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lIL SETTIMO SIGILLO

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Metà di quello che dico è insensato, ma lo dico perchè
l'altra metà possa raggiungerti.
KHAHIL GIBRAN

 

Indipendence day


04/07/05


Un cartello con la scritta Lamezia Provincia attaccato al collo dei 30 Consiglieri Comunali. Così dovrebbe iniziare, com'è stato suggerito, la prossima seduta del consiglio lametino. La risposta ideale e simbolica a tutte le reazioni a sfavore della prossima costituzione dell'ente intermedio.

Ai lametini risulta, infatti, sempre più bizzarro costringere Lamezia Terme a ragionare del suo presente e del suo futuro come se il suo territorio ed i suoi interessi coincidessero con quelli della città capoluogo. Imporre ad altri quello che si deve fare e che può essere detto, non essere padroni in casa propria. Dopotutto l'area metropolitana non è certo un'invenzione lametina (o forse si), non risponde alle esigenze di sviluppo del territorio che ormai da tempo non trova risposta dall'azione amministrativa provinciale. Eppure Lamezia rappresenta uno dei contribuenti maggiori che versa e permette di far versare nelle casse dell'ente una quota non indifferente di tasse (40%) e coperture finanziarie, ha molto e riceve poco (7%). Si lamenta che non sia mai stato fissato che la quota parte della Città di Lamezia Terme fosse impiegata per le infrastrutture e servizi nel territorio lametino e dei Comuni vicini. Piuttosto ora si preferisce intervenire in ritardo ed arrancare sulle emergenze e sui problemi stratificati, improvvisare frettolosi interventi di recupero e di presidi distaccati proprio quando è alta l'attenzione sulla costituzione della Nuova Provincia calabrese.

La sfasatura fra l'esigenza del territorio e l'operato amministrativo è stata denunciata più volte dagli esponenti del "secessionismo demagogo e casereccio" dopo essere stati trattati, i lametini, con la complicità dei politici nostrani, per troppo tempo a pesci in faccia. Lamenti campati in aria o dati di fatto? Così i "secessionisti" suggeriscono di guardare le spese che hanno interessato il territorio lametino, quello provinciale e quelle investite nella città capoluogo, far parlare i numeri, per aver contezza della reale situazione. Ed i Comuni che finora hanno aderito alla proposta? Chissà, forse anche loro hanno ricevuto lo stesso trattamento accentratrice dell'Ente, ed hanno tutto da guadagnare e nulla da perdere quando sarà sintetizzata la costituzione della Provincia lametina. Non a caso Falerna... Forse credono in un progetto di sviluppo futuro perché Lamezia ed il territorio lametino hanno ampi spazi di crescita economica ed occupazionale che non si riducono solo alla creazione dei 4-5 mila posti che porterebbe, direttamente ed indirettamente, la creazione del nuovo ente nel settore della pubblica amministrazione e dei servizi. Spazi fisici legati all'insediamento urbano, industriale ed agricolo-turistico che in alcuni casi, nonostante tutto, rasentano l'eccellenza internazionale. Dopotutto, chi vive a Lamezia e nel lametino, non ha fondato, per fortuna, nella burocrazia la principale fonte d’economia. Perché alla base di qualsiasi cambiamento e conservatorismo, soprattutto politico, ci sono ragioni profondamente socio-economiche da conquistare da una parte e rendite di posizione da mantenere dall’altra: est l'argent qui fait la guerre.

Verte più o meno in questi termini la spirale di polemiche, prese di posizioni che rimbalzano da una parte e dall'altra e che nelle ultime settimane ha acceso il dibattito su Lamezia Provincia si e Lamezia Provincia no. Ma com’è cominciata questa levata di scudi quotidiana? Tutto nasce dalla ratifica a favore di Lamezia Provincia già a suo tempo fatta dai Commissari. Ok, quella non era una decisione politica e partitica. Appunto, il messaggio lanciato con quella votazione del Consiglio Comunale è un segnale politico della volontà di portare avanti e sostenere unanimemente il progetto. Unanimemente, al di là dell'opportunità politica degli schieramenti in Consiglio Comunale. Si sa benissimo chi è convinto della bontà del progetto, chi è costipato a schierarsi a favore, chi ne è stato contro, chi ha cambiato idea, chi vuol dare il contentino, chi vuol prendere e perdere tempo, chi non disdegna il circondario, chi supporta l’area metropolitana, l’asse LM-CZ, chi lo fa per le prossime elezioni politiche, chi si è unito alla "moda" e chi ne è sinceramente convinto.

In sostanza stare dalla parte di Lamezia Provincia, in questo particolare momento di denunciato compromesso storico è, per i partiti lametini, una necessità politica, più specificatamente elettorale. Ma questo sinceramente nulla importa ai sostenitori, quello che conta è che il progetto segua il suo iter ed arrivi alla Regione prima delle prossime elezioni politiche. Certo il parere della Regione non è vincolante ma è significativo per sapere come sarà giocata la carta provincialistica tra Lamezia ed il capoluogo e, soprattutto, tra questi con le "potenze politiche egemoniche" di Reggio e Cosenza proprio in prossimità delle elezioni politiche del 2006. Comunque è impensabile, ma non impossibile che si arrivi entro primavera alla discussione in Senato. Per la cronaca, infatti, quando fu istituita la Città di Lamezia Terme, i tempi di approvazione furono questi tra il 18/10/67 (Senato) ed il 20/12/67 (Camera), 2 mesi, durata di quest’ultima seduta? Dalle 11:40 alle 12:10, 30 minuti, quando si dice la volontà politica. Per la fretta Lamezia Terme rinunciò allo status di città termale, che significava finanziamenti per lo sviluppo del settore, pur potendo fregiarsi del nome Terme e delle successive “rinunce” prima fra tutte Università da li a tre mesi, omettendo nella legge istitutiva il nome di Lamezia a fronte di una generica ubicazione di luogo regionale facilmente accessibile dalle vie di comunicazione. Per concludere il concetto, l’anno dopo, nel 1968 si votò per le politiche. Fu fatta Lamezia ma Perugini non fu ricandidato. Fu eletto Fausto Bisantis, relatore alla Camera di quel progetto di legge presentato a suo tempo da Arturo Perugini, proprio nel collegio che fu di quest'ultimo. Chissà questa volta che girandola politica sarà innescata a favore o contro l’istituzione del nuovo ente e se sarà ancora Lamezia a pagare le spartizioni ed i baratti che ne conseguiranno.

Tralasciando queste digressioni ed intrighi fanta e storico-politici la domanda che si fanno i cittadini è questa: CCHI BONU CHISTI? Eppure ne sono state dette di cotte e di crude da ambo le parti fino a dover dire che la misura è colma PSSS, LA MISURA E' COLMA. Ma cosa è stato detto di Lamezia Provincia? Allora: Lamezia Provincia è una proposta inutile, errata, sciocca, cretina, gridazzara, imbecille, fantasiosa, sbagliata, campanilistica, egoistica, perdente, microscopica, di pennacchio, irrealizzabile, irresponsabile. Senza tralasciare il sogno di qualcuno di vedere un giorno unite le due città. Così continuando, se si vuole seguire la falsa riga demagoga e casereccia, si potrebbe incominciare a riportare le "sciocchezze" populistiche dei rispettabili baretti di quartiere e capannelli di piazza e cioè "che se c'è una città dei Due Mari quella è Tiriolo, se esiste un'area metropolitana di possibile sviluppo, quella è Lamezia Terme, che si cci cacci Lamezia a Catanzaru cchi ci resta? Che Lamezia è alquanto bella e vivace posta al centro di una vasta piana, al massimo ci sono stati 22 omicidi impuniti di 'ndrangheta, (chissà forse con una DDA, una prefettura, una questura di almeno la metà si saprebbero esecutori e mandanti). Che i dialoghi sullo sviluppo si fanno alla pari. Che Lamezia Provincia sarebbe microscopica come i finanziamenti che ha ricevuto per strade, parchi giochi, complessi monumentali, concerti internazionali.
Si potrebbe continuare all'infinito in una schermaglia senza senso che accende gli animi lametini e catanzaresi, in un dibattito senza senso e poco di costruttivo che non stoglie per nulla il nucleo profondo: Lamezia vuole essere artefice del proprio sviluppo essendo al servizio dello sviluppo della regione.

Provincia o no a Lamezia abbisogna di una legge speciale che le attribuisca oltre che le stesse prerogative dell'ente intermedio anche quello di centro calabrese di servizi superiori, il progetto Brasilia da portare a compimento come Città Regione. Altrimenti non si spiega perché un territorio che è un crocevia centrale di tutte le vie di comunicazioni, sede degli incontri e conferenze stampa a carattere regionale e nazionale, posizione logistica e strategica di insediamenti industriali e di servizi. Immigrati asiatici ed arabi avranno avuto un motivo per farne il centro dei traffici commerciali regionali. Cosa sarebbe per un'azienda lametina insediata nella più grande area industriale del Sud disbrigare una pratica della Camera di Commercio, dell'Inail, un'autorizzazione ambientale a Lamezia anziché altrove, di avere la propria Assindustria. Lamezia ha dunque queste qualità che sono riconosciute al di là dei confini regionali ma non dalla Regione, né tantomeno dallo Stato, si lo Stato che ci dovrebbe difendere dall'aggressione criminale e mafiosa con una presenza diretta delle massime istituzioni decentrate (Prefettura, Questura, ...) visto che è sede anche di questo tipo di traffici.

Eppure è scaricato su Lamezia il compito di accogliere milioni di persone che ogni anno transitano sul suo territorio senza avere avuto la possibilità per esempio di un collegamento stradale diretto tra città-stazione ed aeroporto, di poter migliorare la viabilità costiera lungo la quale dovrebbe correre lo sviluppo turistico, di costruire un istituto turistico e alberghiero, di un collegamento ferroviario cittadino al passo con i tempi, di collegamenti sicuri con i Comuni limitrofi e le zone interne e non un luogo dove morire, di infrastrutturare la zona industriale alle esigenze delle aziende. Insomma, definire una volontà politica e legislativa capace di adeguare i Palazzi alla vita, almeno intorno ad alcuni temi percorribili: 1) criminalità e controllo del territorio; 2) sviluppo economico; 3) assistenza sociale; 4) emergenza ambientale. Basti solo pensare alla drammatica situazione occupazionale, all’impossibilità di creare condizioni di vita normali per i cittadini ed operatori economici oppressi dalla criminalità, di dare certezze ai giovani su come costruirsi il loro futuro ed ai meno giovani per arrivare in età pensionabile e all’annosa questione del mare inquinato. In questo contesto la Provincia lametina, o utopisticamente la Città Regione, non sono una invenzione delle scienze sociali ma, sintetizzando le ragioni indipendentiste sono uno strumento al servizio dello sviluppo regionale, uno status concettuale all'antipode del campanilismo di pennacchio strumentalmente utilizzato dalla rendita conservatrice ed espansionistica per sminuire le dimensioni di un progetto che dopo 40 anni è ancora innovativo e rivoluzionario.

E' giunto il momento di andare ognuno per la propria strada,
i tempi sono maturi per completare il percorso.


   

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