promuovere qualcosa , venga meno lo strumento basilare di comunicazione come quello di una presenza qualificata su internet .
Alle mie reiterate rimostranze via e-mail di mesi fa sul mancato funzionamento è stato risposto, dopo due mesi, che si stava provvedendo!
Giudizio, sulla LameziaEuropa, che come partito della Rifondazione Comunista abbiamo dato più volte nel tempo sia rispetto alla gestione del Patto Territoriale sia a quella, di questi ultimi anni, di promozione intesa non solo come vendita dei terreni (che peraltro come si è visto è stata totalmente deficitaria) ma, soprattutto, come capacità di progettare, almeno su una parte dell’area, una ipotesi di sviluppo “orientata” e non casuale, rivolta alle nuove tecnologie, ai settori della logistica ( il rapporto con Gioia Tauro!) e a quant’altro potesse contribuire a identificare l’Area ex SIR come momento centrale di uno sviluppo frutto di programmazione e di scelte strategiche di medio-lungo periodo.

Se vogliamo davvero dare un ruolo centrale a Lamezia e alla sua area industriale dovremmo, come abbiamo scritto sul nostro programma di governo, puntare a qualificarne la fisionomia e a dotarci degli strumenti necessari a supportarne la promozione e lo sviluppo.
L’emergenza Biofata, pur nella difficoltà, può essere l’occasione per affrontare complessivamente questo importante problema coinvolgendo il territorio, le istituzioni, le forze economiche e sociali per avviare un programma di sviluppo dove ognuno si prenda, fino in fondo, le proprie responsabilità.
La politica e le istituzioni nel programmare, nel coordinare le politiche e, ove possibile, reperire risorse da mettere in campo, il mondo delle imprese nel presentare ipotesi imprenditoriali credibili tenendo ben fermo il principio, che sin qui è largamente venuto meno, che la valenza che ha lo sviluppo economico soprattutto in territori come il nostro riguarda in modo prioritario la possibilità di dare lavoro stabile, sicuro, professionalizzato e ecologicamente compatibile e che quindi non ci può essere spazio né per il pressappochismo né per speculazioni.
Le risorse pubbliche, che sono e saranno sempre meno, non possono più essere usate con assoluta disinvoltura e disonestà come dimostra, ad ogni uscita sul territorio, la Guardia di Finanza.
Ultima notazione.
Almeno su problematiche di questo tipo e sulle rappresentanze che l’Amministrazione Comunale deve esprimere in queste strutture (a parte l’autonomina emergenziale, giusta secondo me, del Sindaco nella LameziaEuropa ) sarebbe opportuno che le forze politiche anziché azzuffarsi sul “chi” si impegnassero seriamente a discutere e capire prima il “cosa” occorre andare a fare e le qualità che servono per farlo.


 
Rifondazione Comunista

1) Amantea Francesco 13
2) Andricciola Vincenzo 24
3) Belcastro Salvatore 1
4) Berlangieri Chiara 11
5) Burgo Mario 10
6) Cerasia Anna 0
7) Cosentino Giuseppe 8
8) Cullice Antonio 9
9) Dattilo Francesco 2
10) De Sensi Camillo 19
11) D'Elia Francesco 14
12) Gouit Fatima 13
13) Gregorace Valentino 17
14) Isabella Salvatore 13
15) Isabella Simona 17
16) Laganà Alberto 3
17) Larocca Demetrio 17
18) Marasco Ivan 10
19) Molinaro Francesco 20
20) Montuoro Gennaro 47
21) Notarianni Nicola 46
22) Piacente Salvatore 63
23) Piccioni Antonio 11
24) Pujia Rocco Salvatore 28
25) Rappoccio Antonino 96
26) Rimini Luciano 42
27) Russo Luca 20
28) Sereno Emilio 43
29) Sesto Francesco 77
30) Vescio Antonio 17

36
  Sindaco proposto Gianni Speranza Candidato ufficiale in data 25/11/04.    
 

Archivio Diario

Partito della Rifondazione Comunista
NOTA STAMPA


Chiudere immediatamente il Cpta di Pian del Duca “Malgrado Tutto”


31 gennaio 2005

Al termine di una visita effettuata venerdì 28 gennaio nei pressi del Cpta di Lamezia Terme gestito dalla Cooperativa Sociale “Malgrado Tutto” e dopo gli incontri avuti con il Procuratore Capo della Repubblica Dott. Mazzotta, il suo sostituto Dott. Cocco, il candidato sindaco del centro sinistra Gianni Speranza, la delegazione conferma la necessità e l’urgenza che tale struttura venga rapidamente chiusa.
Una condizione socio sanitaria inumana in un contesto nei fatti peggiore a quello che si vive in un regime carcerario, la scarsità dei più elementari servizi di assistenza legale, il pressappochismo della gestione unito ad una impostazione proprietaria delle persone e delle cose ubicate nel centro rendono il centro in questione il peggiore fra quelli presenti sul territorio nazionale. Permane a nostro avviso il timore del ripetersi nel centro di incidenti, atti di autolesionismo, tentativi di fuga e siamo gravemente preoccupati delle condizioni di salute dei cosiddetti “ospiti” costretti in stanze dai vetri rotti, con servizi igienici carenti e inadeguati. Nel corso dei colloqui avuti con alcuni dei reclusi abbiamo ravvisato la necessità che il loro status venga verificato da legali esterni al centro e che la loro posizione venga vagliata individualmente. Temiamo infatti che molti fra i 74 che al momento della visita si trovavano nel centro non sono neanche compatibili con i requisiti che ne consentono il trattenimento.
Richiederemo a breve termine un incontro con il Prefetto di Catanzaro per riportare formalmente all’autorità di governo la nostra fondata preoccupazione determinata dal funzionamento del suddetto Cpta.
Ribadiamo comunque che tale iniziativa è parte integrante di un processo di denuncia contro l’esistenza stessa dei centri di permanenza temporanea ovunque essi abbiano a sorgere e indipendentemente dalle migliori o peggiori condizioni in cui le persone vi sono trattenute.
La detenzione amministrativa costituisce a nostro avviso comunque una violazione sistematica del diritto e in particolare dell’art 3 della Costituzione che sancisce l’eguaglianza di ogni cittadino davanti alla Legge.
Le condizioni di degrado che abbiamo avuto modo di riscontrare a Lamezia Terme, costituiscono una aggravante a tale violazione di cui riteniamo debbano occuparsi con urgenza le autorità competenti, sia a livello locale che nazionale.
Qualora ciò non avvenga riteniamo tali autorità direttamente corresponsabili di ogni abuso che in tale luogo venga commesso e riteniamo altresì urgente che l’ente gestore del centro venga immediatamente rimosso e che la convenzione che garantisce il protrarsi di tale situazione non abbia ad essere rinnovata.

Giovanni Russo Spena Deputato Prc
Stefano Galieni Dipartimento nazionale immigrazione Prc
Luciano Rimini Segretario circolo A. Argada – Lamezia Terme
Pino Commodari – Consigliere Provinciale Prc

Nov -03 - Rifondazione comunista, elezioni 2005? No grazie - Secondo Rifondazione Comunista sarebbe giusto dopo 18 mesi di commissariamento andare a votare. Sono le parole di Rosa Tavella, ex consigliere comunale, che, continua <si potrebbe accettare di votare nel 2005 solo per un fatto tecnico, vorremmo capire cosa sta succedendo e se l'azione dei commissari è rivolta ad una bonifica dei problemi che hanno determinato lo scioglimento>. Si potrebbe aggiungere una cosa è l'attività politica un'altra è quella di lotta alla criminalità mafiosa che, secondo l'esponente di rifondazione: <neanche il migliore dei sindaci potrebbe risolvere>.
06-10-03 - Rifondazione Comunista: Rifondare la Biblioteca comunale - Cultura, chi comincia dalla biblioteca è a metà dell'opera. Da anni a Lamezia si aspetta una Biblioteca Civica degna di questo nome. Mancanza di personale qualificato a tutti i livelli che sappia consigliare gli utenti, catalogazione inefficeinte, emeroteca a forfait, impossibilità di fare fotocopie, nuove acquisizioni, innovazione e progettualità latitanti. Sono in sostanza i punti deboli denunciati dal circolo "A. Argada" di rifondazione comunista che ha incontrato i Commissari straordinari per dare qualità al servizio dei cittadini e fare della biblioteca un punto d'incontro e non soltanto un ameno luogo di consultazione di testi a cui, tra l'altro, mancano alla fruizione, dal maggio '97, i 5000 volumi dell'ex centro culturale. Nel corso dell'incontro Rifondazione ha presentato ai commissari una proposta di regolamento per la biblioteca civica che dovrebbe apportare queste novità prima fra tutte l'intitolazione della struttura al poeta lametino Franco Costabile.
22-06-03 - L'On. Vendola (Rc) No all'esercito contro la n'drangheta - Dalla città dei Bruzi, l'On. Nichi Vendola componente della Commissione Parlamentare Antimafia ribadisce il proprio no all'invio dell'Esercito a contrastare la criminalità organizzata. Il parlamentare di Rifondazione Comunista sottolinea come le forze armate non possono svolgere operazioni di polizia ed invita alcuni colleghi calabresi a non fare come le tre scimmiette, non vedo, non sento e non parlo salvo poi invocare l'uso della forza solo in occasione di eventi criminali. Dovremmo allora mandare anche l'esercito in qualche assessorato regionale o in qualche impresa che paga a metà i dipendenti e li fa malmenare dell mafia. L'azione contro la criminalità organizzata è soprattutto un'opera di prevenzione. Sull'operazione Tabula Rasa ha chiesto la documentazione degli atti giudiziari.
21-06-03 - Rifondazione Com. No a Lamezia pattumiera della Calabria - Anche se rassicurati dalla smentita sull'apertura dell'inceneritore nella città della piana, il circolo "Argada" di Rifondazione Comunista ha la sensazione che Lamezia possa diventare un centro di raccolta rifiuti per quei comuni che non hanno fatto niente in materia di riduzione, riciclaggio e smaltimento di rifiuti. Sarebbe utile sapere il quantitativo di rifiuti giornaliero trattato e la destinazione finale, visto che il centro di Gioia Tauro è chiuso. Tutto ciò al fine d evitare che Lamezia diventi la pattumiera della Calabria.
06-06-03 - Interrogazione dell'on. Vendola sul caso Lamezia - Sulla questione lametina è intervenuto l'on. Nichi Vendola di Rifondazione Comunista e componente della commissione parlamentare antimafia. Lo fa attraverso un atto formale e concreto: un'interrigazione parlamentare rivolta ai Ministri dell'Interno e di Grazia e Giustizia. Interrogazione classica "se sono a conoscenza della situazione lametina e quali iniziative intendono prendere" prosegue poi per "una diversa strategia di lotta alla mafia con un'attività preventiva di lotta al crimine ed una capacità investigativa capace di individuare gli arricchimenti illeciti e l'eventuale convivenza con pezzi delle istituzioni>.
   
 

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