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VERDI

 
 

coalizione di centro-sinistra GIANNI SPERANZA SINDACO

 

VERDI - Federazione Provinciale
Piazzetta S.Domenico, 2
88046 Lamezia Terme (CZ)
tel. e fax 0968 449768
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dai Verdi di Lamezia Terme

Lamezia Terme lì 19 settembre 2005

DICHIARAZIONE DELL’AVV.GIUSEPPE D’IPPOLITO CHE SI DIMETTE DA PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE PROVINCIALE DEI VERDI PER RITORNARE PIENAMENTE AL SUO IMPEGNO
NELL’ASSOCIAZIONE CONSUMATORI UTENTI

Comunico la mia decisione di dimettermi da Presidente della Federazione Provinciale di Catanzaro dei Verdi, poichè ritengo di avere adempiuto all’impegno assunto 4 anni fa con il Presidente Nazionale on.Pecoraro Scanio che mi aveva chiesto di rifondare la federazione provinciale, dopo un lungo periodo di commissariamento. Forse con un po’ di immodestia, credo infatti di essere riuscito nell’intento: è stato completato un importante tesseramento provinciale, sono state aperte sedi del partito o individuati referenti locali a Catanzaro, Lamezia Terme, Falerna, Feroleto, Soveria Mannelli, Cerva, Cropani, Chiaravalle e in quasi tutti gli altri centri della provincia. Alle ultime consultazioni regionali, provinciali, comunali ed europee, il risultato elettorale è stato sempre in crescita e sono stati più che triplicati i voti Verdi nella provincia di Catanzaro, rispetto all’epoca precedente il 2003. Sono stati affidati a componenti della nostra federazione prestigiosi incarichi istituzionali quali la presidenza del Consiglio Comunale di Feroleto, assessorati nei comuni di Lamezia Terme e Chiaravalle, deleghe operative a nostri consiglieri comunali a Falerna. Ritengo di aver quindi operato al meglio delle mie possibilità anche grazie alla preziosa collaborazione che ho avuto da tutte le strutture e gli uomini del partito, dal suo Presidente On.Pecoraro Scanio, al presidente regionale Leo Autelitano, agli esecutivi regionali e provinciali, ai singoli simpatizzanti che abbraccio tutti, ringraziandoli. Ma io non sono, e non sarò mai un politico vero e per questo non ho mai inteso candidarmi in nessuna delle competizioni elettorali che si sono succedute. Sono un tecnico e intendo ritornare a svolgere il mio lavoro di tecnico in difesa degli interessi dei consumatori e degli utenti e contro ogni sopruso e attentato ai loro diritti da qualunque fonte provenga. E poi all’interno del partito dei Verdi sono ormai cresciuti dirigenti di alto spessore che faranno sicuramente meglio di me, a partire da Francesco Carnovale Scalzo, assessore a Lamezia Terme, che mi sostituirà con gli altri componenti del nostro esecutivo, fino al prossimo passaggio congressuale della federazione. Temo, invece, che possa andare dispersa l’esperienza accumulata in quasi 25 anni di impegno nel campo della tutela dei diritti dei cittadini, dalle aule universitarie alla guida dell’Associazione Consumatori Utenti, alla partecipazione in prestigiose strutture istituzionali quale il CNEL, il Consiglio Nazionale dei Consumatori e Utenti, i tavoli dell’Ente Nazionale Aviazione Civile, ecc., se tali incarichi non continueranno ad essere da me coltivati e seguiti con l’impegno che meritano ed il ché è divenuto inconciliabile con la dedizione sempre crescente che richiede la guida di una federazione provinciale ormai adulta. Ed è quindi mia intenzione di ritornare totalmente e con rinnovato entusiasmo alle mie vere occupazioni professionali per mettere, con spirito di servizio, le mie poche o molte conoscenze acquisite a disposizione di tutti i cittadini, consumatori e utenti, specie se miei conterranei, e di tutti coloro che vorranno avvalersene. Ma per far questo reputo mio dovere morale fare in modo che in nessuno mai possa esistere neppure il solo sospetto che nel mio lavoro possa intravedersi la salvaguardia di interessi di una sola parte e non anche, come è sempre stato, di quelli di un’intera collettività.
Giuseppe d’Ippolito


NOMINE NEGLI ENTI: NO A LOGICHE SPARTITORIE

02/09/05

La proposta avanzata dall’on.Chiarella, che sollecita un incontro pubblico sulle prospettive dell’aeroporto e sui risultati ottenuti dalla Sacal sino ad oggi, è assai interessante e merita attenzione da parte di tutte le forze politiche. I Verdi aderiscono a tale invito sottolineando che tale modo di procedere può essere di grande utilità se non all’individuazione di un candidato alla carica di consigliere in Sacal, certamente per tracciare le linee guida per la futura attività che il rappresentante del comune dovrà svolgere. Ciò proprio per introdurre e rendere e stabile il collegamento tra i designati dal comune negli enti e i cittadini e in ossequio al principio secondo cui i rappresentanti pubblici devono render conto del proprio operato innanzitutto ai propri rappresentati. In quest’ottica servono a poco le girandole di nomi che si pubblicano sui giornali, spesso senza neanche chiedere il preventivo assenso degli interessati. Così come frutto di un vecchio modo di fare politica è il rivendicare a questo o a quel partito il diritto alla nomina in ossequio a piani di spartizione studiati a tavolino. Chi si fa portatore di questi progetti non si rende conto che mina l’unità della coalizione favorendo l’avvio di un gioco di veti incrociati che potrebbero iniziare dai prossimi appuntamenti elettorali, dall’elezione al comune di Catanzaro ai vari comuni della provincia e del lametino (Maida, Feroleto, Gizzeria, eccetera, eccetera).
Ben ha fatto, invece, il Sindaco Speranza ad invitare tutti all’unità e alla condivisione ben sapendo che l’unico vero vincolo a cui deve attenersi chi procederà alle nomine negli enti è quello stabilito nella deliberazione del consiglio comunale del 16 maggio scorso ove si è imposto “il possesso di qualificata e comprovata competenza” da documentare nel necessario e specifico curriculum che il Sindaco, ai sensi dell’art.51 dello Statuto, dovrà comunicare all’intero Consiglio Comunale e quindi all’intera cittadinanza. Se i criteri saranno -come deve essere- solo quelli della competenza specifica, della conoscenza della materia, della professionalità acquisita, dell’esperienza consolidata, nel settore della principale attività dell’ente in questione, la rosa delle possibili candidature perderà immediatamente tanti petali ma qualunque scelta sarà opportuna e giustificata.
Lamezia Terme, 02 settembre 2005

Francesco Carnovale Scalzo
Esecutivo provinciale Verdi




DEPURATORI: APPROVATO IL DECRETO LEGGE CHE INGUAIERÀ I COMUNI .
VOTO CONTRARIO DEI VERDI

Il decreto legge 90 sull’emergenza ambientale in Calabria è stato definitivamente convertito in legge dopo il voto della Camera di giovedì scorso. La legge di conversione ha visto il voto contrario dei gruppi dei Verdi, della Margherita e dei Ds. Purtroppo il decreto vedrà la luce nella sua forma peggiore che prevede il prelievo coattivo dei fondi, per i rifiuti e per la depurazione, a carico dei comuni senza la possibilità che gli enti locali possano sollevare la benchè minima opposizione, neanche quella di aver già pagato. Sono stati infatti respinti gli emendamenti dell’on.Lion (VERDI) sia quello che chiedeva di sopprimere l’applicazione del decreto alla Calabria sia, il successivo, ove si prevedeva che, almeno, «la ricognizione della situazione debitoria venisse svolta dal Commissario delegato in accordo con i comuni interessati». Difficile immaginare quali saranno le conseguenze di tale decisione del Parlamento quando, entro pochi giorni, sarà nominato il Commissario del Commissario che dovrà dare materiale esecuzione alle norme del decreto. Certo è che, per questa via, non saranno pagati i debiti pregressi mentre è facile pensare, invece, all’avvio di una nuova stagione di contenziosi giudiziari, anche per gli evidenti profili di incostituzionalità connessi alla violazione dei principi di difesa, che il decreto si porta dietro. Non sappiamo quale altra prospettiva potrà attendere i comuni già pesantemente colpiti in tutte le voci d’entrata, che ora rischiano di trovarsi tra l’incudine di un indebitamento forzoso e il martello di un’ulteriore riduzione dei trasferimenti erariali correnti. É altresì evidente, infine, che i comuni interessati cercheranno di ripartire le nuove spese sui cittadini, aggiungendo contenzioso a contenzioso, vista l’irregolare contabilizzazione dei sedicenti crediti effettuata sin’ora dall’Ufficio del Commissario Delegato. Nel ribadire il voto contrario dei Verdi sia alla Camera che al Senato, vogliamo qui riportare la dichiarazione di voto contrario della sen. De Petris che, unitamente ai colleghi senatori Boco, Ripamonti, Carella, Turroni (tutti dei VERDI) aveva affermato « Vi è sempre più una gestione marcatamente centralista di tutto il sistema della protezione civile, l'articolo 2 ha esteso anche alla regione Calabria alcune procedure di commissariamento (...) già sperimentate in Campania con esiti non positivi. Il riferimento (...) riguarda soprattutto il contenzioso con i Comuni in materia di riscossione e, almeno dalle notizie di cui disponiamo, non credo che i benefici prodotti dal recente decreto-legge abbiano portato a risultati efficaci; invece, abbiamo avuto gravi problemi per quanto riguarda la riduzione dei trasferimenti spettanti ai Comuni ».
La Federazione di Catanzaro dei Verdi, intende quindi affermare con chiarezza che le responsabilità per le conseguenze di tale decreto sono da attribuire equamente oltre che ai suoi ispiratori e al governo Berlusconi che lo ha approvato, anche a tutti i parlamentari calabresi, d’ogni schieramento e colore politico, che hanno preferito il clamore delle cronache piuttosto che un approfondimento serio del problema, magari in contraddittorio con i comuni interessati, rimanendo sordi ad ogni sollecitazione, comprese quelle dei gruppi d’appartenenza e quelle che provenivano dall’ANCI.
Lamezia Terme lì 22 luglio 2005



COMMISSIONE ASSEGNAZIONE ALLOGGI POPOLARI:
ECCO LE VERE RAGIONI DELLA SOSPENSIONE

Sul funzionamento della Commissione Alloggi (Case popolari), diventano sempre più numerose le occasioni perse per stare in silenzio. Pratica sempre consigliabile quando non si conoscono i fatti! Che poi la smania di intervenire “al buio” prenda anche chi è stato, non volendo più esserlo, nostro alleato e chi, quindi, avrebbe potuto colmare la propria ignoranza con una semplice telefonata -come hanno fatto gli altri compagni- non può non essere, per noi, ragione di rammarico. Rammarico che si aggiunge all’annunciata e non condivisa decisione dei nostri ex alleati, di non far più parte della coalizione di governo di questa città. Ma veniamo ai fatti che chiunque potrà accertare con una semplice richiesta di accesso ai documenti comunali. È bene che si sappia, infatti, che non è il Comune ad assegnare le case popolari agli aventi diritto, bensì vi provvede una commissione esterna nominata dalla Regione. Questa Commissione valuta e decide sulla base di una graduatoria provvisoria formata, invece, dall’ente comunale. Le spese per i componenti della Commissione devono essere anticipate dalla Regione che, verificata l’attività svolta, ne chiede il rimborso al Comune dietro presentazione di idonea rendicontazione. Sennonché negli ultimi mesi di gestione commissariale la ragioneria del Comune di Lamezia Terme aveva ritenuto che potesse essere proprio il Comune ad anticipare quei soldi, senza attendere la rendicontazione da parte della Regione. Ma recentemente, sempre la ragioneria del Comune di Lamezia Terme (e non l’assessorato) ha ritenuto, in maniera del tutto condivisibile, che questa pratica non fosse corretta e ha deciso di ritornare alla semplice e lapidaria previsione della legge regionale: le spese della Commissione devono essere anticipate dalla Regione in quanto è l’unico soggetto che ha materialmente cognizione dei lavori eseguiti.
Ricevuta la notizia, la Commissione ha deciso di sospendere le proprie riunioni, sarà una pura coincidenza? Certo è che il motivo addotto per la sospensione sembra essere assai pretestuoso, poiché si sostiene che la Commissione non è in condizione di deliberare in quanto tutte le pratiche sarebbero state istruite dal Comune in modo deficitario. Ma è bene che i cittadini sappiano che la responsabilità dell’istruzione di queste pratiche è tutta del dirigente dell’ufficio casa del comune. Dello stesso dirigente del settore che, però, è anche un componente della Commissione Alloggi. È come se la mano destra rimproverasse alla mano sinistra di non collaborare a lavare la faccia: ma il cervello non è sempre lo stesso? Altra inconcruenza: la Commissione scopre che le pratiche erano incomplete dopo ben oltre 80 riunioni, eseguite nei mesi tra dicembre 2004 e giugno 2005 e dopo aver incassato circa 30.000 euro. Questi sono fatti incontrovertibili ! Poi ci sono i fatti che possono essere oggetto di punti di vista diversi: ad esempio -a nostro giudizio- versa in una situazione di conflitto di interesse chi –come un dirigente comunale- all’interno di una commissione svolge il ruolo di controllore del proprio stesso lavoro all’interno del dipartimento. Così come riteniamo vada oltre i propri poteri la Commissione che provvede direttamente all’istruzione delle pratiche e all’accertamento di situazioni di fatto, duplicando o triplicando la misura dei propri interventi e delle proprie riunioni, per ciascuna pratica. Ma questi sono solo dei punti di vista che non mancheremo di sollevare, sia con la nostra rappresentanza in Giunta comunale sia nei confronti del Presidente Loiero. Certo è che i cittadini meritevoli di un alloggio popolare non possono rimanere in attesa della soluzione di questo contenzioso, ragione per la quale, politicamente, ci siamo assunti la responsabilità di chiedere l’intervento di tutti gli altri soggetti che hanno ruoli istituzionali in questa vicenda e adesso attendiamo che gli altri si assumano, a loro volta, tutte le proprie responsabilità.
Lamezia Terme, 18 luglio 2005
Esecutivo cittadino
Verdi Lamezia Terme


SVELATO IL BLUFF DEL DECRETO
SUI DEPURATORI ! È UN NULLA DI FATTO !


« Eccolo finalmente il decreto legge che dovrebbe risolvere i problemi della depurazione in Calabria, è il numero 90 del 31 maggio 2005, appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. L’articolo che ci riguarda è l’art.2 intitolato alla “Emergenza ambientale in Calabria”. E’ la norma alla quale hanno lavorato in molti in tempi diversi: dal Presidente della provincia di Catanzaro Traversa, ai consulenti ancora inutilmente a libro paga dell’Ufficio del Commissario Delegato per l’emergenza ambientale. Da ultimo ci aveva messo mani il governo Berlusconi, assolutamente determinato a prelevare direttamente dalle tasche dei cittadini, attraverso l’imposizioni di mutui forzosi a carico dei comuni, i milioni di euro sperperati negli otto anni di gestione commissariale. Ma -incredibile a dirsi- il decreto che avrebbe dovuto risolvere la vicenda depurazione, della depurazione non parla affatto !!! La norma prevede, infatti, l’applicabilità anche in Calabria di una serie di ordinanze varie, tutte riferite all’emergenza ambientale nella Regione Campania, compreso il rinvio al recentissimo decreto 14/2005. Peccato però che tutte queste norme si occupino di rifiuti e non di depurazione e siano quindi inapplicabili al nostro caso. Come dire che il decreto Calabria, sarà sicuramente utilizzabile per costituire coattivamente debiti in capo ai comuni per pagare lo smaltimento dei rifiuti, ma sarà assolutamente inutilizzabile per sanare i pregressi debiti derivanti dalla gestione della depurazione. Ignoranza della materia? Improvvisazione? O piuttosto tentativo di mettere rapidamente una pietra tombale su otto anni di gestione straordinaria sulla quale sta indagando la Procura di Catanzaro e magari commissariare l’attuale commissario delegato Bagnato forse reo di aver assunto sulla vicenda un atteggiamento troppo laico e con conforme all’ortodossia politica di chi lo ha preceduto? Comunque, anche grazie all’autogol degli avversari, con annessa pessima figura, un primo round è vinto; adesso la partita si sposta in Parlamento dove il decreto dovrà essere convertito e dove il gruppo dei Verdi non potrà avere atteggiamento diverso da quello assunto quando si discusse del decreto Campania: una forte opposizione e un duro contrasto. Peraltro, da sempre, la posizione dei Verdi è per il superamento delle gestioni commissariali e per il ritorno alle gestioni affidate agli organi responsabili in via ordinaria. Figurarsi in questo caso dove si parla, addirittura, di un commissario del commissario. Un’ottima occasione per il Consiglio Comunale di Lamezia Terme, che prossimamente discuterà di questa materia, per esprimere una dura condanna verso l’atteggiamento del Governo finalizzato ad indebitare forzosamente i comuni, portandoli sull’orlo del dissesto finanziario. Ma ben dovrà, il Comune di Lamezia Terme, reclamare che la gestione dei depuratori passi direttamente, o in forma consorziata, ai comuni interessati nel tentativo di far dimenticare anni e anni di scellerata gestione commissariale dando un segnale di forte discontinuità con programmi, progetti e uomini appartenenti ad un passato che ha portato solo profitto a pochi e danni all’intero comprensorio di Lamezia Terme. »
Lamezia Terme lì 04 giugno 2005
Giuseppe d’Ippolito, presidente Federazione Provinciale dei Verdi

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  Sindaco proposto Gianni Speranza Candidato ufficiale in data 25/11/04.  
 

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TUTELA AMBIENTALE A LAMEZIA: ATTUARE IL PROGRAMMA DI GOVERNO

Tutte le preoccupazioni che stanno emergendo in questi giorni per la pregressa situazione di attacco all’integrità dell’ambiente (con particolare riferimento ai rifiuti e all’inquinamento marino) sono state già oggetto di valutazione da parte del centro sinistra e gran parte delle soluzioni si trovano nel programma che ha portato la coalizione stessa al governo della città. Sono innanzitutto previsti «l’istituzione di un osservatorio permanente dell’ambiente e un sistema informativo territoriale (SIT) che raccolga tutti i dati inerenti l’aria, l’acqua, il suolo, gli ecosistemi della fauna e della flora, la città e il sistema degli insediamenti, il paesaggio, i documenti materiali della cultura, i sistemi infrastrutturali e tecnologici per consentire di monitorare lo stato di salute del territorio e permettere una pianificazione degli interventi». In attesa della creazione di quest’organismo, che non può più essere rinviata, vale l’altro principio, scritto anch’esso nel programma di governo, riferito all’impegno per «migliorare la qualità e il livello di sicurezza delle acque di balneazione». Questo deve portare necessariamente, di fronte alle ripetute inefficienze dell’Ufficio del Commissario Delegato, dell’ATO2 di Catanzaro e del gestore provvisorio GERICA, all’assunzione di un provvedimento urgente da parte del Sindaco a tutela della salute pubblica, per l’acquisizione diretta della gestione del depuratore sito nel territorio del comune e il conseguente suo affidamento alla Lamezia Multiservizi spa. Ciò per realizzare l’altro punto programmatico secondo cui «dovrà essere salvaguardato il carattere pubblico dei servizi locali a partire da quelli gestiti dalla Lamezia Multiservizi, rifiutando la logica della privatizzazione e delle esternalizzazioni selvagge.» Deve poi essere richiesta al Presidente Traversa la convocazione della Conferenza dei Sindaci dell’ATO per reclamare il principio della gestione diretta dei depuratori da parte dei comuni, magari in forma consorziata, secondo le direttive del Ministero dell’Ambiente dello scorso dicembre e la sentenza della Corte Costituzionale del 2004. Infine va rigettata con forza il tentativo del governo Berlusconi di far pagare la pessima gestione dell’Ufficio del Commissario Delegato (su cui sono in corso le valutazioni della magistratura penale) ai comuni attraverso la stipula forzosa di mutui a carico dell’ente locale. Oltretutto tali mutui porterebbero ad un ulteriore dissesto finanziario del comune che non potrebbe richiedere ai cittadini tali somme per ben precisi vincoli di legge, che impediscono l’aumento indiscriminato dei canoni di depurazione. E poi anche sui rifiuti va urgentemente messo in attuazione il programma sottoscritto che prevede come «obiettivo prioritario quello di massimizzare la quota dei rifiuti sottoposta a riciclaggio o a recupero, valorizzando il fatto che la nostra città è tra le prime in Calabria nella raccolta differenziata dei rifiuti» attraverso « la raccolta differenziata “porta a porta”; la realizzazione di “isole ecologiche”; l'utilizzo di materiale riciclato nelle forniture e nelle opere pubbliche; accordi pilota con ristoratori, gestori di pubblici esercizi, commercianti per promuovere la riduzione degli imballaggi superflui». Questi e gli altri già ipotizzati, sono tutti interventi a “costo zero” che possono essere attuati immediatamente, che consentono di uscire dall’emergenza ambientale partendo dall’attuazione del programma sottoscritto dalla coalizione di centro sinistra. Ovviamente più tardi si inizia, più i problemi aumentano.

Lamezia Terme, 02 giugno 2005


Verdi Lamezia Terme



RIPARTIRE CON LA PROVINCIA DI LAMEZIA È QUESTIONE DI LEGITTIMA DIFESA

L’esecutivo cittadino dei Verdi che si è riunito ieri nella sede di Piazza San Domenico, ritiene che debbano ripartire al più presto sia il dibattito e sia le iniziative sulla costituzione della provincia di Lamezia Terme. Si tratta di una priorità e anche di una questione di vera e propria legittima difesa per tutta la città. Gli ultimi fatti delinquenziali, ad esempio, esigono che a Lamezia vi sia una più forte presenza delle sedi istituzionali, specie di quelle che garantiscono l’ordine pubblico. La provincia di Lamezia, inoltre, servirà a difendere il tessuto economico e produttivo della città e del comprensorio da attacchi che non cessano di manifestarsi: da ultimi quelli contro la Lamezia Multiservizi, adesso divenuta bersaglio dell’ufficio del Commissario Delegato a proposito del pagamento dei rifiuti conferiti in discarica. Ricordiamo che la Multiservizi era già stata estromessa dalla gestione dei depuratori, in favore di società costituite ad hoc ed estranee a questi territori, che -come si legge ogni giorno- non hanno fornito i servizi pagati dai cittadini, nè hanno retribuito le maestranze. Tutto ciò, invece, mentre la città di Catanzaro ha mantenuto la gestione, tramite proprie società, dei propri depuratori mai consegnati al Commissario Straordinario. Ma la città, infine, deve anche potersi difendere dall’attuale Presidente della Provincia Traversa che non manca occasione per offenderla. Per citare i casi più recenti: il 30 aprile scorso, all’assemblea della Sacal, il Presidente Traversa è stato l’unico rappresentante istituzionale che ha votato per la riconferma della presidenza a favore del catanzarese Speziali, mentre la Regione unitamente al Sindaco Speranza avevano chiesto un rinvio, poi approvato dalla maggioranza dell’assemblea. Dopo l’elezione della Giunta Loiero, Traversa ha tuonato per l’assenza di rappresentanti della provincia di Catanzaro, non considerando affatto la presenza di Doris Lo Moro, autorevole figura politica ma colpevole -evidentemente- di essere lametina. Infine proprio ieri, l’incredibile nota diffusa alla stampa, dove Traversa per giustificarsi dell’indizione di una gara irregolare per la gestione dei depuratori (gara sospesa dal Tar) ha praticamente e candidamente affermato di aver agito su mandato del sindaco di Catanzaro, dimenticando di dire, però, che appartengono alla provincia ben 80 comuni e quell’unico che ha inteso favorire con una procedura palesemente irregolare, era anche l’unico comune non interessato alla gara perchè -come già detto- già gestiva direttamente i propri depuratori. Come dire che, per il Presidente Traversa, tutto si fa per obbedire a Catanzaro, senza riguardo per le prescrizioni di legge e senza riguardo per gli interessi delle popolazioni, specie se quest’ultime appartengono al comune di Lamezia. Anche per tutto questo, il Presidente Traversa deve dimettersi dalla carica.
Lamezia Terme, 11 maggio 2005
Verdi
Esecutivo cittadino di Lamezia Terme

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE PROVINCIALE DEI VERDI

DEPURAZIONE: DOPO L’INTERVENTO DEL TAR TRAVERSA SI DIMETTA

«Siamo stati facili profeti quando, presentando il nostro Libro Bianco su Inquinamento Marino e Depurazione, affermammo che la gara per la gestione provvisoria dei depuratori era totalmente irregolare e che il primo che avrebbe fatto ricorso alla magistratura amministrativa, sarebbe riuscito a sospenderne l’esecutività. Lo ripetevo da febbraio scorso e ieri il TAR, purtroppo ci ha dato ragione e ha sospeso l’esecutività della delibera. Ricordo allora, ancora una volta, che quella gara è stata fortemente voluta da Michele Traversa, in qualità di Presidente dell’ATO col sostegno del Segretario dello stesso ATO, ing.Scordo, nominato nell’incarico, dopo il susseguirsi di incarichi mensili, da Chiaravalloti, con le ultime nomine-premio pre-elettorali. Probabilmente l’ing.Scordo cadrà sotto la scure dello spoil system, ma è Michele Traversa che deve assumersi la responsabilità di aver voluto fortemente una gara sospettata di essere in contrasto con la legge e con gli stessi deliberati della Conferenza dei Sindaci dell’ATO 2 di Catanzaro di febbraio e di dicembre 2004. Grazie a questa scelta del Presidente Traversa, si rischia il blocco della depurazione e sicuramente si ritarda sempre più la completa attuazione delle inevitabili procedure della legge Galli. Traversa deve ora assumersi la responsabilità di questa scelta nei confronti dei lavoratori addetti agli impianti, da mesi non retribuiti; nei confronti degli enti locali e dei cittadini tutti della provincia di Catanzaro, che vedranno anche quest’anno il mare sporco; nei confronti dei turisti che stanno già raggiungendo la nostra provincia; nei confronti degli operatori turistici che rischiano ancora una volta di vedere vanificati i propri sforzi e i propri investimenti. Quando evidenziai questi pericoli, mesi addietro, Traversa anziché rispondermi con qualche fondato argomento scelse la via dell’insulto e del dileggio personale, mi auguro che adesso, per coerenza, scelga la via di casa e si dimetta.»

Lamezia Terme lì 07 maggio 2005

Giuseppe d’Ippolito, presidente Federazione Provinciale dei Verdi

LAMEZIA, INTIMIDAZIONE A SPERANZA: ILSINDACO NON RESTI SOLO. COMPORRE SUBITO L’UNITA’ DEI PARTITI AL GOVERNO

I Verdi di Lamezia Terme esprimono tutta la propria solidarietà e vicinanza al Sindaco Speranza, agli onorevoli Doris Lo Moro, Agazio Loiero e Angela Napoli per l’ultima grave intimidazione mafiosa realizzatasi con l’invio di una busta con proiettile. Tutti i partiti di Lamezia devono, in particolare, farsi carico della situazione del Sindaco Speranza che è ancora privo di una giunta e finanche di una sola ipotesi di essa. Vorremmo ricordare le parole di Giovanni Falcone secondo cui “la mafia colpisce chi rimane solo” per auspicare che Speranza cessi al più presto di rimanere solo e venga affiancato da una giunta espressione di tutti i partiti. E’ evidente infatti che tale ultimo e ripetuto evento criminale, rende non più praticabile l’ipotesi di un rinvio della formazione della giunta a dopo il consiglio del 10 maggio; così come è evidente che in una situazione di vera e propria emergenza la principale risposta che il Sindaco deve dare deve essere quella di un coinvolgimento, nel governo della città, di tutti i partiti che costituiscono la coalizione dell’Unione, nessuno escluso. Del resto questa è la strada tracciata dal Presidente Loiero per la giunta regionale e dal Sindaco Sammarco per il Comune di Vibo e su tale strada sembrano avviarsi anche le altre città governate dal centrosinistra a partire dal comune di Cosenza. Il Sindaco e i partiti devono quindi procedere a tappe forzate all’individuazione di una giunta che rispecchi i criteri della collegialità, della competenza e del rinnovamento, già definiti negli accordi di programma posti alla base del successo elettorale. Inoltre diventano sempre più numerosi gli adempimenti ai quali occorre dare risposta attraverso la rappresentanza scelta dall’elettorato, a partire dalle problematiche contabili e finanziarie del comune che dovranno essere attentamente e collegialmente analizzate, non prescindendo nè da una corretta valutazione tecnica nè dal ruolo di chi deve avere la responsabilità politica di interloquire con la cittadinanza.
Per questo i Verdi chiedono ora che la prima efficace risposta alle intimidazioni mafiose consista in una rapida costituzione dell’organo di governo della città, che deve diventare la vera priorità del Sindaco Speranza: rinviarla ancora significherebbe esporre la città e non solo i singoli, ad una pericolosa fase di incertezza.
Lamezia Terme, 4 maggio 2005
Verdi Lamezia Terme
Unità Socialista-Verdi

1) Amendola Davide 15
2) Barone Giovanni 1
3) Bevilacqua Massimo 18
4) Careri Antonio 65
5) Carnovale Scalzo Francesco 159
6) Caterisano Salvatore 31
7) Cavalieri Francesco 33
8) Cunto Salvatore 11
9) Curcio Vincenzo 16
10) Cutrì Giovanni 16
11) De Rosa Elena 25
12) Filandro Antonio 59
13) Folino Mirella 32
14) Gagliardi Vincenzo 107
15) Grandinetti Fausto 103
16) Grillo Pamela 44
17) Mamertino Antonella 26
18) Mastroianni Luigi 15
19) Moriconi Maurizio 73
20) Moukdad Karim 9
21) Nicolazzo Annamaria 12
22) Paradiso Fernando 18
23) Perri Angelo 53
24) Pullano Giovanna 30
25) Rocca Pasquale 150
26) Serra Giuseppe 134
27) Sgrò Francesco 43
28) Talaia Gennaro 168
29) Varrà Massimo 17
30) Verso Antonio 14
Lamezia Terme, 19 aprile 2005

ELEZIONI A LAMEZIA: GRANDE SODDISFAZIONE PER
SPERANZA SINDACO

L’Associazione comunale dei Verdi di Lamezia Terme esprime grande gioia per l’elezione di Giannetto Speranza a Sindaco delle città, corrispondente anche ad un grande successo dell’intera coalizione di centro sinistra. Questa volta i numeri testimoniano l’ampiezza del successo del Sindaco e delle liste collegate aldilà di ogni possibile illazione, a partire dal numero dei votanti, all’incirca identico a quello delle precedenti amministrative: furono poco più di 37mila nel 2001 e poco più di 35mila nel 1997, così come nel voto di domenica e lunedì scorso. La forbice che ha diviso Speranza da Luzzo è di ben 11mila voti, in un voto finalmente libero da ogni sorta di condizionamento esterno e il centro sinistra quasi triplica i propri seggi, passando da 5 a 13, più il Sindaco, peraltro senza godere del premio di maggioranza. Il centro destra perde ben 9 consiglieri, da 25 scende a 16; con l’UDC che perde 4 seggi (da 12 a 8), Forza Italia che ne perde 3 (da 8 a 5), 2 AN e 1 il N.PSI. Viene pure eletto un consigliere indipendente. Nel centrosinistra, la coalizione Verdi-Unità Socialista, diventa la terza forza politica dopo DS e Margherita, eleggendo un candidato. Il candidato dei Verdi è il primo dei non eletti. Queste le ragioni di soddisfazione che si aggiungono al fatto che il nostro partito, già nel giugno del 2004, all’indomani delle elezioni provinciali, indicò in Giannetto Speranza il candidato ideale a Sindaco della città. E questa indicazione ha sempre coerentemente sostenuto, contro qualunque ipotesi alternativa, sostenendola fattivamente anche in campagna elettorale. A ciò si aggiunga ancora, nelle regionali, il successo della nostra Federazione provinciale che triplica i propri voti nella provincia di Catanzaro rispetto alle provinciali del 2004 e incrementa dell’1,40% il dato delle regionali del 2000, riportando nella sola città di Lamezia Terme quasi mille voti di preferenza per i candidati del proprio partito. Ecco perchè i Verdi, dopo il fattivo contributo dato al successo della colazione nella città e nella regione, al Presidente Loiero e al Sindaco Speranza, sono ansiosi di dare un contributo altrettanto fattivo al governo di Lamezia Terme e della Regione Calabria.

Verdi Lamezia Terme




Lamezia Terme, 15 aprile 2005

I VERDI DANNO IL BENVENUTO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO DELLA FISH CALABRIA ONLUS

L’Associazione comunale dei Verdi di Lamezia Terme porge il proprio benvenuto in città e formula gli auguri di buon lavoro ai partecipanti al Congresso della Fish Calabria Onlus che si celebra domani 16 aprile a Lamezia Terme. Si tratta di un’occasione molto importante, che coincide con i 10 di attività dell’organizzazione presieduta da Nunzia Coppedè, per fare il punto sulle politiche sulla disabilità in Calabria. I Verdi intendono approfittare di questo incontro regionale per manifestare ai suoi partecipanti tutta l’attenzione del partito alle questioni da loro rappresentate ribadendo che la federazione provinciale di Catanzaro, all’atto della sua costituzione avvenuta nel dicembre 2003, ha approvato una mozione che impegna il partito proprio sul tema delle politiche sociali. “Era proprio il 6 dicembre del 2003” -ha ricordato Giuseppe d’Ippolito, presidente della Federazione provinciale dei Verdi- “e mentre gli amici della Fish erano a Roma per una contro-chiusura dell’anno della disabilità, noi celebravamo un congresso di fondazione nella cui relazione programmatica si parlava di una finanziaria che non aveva traccia di interventi a favore delle persone disabili; di trasferimento alla magistratura ordinaria dei ricorsi amministrativi per il riconoscimento delle invalidità; del mancato finanziamento della legge per l’abbattimento delle barriere architettoniche (legge 13/1989) e della legge 328/2000 la c.d. “Dopo di noi”; dei tagli alla scuola che hanno pregiudicato seriamente le possibilità per i disabili di frequentarla; della diminuzione degli insegnanti di sostegno, con mortificazione del diritto all’integrazione scolastica; dei tagli dei fondi per l’assistenza domiciliare, del famoso innalzamento delle pensioni ad 1 milione di vecchie lire per tutti ma non per i disabili. Purtroppo oggi” -ha continuato d’Ippolito- “la situazione non è affatto migliorata: l’ex presidente della giunta regionale rimane impassibile di fronte ad appelli di cittadini disabili pubblicati sui giornali che dovrebbero, invece, farci riflettere tutti e, infine, un Piano regionale sui Servizi Sociali che contiene programmi scritti sulle nuvole da arditi pensatori ma è privo di seri finanziamenti attuativi. Da qui l’appello che io” -conclude d’Ippolito- “rivolgo al Presidente Loiero perchè la Regione metta rapidamente mano a tale piano prevedendo, in primo luogo, il coinvolgimento e la partecipazione di tutte le organizzazioni di volontariato che si occupano di questa materia a servizio dei suoi utenti. E’ assolutamente necessario che ad una politica verticistica e dirigista si sostituiscano politiche di condivisione e di integrazione attraverso la pratica della co-progettazione sociale, nei comuni e nella Regione, dove auspichiamo e chiediamo che si arrivi all’istituzione di un assessorato regionale alle Politiche Sociali.”

Verdi Lamezia Terme

“SITUAZIONE DELL’ INQUINAMENTO MARINO NELLA PROVINCIA DI CATANZARO NELL’ANNO 2004 E VICENDA DEPURATORI SINO AL MARZO 2005”



Martedi 12 aprile ore 11,00 presso il Grand Hotel Lamezia (di fronte stazione FS di Lamezia Terme-S.Eufemia), il Presidente Provinciale di Verdi, avv.Giuseppe d’Ippolito, presenterà il libro bianco:
“SITUAZIONE DELL’ INQUINAMENTO MARINO NELLA PROVINCIA DI CATANZARO NELL’ANNO 2004 E VICENDA DEPURATORI SINO AL MARZO 2005”
predisposto e curato dalla Federazione Provinciale di Catanzaro dei Verdi, sulla scorta di dati e documenti ufficiali e pubblici (Ministero Ambiente; Ministero Salute; Assessorati Regione Calabria; Sezione Territoriale di Controllo per la Calabria della Corte dei Conti, Università varie, ecc.) .
Il documento, si apre con la constatazione che, in base ai dati ufficiali: “Alla fine della stagione balneare 2004, nella provincia di Catanzaro, i divieti di balneazione pubblicati dal Ministero della salute indicano l’aumento di ben 1.352 metri di divieti rispetto a quelli dichiarati all’apertura della stessa stagione balneare dalla Regione Calabria”. Seguono:
o l’indicazione specifica dei siti, sul Tirreno e sullo Jonio, dove vigono tali divieti di balneazione, per un totale di oltre 8 chilometri;
o l’indicazione delle inadempienze dello Stato italiano in questa materia che ci sono costati delle contestazioni da parte della Unione Europea;
o l’indicazione specifica dei tipi di inquinamento che interessano sia lo Jonio che il Tirreno catanzaresi;
o il rapporto tra l’inquinamento marino e la depurazione;
o il riepilogo di tutte le vicende legate alla gestione dei depuratori dal 2000 sino ai nostri giorni;
o i documenti e i dati ufficiali che parlano dello stato della depurazione nella provincia e nella regione;
o le indagini eseguite dalla Corte dei Conti;
o le prospettive del prossimo futuro;
o il quadro delle responsabilità.
Il Libro Bianco sarà trasmesso alle Autorità, ai rappresentanti delle imprese turistico-balneari, ai sindaci dei comuni costieri, alle associazioni ambientaliste e di cittadini (WWF, Legambiente, MareVivo, Amici della Terra, Fare Verde, Green Stone, Associazione Consumatori Utenti, ecc.), pure invitati a partecipare alla sua presentazione pubblica.

Lamezia Terme lì 11 aprile 2005
Federazione Provinciale dei Verdi


COMUNICATO STAMPA
17/03/05

VICENDA DEPURATORI: GRAVISSIMA INIZIATIVA DEL PRESIDENTE TRAVERSA E DI AN, VOGLIONO MANDARE IN DISSESTO TUTTI I COMUNI DELLA CALABRIA. UNA VERA E PROPRIA RAPPRESEGLIA VERSO I COMUNI

Veramente inaudita e gravissima l’iniziativa del Presidente Traversa annunciata a mezzo stampa, come rappresaglia alle tante proteste che in queste ore stanno giungendo da parte dei Sindaci della provincia di Catanzaro, in risposta alla diffida inviata dallo stesso Traversa quale presidente dell’ATO2. Tanto più grave pensando che lo stesso Traversa l’ha diffusa -il 16 marzo- senza chiarirne i reali contenuti che consistono in una vera e propria sottrazione della sovranità e dell’autonomia finanziaria di tutti i comuni della Calabria. In pratica quello che Traversa ha chiesto a Gasparri, Matteoli e al gruppo parlamentare di AN, è di estendere gli effetti del decreto legge n.14 del 17 febbraio 2005, che contiene misure urgenti per il settore rifiuti nella regione Campania, anche alla Regione Calabria, ma anche per il diverso settore della depurazione. Le conseguenze dell’applicazione del decreto in via di conversione, approvato il 15 scorso dal Senato e ora all’esame della Camera, sono che ogni comune dovrà certificare l’entità dei propri debiti direttamente al proprio presunto creditore, cioè -in questo caso- al Commissario Delegato. Ma quest’ultimo, in assenza di tali certificazioni oppure ove non le ritenesse veritiere, potrà certificare egli stesso, in via sostitutiva, l’entità delle cifre che ritiene di accreditare dai singoli comuni. Ora, a parte la gravità di una procedura che consente di rimettere al soggetto che ritiene di accreditare delle somme, la facoltà totalmente discrezionale di determinare esattamente l’entità del proprio credito -principio che cancella con un colpo di spugna tutte le garanzie giuridiche, contabili e amministrative garantite dalla Costituzione- il fatto ancor più grave è che l’autocertificazione che il Commissario Delegato potrà predisporre a suo unico beneficio “sarà titolo giuridico idoneo a consentire al Commissario medesimo l’anticipazione dalla Cassa Depositi e Prestiti spa, delle risorse finanziarie necessarie ad estinguere i debiti” (art.1 co.3 D.L.14/2005). Cioè capiterà che sarà lo stesso Commissario ad accendere un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti, a nome di ogni singolo comune, senza che l’ente locale possa opporre alcunché. Senza neppure passare attraverso il procedimento, che pur un minimo di garanzie offriva, della nomina del Commissario ad acta. E’ facile prevedere che i comuni che oggi non possono pagare -e non per loro responsabilità- le somme richieste dall’Ufficio del Commissario, non potranno neppure pagare la Cassa Depositi e Prestiti e saranno unicamente costretti a dichiarare lo stato di dissesto o, comunque, non potranno accedere ad altri prestiti, magari per la realizzazione di opere pubbliche o per la fornitura di servizi ai cittadini. I Verdi, quindi, nell’annunciare che chiederanno ai propri rappresentanti al Parlamento di opporsi a questa gravissima richiesta formulata da Alleanza Nazionale, invitano tutti i Sindaci della Regione Calabria a manifestare pubblicamente la loro contrarietà a tale iniziativa che corrisponde ad una mortificante limitazione alle autonomie gestionali, contabili e amministrative, nonchè alle garanzie giurisdizionali dell’Ente locale, oggi tutelate dalla stessa Costituzione.
Lamezia Terme lì 17 marzo 2005
Giuseppe d’Ippolito, presidente
Federazione Provinciale dei Verdi


COMUNICATO STAMPA

I VERDI A SOSTEGNO DEI CITTADINI VESSATI DAL CONSORZIO DI BONIFICA

Oramai da alcuni anni ai cittadini di Lamezia Terme, proprietari di terreni situati nel comprensorio, vengono recapitati immotivate ed ingiustificate cartelle esattoriali per il pagamento di quote consortili. Le richieste di pagamento pretese dal Consorzio di Bonifica della Piana di sant’Eufemia si sono rivelate illegittime in quanto non giustificate sotto il profilo formale, perché non preceduti da atti di accertamento, sia sotto il profilo sostanziale, perché non giustificate da vantaggi per gli immobili dei cittadini da ricondursi alle opere eventualmente eseguite dal Consorzio. In particolare, non è sufficiente, perché possa essere giustificato il contributo, l’inclusione del terreno nel comprensorio del Consorzio ma è indispensabile l’esistenza di un beneficio che il Consorzio della Piana non indica né riesce a giustificare pubblicamente. Inoltre, le richieste di pagamento si riferiscono a quote relative agli anni 1997/98/99 oramai non dovute poiché trasmesse dopo i cinque anni di prescrizione. Molti cittadini hanno deciso di proporre opposizione sopportando addirittura un costo maggiore dell’importo della cartella, altri hanno preferito pagare il balzello. Alcuni cittadini ancora attendono la copia dei bilanci dell’Ente e dei piani di riparto, finora inutilmente chiesti, al fine di verificare i criteri utilizzati per l’imposizione che il Consorzio, evidentemente, intende mantenere “riservati”. Questo modo di operare del Consorzio si pone in contrasto con le sentenze della Corte di Cassazione, con le sentenze delle commissioni tributarie di tutta Italia ivi compresa la commissione tributaria provinciale di Catanzaro che, recentemente, ha annullato la pretesa del Consorzio per intervenuta prescrizione. Contro il sopruso del Consorzio di Bonifica è intervenuta solo l’Associazione Consumatori Utenti (ACU) nella persona del suo presidente regionale, avv. Francesco Carnovale Scalzo, oggi candidato nella lista della “Unità Socialista-Verdi”, per il Consiglio Comunale di Lamezia Terme.
I Verdi, pertanto, intendono, sul piano politico, sostenere le ragioni dei cittadini ingiustamente vessati dal Consorzio di Bonifica e, a tal riguardo, chiederanno che il Consiglio Comunale, come è avvenuto nelle altre città, si faccia carico del problema nei confronti della Regione Calabria che, invece di ridurre gli enti inutili, con una recente legge –che addirittura è stata motivo di vanto dei consiglieri di centrodestra- ha rivitalizzato i Consorzi di bonifica calabresi da tempo in agonia. I Verdi, inoltre, sono pronti ad un pubblico confronto con i responsabili del Consorzio di Bonifica della Piana di sant’Eufemia e, soprattutto, con le “rinomate” associazioni degli agricoltori che tollerano un comportamento poco trasparente del Consorzio, nei rapporti con i proprietari dei terreni, che ha generato uno stato di disagio e difficoltà dovuto ai fondati dubbi sulla legittimità dell’imposizione, proprio in un momento difficile derivante dallo scarso sviluppo dell’economia e dell’agricoltura del nostro comprensorio.
Lamezia Terme, 10 marzo 2005

Verdi Lamezia Terme

COMUNICATO STAMPA


ELEZIONI REGIONALI: I CANDIDATI DEI VERDI NELLA CIRCOSCRIZIONE DI CATANZARO


Si è riunito nei giorni scorsi a Lamezia Terme l’esecutivo provinciale dei Verdi per l’esame di tutte le problematiche collegate alla prossima campagna elettorale per le amministrative. In quella occasione sono stati ufficialmente designati i candidati che rappresenteranno il partito nelle prossime regionali, nella circoscrizione elettorale provinciale di Catanzaro, all’interno della lista “UNITI per la CALABRIA”. Essi sono: Angelo CELOTTI, da Soveria Mannelli, 50 anni, ingegnere chimico e professore; Mario MARCHIO, da Cerva, 48 anni, imprenditore, consigliere comunale già vicesindaco e assessore, già consigliere presso la comunità montana e fondatore del primo gruppo consiliare dei Verdi; Giuseppe (detto Peppino) PERRI, da Falerna, 51 anni, medico chirurgo, specialista in igiene e medicina preventiva, già direttore sanitario alle ASL di Lamezia Terme, Catanzaro e al policlinico universitario Mater Domini, consigliere comunale, già vicesindaco, e portavoce di maggioranza. I Verdi della provincia di Catanzaro formulano ai propri candidati l’augurio per un netto successo elettorale insieme al certo successo della coalizione di centro sinistra guidata dal presidente on.Agazio Loiero.

Lamezia Terme lì 01 marzo 2005


Federazione Provinciale dei Verdi

COMUNICATO STAMPA

ELEZIONI A LAMEZIA TERME:
IL CANDIDATO LUZZO CI DICA DELLO STATO DI SALUTE DELL’AZIENDA SANITARIA LAMETINA

I cittadini calabresi hanno appreso mercoledì scorso, non senza un certo stupore che, l’assessore regionale alla sanità Gianfranco Luzzo ha sospeso tre manager di altrettante aziende sanitarie, a Reggio Calabria e a Paola. Lo stesso assessore, per bloccare le voci che giustificavano tale scelta con un aggiustamento pre-elettorale di poltrone e poltroncine, è intervenuto dai teleschermi RAI per spiegare che la sua decisione nasceva dal semplice fatto che i conti presentati dalle tre aziende erano “apparentemente in pareggio” ma in realtà nascondevano una paurosa situazione debitoria. Ed allora, la domanda sorge spontanea, che dovremmo dire dei bilanci dell’ASL di Lamezia Terme? Ricordiamo, infatti, che nei mesi scorsi sono stati in tanti a dubitare della veridicità dei conti dell’azienda diretta dalla sig.ra Madafferi: non solo i partiti d’opposizione, ma anche associazioni di volontariato, associazioni dei consumatori, sindacati, tribunale dei diritti del malato, associazioni dei farmacisti, e così via. Tutti uniti nel sostenere che i conti presentati al pubblico non corrispondono alla realtà, mancando in essi l’evidenziazione dei debiti non pagati, delle prestazioni non più offerte, dei debiti nei confronti dei farmacisti e dei fornitori, della gran mole di spese per consulenti, degli ingenti scoperti bancari e così via dicendo. La stessa sig.ra Madafferi ha pubblicamente confermato la situazione debitoria affermando che essa sarà sanata a marzo con fondi di provenienza regionale (questi sì di natura squisitamente pre-elettorali). Ecco perchè era del tutto legittimo aspettarsi che l’assessore Luzzo informasse i cittadini di Lamezia Terme sulla reale situazione finanziaria dell’azienda sanitaria. Sin’ora non l’ha fatto ma adesso, attesa la sua nuova qualità di agnello sacrificale della casa delle libertà, quale candidato a sindaco della città, non può più omettere di dire chiaramente cosa risulta al suo assessorato, se e quali verifiche sono state eseguite sui bilanci dell’ASL lametina. Se ancora perdurasse il silenzio sul reale stato di salute finanziaria dell’azienda sanitaria di Lamezia Terme, ogni sospetto sarebbe lecito e giustificato così come lecito e giustificato sarebbe il sospetto che ora l’assessore alla sanità Luzzo, non può giocare contro il candidato sindaco Luzzo, nemmeno in nome della verità e della trasparenza.
Attendiamo fiduciosi di sapere cosa Luzzo pensa della “sua” creatura, adesso che aspirerebbe ad assumere altri responsabilità verso i cittadini di Lamezia Terme.
Nei prossimi giorni aspetteremo, valuteremo e cercheremo riscontri, ma stiano tranquilli i cittadini di Lamezia Terme, perdurando il silenzio dell’assessore-candidato sindaco, provvederemo noi ad informarli in dettaglio.

Lamezia Terme lì 18 febbraio 2005
VERDI LAMEZIA TERME

COMUNICATO STAMPA

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE PROVINCIALE DEI VERDI


IL CENTRODESTRA IN FUGA DALLA CITTÀ

« I partiti del centrodestra stanno offrendo uno spettacolo che i cittadini di Lamezia Terme non meritano e che potremmo definire come una vera e propria fuga dalla città. Ogni giorno la stampa dà notizie di liti, di veti, di distinguo, di cerini che passano di mano in mano, che hanno una sola vera giustificazione, il centrodestra, così attento a pronostici e sondaggi, ha ormai ben chiaro ciò che l’aspetta: una sonora e cocente sconfitta elettorale che, partendo da Lamezia, comprenderà l’intera regione Calabria. Ecco allora Forza Italia proporre la candidatura del sindaco della disciolta amministrazione, ben sapendo che questa mossa - come i suoi stessi alleati pubblicamente dichiarano - fa correre il rischio a questa città del nuovo primato del terzo scioglimento del consiglio. Ma lo stesso candidato, dopo aver seminato un po’ di scompiglio tra le proprie stesse file, si ritira, si sfila via, perchè ben sa che nel confronto della campagna elettorale, non potebbe dar conto proprio di quegli atti amministrativi, oggetto della valutazione del ministro Pisanu, sulla cui legittimità sono chiamati a rispondere altre autorità, ma sulla cui opportunità, in ragione dei soggetti coinvolti, saranno chiamati a giudicare tutti i cittadini di Lamezia Terme. Ecco allora i cosiddetti “rappresentanti istituzionali” che scappano via da Lamezia tutti, nessuno escluso (la dettagliata lista di fuggitivi viene ripetutamente sbandierata dall’on.Chiarella, che poi si aggiunge all’elenco), preoccupati di non macchiare le loro brillanti carriere politiche con un ormai certo insuccesso elettorale. Quel che cercano allora i dirigenti del centro destra catanzarese nel candidato a sindaco per Lamezia, è un agnello sacrificale, qualcuno cioè disponibile ad abbracciare la croce della sconfitta in cambio di un qualche futuro premio. Ma anche in questo ormai il centro destra è decisamente in difficoltà: non ha più nulla da offrire a Lamezia, non ha più nulla da offrire alla Regione, non avrà più nulla d’offrire nel paese, essendo ormai dappertutto in una situazione di sfratto esecutivo da ogni forma di gestione della cosa pubblica.
I cittadini di Lamezia Terme lo sanno, hanno capito che votare centrodestra in futuro corrisponderà a sprecare un’opportunità, l’opportunità di contribuire con il Sindaco Speranza e con le forze del centro sinistra alla ripresa dello sviluppo della città di Lamezia Terme, una nuova città verde. »

Lamezia Terme lì 12 febbraio 2005


Giuseppe d’Ippolito, presidente della
Federazione Provinciale dei Verdi


COMUNICATO STAMPA
IL CENTRODESTRA NON RINUNCIA AI PROPOSITI DI SPOGLIARE LAMEZIA TERME

Ogni qual volta Lamezia è in condizione di poter esibire i propri -ormai veramente pochi e opachi- gioielli di famiglia, il centrodestra è pronto ad allungare le mani! È così l’assessore all’agricoltura DIMA, presenzia all’inaugurazione della Fiera Agricola di Lamezia e chiede, testualmente, “che la Fiera agricola non sia più di Lamezia” e che essa traslochi presso il Centro Agroalimentare. E magari dopo poco –aggiungiamo noi- traslochi ancora nel nuovo quartiere fieristico, già programmato in località Germaneto di Catanzaro. Fin troppo chiaro e palese il tentativo di sottrarre alla nostra città non solo la centralità geografica ma anche la gestione stessa della Fiera, la cui presidenza è, attualmente, determinata dallo stesso ente comunale. L’operazione, purtroppo, non è nuova: i lametini non devono dimenticare, infatti, che attraverso un’analoga manovra la città ha perso la presidenza della LameziaEuropa che, prima dell’intervento del forzaiolo Pino Galati, era designata dal comune di Lamezia Terme. E così il disegno di spoliazione che il centrodestra lametino e catanzarese stanno cercano di attuare da anni è chiaro, nessuna società di un qualche pregio e interesse deve essere a guida di un lametino, nonostante ricada nel territorio del comune e appartenga alla sua stessa storia: così è accaduto per la Sacal che gestisce l’aeroporto, per la LameziaEuropa, così si vorrebbe che accadesse per la Fiera Agricola. E dove non può mettere le mani, il centrodestra catanzarese auspica l’isolamento e, magari, il fallimento delle imprese lametine. Chiaro il tentativo, che si sta cercando di realizzare in questi giorni, per l’affidamento della gestione dei depuratori della provincia di Catanzaro: aggirare tutte le procedure di legge per arrivare ad una trattativa privata e per favorire una ditta di Catanzaro, meglio se prossima al tracollo societario, oppure cercare un ditta neppure calabrese, meglio se si è già distinta nel fallimento totale di pregresse gestioni dei servizi di depurazione. Tra i protagonisti di tale azione di spoliazione della nostra città, si stanno distinguendo particolarmente il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, anche lui in prima fila in occasione dell’inaugurazione della Fiera lametina, nonchè il “vice-sindaco” di Catanzaro e presidente della stessa provincia, Michele Traversa, che opera attraverso i propri uomini di fiducia nominati nell’Ato n.2. Insomma, si fa di tutto pur di bloccare la possibilità che sia una società di Lamezia Terme, con una ormai solida esperienza in questo campo, quale potrebbe essere la Lamezia Multiservizi spa, a poter concorrere alla gestione del servizio di depurazione, magari rilevando quella mano d’opera appartenente alle ormai decotte aziende catanzaresi. Ma ormai i soprusi sono prossimi a terminare se i cittadini di Lamezia, il prossimo 3 e 4 di aprile, si uniranno a tutti i cittadini calabresi per respingere le ambizioni affaristiche e clientelari del centro destra. Sarà la nuova giunta Speranza a far grande la Fiera Agricola, a favorire lo sviluppo della Multiservizi, a restituire al comune la guida della LameziaEuropa e, in collaborazione con la nuova giunta regionale Loiero, a portare un lametino alla presidenza della Sacal. Questo è l’impegno dei Verdi di Lamezia che su tali punti chiederanno un analogo impegno a tutti i partiti della coalizione di centrosinistra, a livello comunale e regionale.

Lamezia Terme lì 31 gennaio 2005

VERDI LAMEZIA TERME

COMUNICATO STAMPA
PER LA GESTIONE DEI DEPURATORI DA LAMEZIA DOBBIAMO PROPORRE LA MULTISERVIZI

La vicenda relativa al possibile blocco dei depuratori per il mancato pagamento, da parte della Gerica, delle bollette ENEL degli impianti, ha dei risvolti che riguardano molto da vicino il comune di Lamezia. Ed infatti il nostro comune non solo vive una situazione praticamente identica a quella degli altri enti comunali della provincia e della regione (stesso rischio di chiusura degli impianti, stesse richieste di pagamento assolutamente spropositate, stessa inefficienza del sistema di depurazione, ecc. ecc.) ma ha degli interessi particolari determinati dalla proprietà di una società come la LAMEZIA MULTISERVIZI che gestisce dal 2000 nel comune, tra gli altri, il servizio idrico e quello fognario e che oggi, grazie ad una serie di circostanze, è possibile proporre per la gestione degli impianti di depurazione nella provincia di Catanzaro. « Vorrei ricordare » - ha dichiarato l’avv.Francesco Carnovale Scalzo, coordinatore cittadino dei Verdi- « che le competenze della Multiservizi, sono state completamente snobbate, nel recente passato, dall’Ufficio del Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale e, oggi, dall’ATO ovvero dal Presidente della Provincia di Catanzaro Traversa. L’Ufficio del Commissario, infatti, come si è appreso da notizie di stampa, non ha ritenuto di valorizzare il progetto per affidare alla società mista la gestione del depuratore di San Pietro Lamentino, mortificando le competenze e professionalità interne alla società. Allo stesso modo, recentemente, l’ATO della Provincia di Catanzaro che –lungi da poter indire la gara per il gestore unico del servizio integrato- si trova a continuare la gestione dell’emergenza della depurazione lasciata dall’Ufficio del Commissario, ha paventato l’ipotesi di un affido diretto della gestione che, ancora una volta, penalizzerà la Multiservizi».
I Verdi di Lamezia chiedono, allora, che si esperiscano comunque tutte le procedure per arrivare all’affidamento della gestione integrata dei servizi idrici –e quindi anche della gestione della depurazione- nell’ATO di Catanzaro, attraverso una trasparente gara di evidenza pubblica e solo in caso essa vada deserta, si proceda con lo strumento dell’affidamento diretto. In tal caso i VERDI reputano opportuno che la Lamezia Multiservizi sia subito candidata alla gestione del servizio (e si augurano che da tutte le forze politiche della città giunga sollecitamente un’espressa adesione a tale proposta), in considerazione delle competenze e delle professionalità che in tale società esistono e che, sino ad oggi, sono state mortificate dall’Ufficio del Commissario per l’emergenza e dall’ATO della Provincia di Catanzaro. In caso di aggiudicazione, i lavoratori della Gerica potranno essere assorbiti dalla Multiservizi, risolvendo così anche un serio problema occupazionale.

Lamezia Terme lì 22 gennaio 2005

VERDI LAMEZIA

COMUNICATO STAMPA
VICENDA DEPURATORI: PRESENTEREMO DENUNCIA PER ESTORSIONE E VIOLENZA PRIVATA IN DANNO DEI SINDACI DELLA PROVINCIA


Gli ulteriori sviluppi della indecorosa vicenda dei depuratori induce a ritenere che i Sindaci saranno costretti a soggiacere all’ingiusta richiesta di pagare per debiti non propri e per un servizio largamente inefficace, pur di non privare i propri territori della necessaria depurazione delle acque.
« Nei prossimi giorni presenterò alla Procura Generale di Catanzaro una denuncia per estorsione e violenza privata in danno dei Sindaci di questa provincia >> - ha dichiarato il Presidente della Federazione dei Verdi, avv.Giuseppe d’Ippolito - «Voglio proprio capire se è possibile obbligare un Sindaco ad assumersi dei debiti che il suo comune non ha mai creato; a volturarsi dei contratti di fornitura stipulati da terzi senza alcun accordo preventivo; ad accollarsi costi di gestione futuri di gran lunga superiori alle capacità finanziarie dell’ente; sotto la minaccia, in alcuni casi attuata, di interruzione di un servizio pubblico e di primaria utilità, come quello della depurazione. Ovviamente chiederò anche che si verifichi» - ha proseguito l’avv.Giuseppe d’Ippolito - « se in tali fatti si ravvisino anche i reati di interruzione di pubblico servizio, di inquinamento marino e di istigazione alla violazione delle leggi ». Infatti va ricordato che gran parte degli impianti di depurazione e le relative reti di collegamento, non sono mai stati formalmente consegnati ai Sindaci, nè tantomento sono stati consegnati regolari verbali di collaudo. « In questa situazione » - conclude d’Ippolito - « obbligare i Sindaci a volturare i contratti, potrebbe significare obbligarli a commettere un reato o un’irregolarità contabile delle quali potrebbero essere chiamati a rispondere dalle Procure ordinarie o della Corte dei Conti. Anche nel loro interesse, allora, è indispensabile un’indagine preventiva che verifichi la legittimità delle procedure che si stanno realizzando in queste ore >>. Secondo i Verdi da tale situazione, che riguarda gran parte dei comuni della Calabria, si esce solo con l’assunzione diretta, da parte della Regione, di tutti i debiti pregressi mentre, per il futuro, vanno ridiscusse in un tavolo tecnico con i Comuni, tutte le scelte operate sino ad oggi dall’Ufficio del Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale, nel tentativo di modificare -ove possibile- un progetto complessivo che condannerà la Calabria ad una emergenza perenne.
Lamezia Terme lì 21 gennaio 2005
Verdi Federazione Provinciale


(Per info: 3391300388)

DOCUMENTO SULLA VICENDA DEI DEPURATORI E SULLA PROROGA DELL’UFFICIO DEL COMMISSARIO PER L’EMERGENZA AMBIENTALE

Si è riunito, a Lamezia Terme, l’esecutivo della Federazione dei Verdi della Provincia di Catanzaro per esaminare lo stato dell’emergenza ambientale nella provincia alla luce del recente provvedimento di proroga dell’Ufficio del Commissario e delle vicende connesse alla depurazione delle acque che, negli ultimi giorni, stanno suscitando tanta preoccupazione tra i cittadini. La Federazione Provinciale ritiene che la proroga di dodici mesi della gestione dell’Ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale, sia il peggior regalo che Berlusconi poteva fare, per l’inizio del nuovo anno, ai calabresi. I Verdi si auguravano, invece, che si arrivasse al più presto ad una gestione ordinaria affidata alla Regione Calabria, per avviare rapidamente un lavoro di ricostruzione sulle macerie provocate dai responsabili di tale ufficio, con in testa l’ormai ex governatore Chiaravalloti. Ed infatti, i calabresi attendono ancora di avere da quest’Ufficio una rendicontazione dei fondi gestiti, attendono di conoscere i criteri tecnici che sono stati adottati nell’elaborazione dei piani di depurazione, vorrebbero conoscere in dettaglio i progetti delle opere eseguite ed infine vorrebbero sapere quali e quanti interventi l’ufficio ha realizzato per verificare che l’attività di gestione ordinaria e straordinaria degli impianti, affidata a ditte private, sia stata realmente ed efficacemente eseguita. L’attività del Commissario dell’Emergenza Ambientale, è ben nota ai sindaci di tutti quei comuni, sul Tirreno o sullo Ionio, alle prese con la vicenda dei depuratori e che si trovano di fronte all’alternativa di portare le proprie amministrazioni in dissesto economico ovvero di far pagare ai propri cittadini un litro d’acqua (da bere o da depurare) quanto un litro di champagne.
I Verdi della provincia di Catanzaro, manifestano quindi tutta la loro solidarietà alle amministrazioni e ai cittadini:
A) dei comuni di Botricello e Squillace dove, come in tanti altri comuni, l’ENEL chiede di pagare debiti accumulati da altri e per importi che dovrebbero essere ricompresi nel costo dei servizi di depurazione, già addebitati agli stessi comuni;
B) del comune di Falerna dove, come in tanti altri comuni, non si riesce ad intervenire sui depuratori esistenti in quel territorio poichè la loro manutenzione è affidata a ditte che rispondono (ma, poi, rispondono veramente?) solo all’Ufficio del Commissario; col risultato che i disagi per i malfunzionamenti o sversamenti verificatisi in questi giorni ricadono direttamente sui quei cittadini e su quelle amministrazioni che sono, invece, prive di qualunque responsabilità;
C) del comune di Maida dove, come in tanti altri comuni, si paga all’ufficio del Commissario un servizio di depurazione, senza essere collegati ad alcun depuratore;
D) di tutti quei comuni che non riescono a programmare interventi urbanistici nel proprio territorio perchè non riescono a ricevere dall’ufficio per l’emergenza ambientale, gli elaborati dei progetti esecutivi relativi ai lavori per la creazione della rete per la raccolta delle acque da depurare, laddove è stata realizzata.
A tale situazione di sfascio che presenterà ancora quest’anno ai nostri turisti un’irrisolta situazione d’inquinamento marino, si aggiunga che tutti i cittadini calabresi ancora non hanno ben capito che sulla loro prossima bolletta dell’acqua si troveranno addebitati anche i costi della SORICAL, il superfluo ente istituito dalla Regione; nonché i costi del proprio ATO, Ambito Territoriale Ottimale che, pur non essendo ancora funzionante, ha già richiesto il pagamento dei propri uffici. Mentre già altri discutibili iniziative stanno per essere messe in cantiere a fini elettorali e propagandistici: come quella del tentativo di affidamento diretto ad una società privata, senza bandi, né gare, né licitazioni di alcun genere, dell’attività di gestione degli impianti di depurazione nel comprensorio della provincia.
I Verdi della provincia di Catanzaro denunciano poi pubblicamente tutte le contraddizioni connesse a questa vicenda: dall’emergenza depuratori creata, di fatto, dal Commissario per l’Emergenza Ambientale che le emergenze doveva risolvere, ai casi di conflitto d’interesse creati dal presidente Traversa che ha designato nell’ATO specialisti appartenenti all’Ufficio del Commissario per l’Emergenza Ambientale, nonostante i due enti siano soggetti distinti se non addirittura contrapposti e abbiano settori d’intervento diversi e da tenere ben separati nell’interesse dei comuni e dei singoli cittadini.
I Verdi, quindi, attendono e auspicano l’intervento del Prefetto, del TAR, delle Procure della Repubblica, delle Corte dei Conti mentre chiedono
1) che tutte le pendenze e i debiti dipendenti dalle scelte operate dal Commissario per l’Emergenza Ambientale e frettolosamente posti a carico dei vari comuni, siano invece correttamente imputati alla Regione Calabria, mentre quelli già incassati siano restituiti;
2) che, ove il Commissario per l’Emergenza Ambientale non provveda a rendicontare i lavori eseguiti dandone esatta documentazione ai comuni interessati, sia il prossimo Consiglio Regionale ad istituire una commissione d’inchiesta per valutare i danni economici e sociali provocati ai singoli comuni dalla denunziata situazione, costituendo anche un apposito ufficio per assistere i singoli comuni nella fase di avvio della gestione ordinaria;
3) che l’Ambito Territoriale Ottimale di Catanzaro, avvii un tavolo di trattativa con tutti i comuni del comprensorio per ridurre sensibilmente i costi per la fornitura dell’acqua, rispetto alle odierne richieste dell’Ufficio del Commissario per l’Emergenza Ambientale.
Lamezia Terme 14 gennaio 2005

Federazione Provinciale Verdi

07-12-03 - Verdi. G. D'Ippolito presidente provinciale - REALE SPECIFICA CHE IL SUO NON E' STATO UN ALLONTANAMENTO MA UNA SCELTA- L'avvocato lametino Giuseppe D'Ippolito è stato eletto presidente del comitato provinciale dei Verdi. Ecco le sue dichiarazioni appena eletto: <Un taglio netto con il passato, con uomini che non hanno saputo essre conseguenti ai grandi valori del nostro partito: ambiente, diritti civili e stato sociale. Da qui riparte il nostro impegno con la consapevolezza che l'ambientalismo può e deve diventare un importante fattore di sviluppo per tutta la regione>. Ne ha anche per le prossime provinciali: <Siamo lieti di poter dire che la coalizione di centro-sinistra ha appena terminato la stesura del programma elettorale ... salvo le ultime integrazioni che si renderanno necessarie dopo la presentazione del candidato presidente, ed in merito a quest'ultimo credo che siamo alle battute finali>. (La Lo Moro ieri era tra i presenti). Naturalmente non s'è fatta attendere la replica di Italo Reale al comunicato della stessa Federazione circolate sabato che in pratica dicevano di averlo allontanato dal partito. Reale in una nota stampa ha ricordato alla Federazione dei Verdi di non essere stato allontanato dal partito: <in quanto dopo il congresso che ha eletto Pecoraro Scanio a segretario Nazionale, un gruppo importante dei Verdi (Luigi Manconi, Edo Ronchi e Gianni Mattioli) hanno abbandonato l'organizzazione a causa del profondo dissenso e disagio politico che nasceva da scelte e metodi di cui il comunicato della nuova Federazione è un esempio>.
13-06-03 - I Verdi dicono no all'inceneritore. Produce diossina - I verdi dicono no al termovalorizzatore, cioè un inceneritore che brucia rifiuti. Secondo Giuseppe D'Ippolito, il coordinatore cittadino, così si acquisterebbero rifiuti da altre zone per bruciarli qui da noi. E' una politica che va contro ogni logica di riciclaggio e di raccolta differenziata. Rivolgendosi all'assessore regionale Basile rileva come la combustione tra i 600 e i 1000 gradi produce diossina, un pericolosissimo veleno che danneggia la salute. Inoltre, aggiunge che per ogni kg di rifiuti bruciati l'inceneritore lascia 300 grammi di ceneri tossiche. Che fine faranno?
06-06-03 - D'Ippolito. Si deve eleggere il nuovo difensore civico - A distanza di pochi giorni sulla stampa locale riappare l'appello dei coordinatore cittadino dei Verdi che spiega le ragioni per cui si deve eleggere subito un nuovo difensore civico. 1) perchè è un obbligo della commissione straordinaria; 2) perchè il cc è stato sciolto e quindi è decaduta la carica; 3) per non avere preso nessuna iniziativa sulle imposte comunali (ICI), sull'abusivismo commerciale e sul decentramento dell'ospedale. Ribadisce la natura politica della nomina per "risarcire" Pileggi dalla mancata candidatura a sindaco per Democrazia Europea, lasciando così via libera al Polo.
29-05-03 - Lamezia provincia necessaria per il territorio - In vista delle prossime campagne elettorali il coordinatore cittadino Giuseppe d'Ippolito traccia le linee guida. Si parte, innanzi tutto, dall'unita delle forze di centro sinistra, qualunque sia il candidato a sindaco, da un programma comune e poi dalle ultime esperienze amministrative del centro-sinistra. E' d'accordo con le parole del Vescovo Rimedio: <con la giunta Lo Moro le porte del palazzo erano chiuse>. Dopo lo scioglimento la politica si dovrà aprire alla società civile. Per noi rimane una priorità la questione di Lamezia provincia che rimane necessaria per lo sviluppo futuro del territorio di Lamezia.
29-05-03 - Il difensore civico è decaduto con lo scioglimento - Il coordinatore cittadino dei Verdi, parla dell'Ufficio del Difensore Civico al quale è stato candidato: il Difensore Civico è decaduto il giorno dopo la sua elezione (si sciolse il consiglio comunale) ed ora è in regime di prorogratio. Aspettiamo da tempo la relazione semestrale sull'attività svolta che avrebbe dovuto presentare a marzo. Ricordo <che l'attuale Difensore Civico dichiarò candidamente di essere stato nominato a titolo di risarcimento per non essere stato candidato a sindaco>.
 

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