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lIL SETTIMO SIGILLO

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Metà di quello che dico è insensato, ma lo dico perchè
l'altra metà possa raggiungerti.
KHAHIL GIBRAN


Tutti quelli che hanno imparato a tirare l'arco da me hanno finito con l'adoperarmi come bersaglio.
SHAADI DI SHIRAJ

 

100 giorni…d’estate

100 giorni di amministrazione dopo 1000 giorni di vuoto. I discorsi generali che si facevano nel periodo commissariale ed elettorale hanno lasciato il passo alla gestione politico-amministrativa vera e propria. Ed amministrare la 74^ città d’Italia non deve essere proprio facile. - In questi giorni, infatti, l’ISTAT ha pubblicato i dati relativi al censimento 2004. Ebbene, Lamezia sta diventano sempre più la 3^ città della Calabria con 70.366 abitanti a fronte dei 70.680 di Cosenza, solo 314 in meno! Essere 74mi su 106 province italiane (comprese le nuove) significa che ci sono almeno 32 città con meno abitanti che rivestono il ruolo di ente intermedio. Isernia con circa 20mila abitanti è provincia di un territorio di soli 89mila abitanti. Così almeno colmiamo il vuoto italiano che “l’aeroporto non porta il nome del capoluogo che la ospita”. - Dicevamo che tre mesi sono pochi per l’attività di un ente, soprattutto con i tempi lunghi della politica. Tuttavia ci sono già coloro che si sono fatti un’idea di cosa è stato e di quel che sarà del futuro di Lamezia come cassandre della critica politica locale.

I giudizi, o meglio le sentenze, in politica li scrivono sempre gli elettori, un’espressione pur si retorica ma che rivela sempre una verità inequivocabile. - Elettori che sono già catapultati nel bel mezzo di una nuova campagna elettorale, quella per il Parlamento, prima vera verifica e banco di prova locale sia per il centrodestra sia per il centrosinistra. A Lamezia e nel lametino fare campagna elettorale significherà soprattutto confrontarsi per il passato, il presente ed il futuro con la proposta della provincia. E’ una domanda che inevitabilmente verrà posta e che ammette solamente due risposte: SI o NO. “Rivisitazione generale dell’assetto territoriale regionale,” “circondari,” schivate e frasi simili saranno considerate elusioni scaltre da strateghi esitanti che non vogliono cogliere appieno un movimento che nasce dal territorio e che va oltre la mera approvazione di un progetto di legge. Un movimento trasversale che ha raccolto intorno una fusione di sentimento e di pensiero, di tradizione e di impegno, volto a cambiare i metabolismi particolari attraverso i quali operano i processi politici generali ed intervenire sui rapporti sociali, di produzione e, magari, disincantare una rigida ed escludente egemonia culturale consolidata a devozione politica. Leggendo la grammatica politica, amministrava e di governo essa risulta sempre più modulare e perciò riproducibile al di là del contesto sociale cui operano.

Come sarà l’economia nel lungo periodo?
Sul lungo periodo saremo tutti morti.
John Maynard KEYNES

- 100 giorni rappresentano una tappa significativa, sono un biglietto da visita importantissimo che, come gli analisti politici ci insegnano, influenzano l’opinione pubblica per i primi due anni. In genere parlare di cose politiche non appassiona tanto la gente che poi detta in parole semplici è un non occuparsi dei propri interessi, delle cose che direttamente o indirettamente ci riguardano, ma qui ci inoltreremo in discorsi un po’ troppo trascendentali legati al senso civico e roba del genere. I giudizi, o meglio le opinioni politiche, anche quelle più recondite, invece interessano moltissimo gli addetti del settore sempre alla ricerca della sibilla cumana rivelatrice di arcani misteri e a caccia delle eretiche streghe di Salem.

Cosa è accaduto in questo breve periodo? Tra tutto l’insediamento del consiglio comunale, l’elezione di presidenti, commissioni, la variazione di bilancio. La scelta degli assessori e qualche nomina agli enti sub comunali hanno provocato reazioni anche all’interno della stesso cartello elettorale. Si è parlato di cencellismo, di alcune scelte ieratiche; insomma le puntuali e legittime eccezioni di chi è rimasto inaspettatamente fuori dalle scelte che contano. Naturalmente anche la gente comune ha espresso opinione al riguardo, sul chi si, chi no e chi insomma di questa amministrazione. E’ un modo per animare una sana dialettica politica, per spiegarsi, per capirsi, confrontarsi, conoscersi meglio e crescere insieme. La stessa funzione che svolgono i monologhi ed i battibecchi dei politici nostrani, a volte svelando verità nascoste che accendendo la routine delle giornate lametine. Per i comuni mortali cercare una logica razionale nella politica è una lotta continua che fa a gara con le questioni pratiche della vita quotidiana: disoccupazione, casa, soldi che mancano e tasse salate da pagare, criminalità, disagio sociale: una lotta solitaria per sbarcare il lunario. Aprire un discorso povertà su Lamezia, un tabù da tenere nascosto o troppo ignorato, un tabù celato dall’orgoglio dei cittadini per andare finalmente incontro alle esigenze della gente, dei giovani disoccupati e quelli di lungo corso, dei pensionati sociali, del lavoro nero sfruttato e sottopagato, degli anziani, dei malati, delle pensioni da poche centinaia di euro.

Ciclo economico e ciclo politico. Su tutto domina la questione finanziaria e di cassa. Non è stato rispettato il famigerato patto di stabilità. Tagliando corto, non ci sono soldi! Da cittadini speriamo nel prossimo anno. Per questo ci dobbiamo accontentare del cartellone allestito per il periodo estivo. Si spera, sempre per il prossimo anno, che ci siano ancor di più manifestazioni legate a valorizzare la tradizione folk popolare ed eno-gastronomica, evitare le fastidiose manifestazioni ad inviti, alcuni canonici premi e tutto ciò che non ha che fare direttamente con la nostra cultura. Dopotutto il meridione ha una cultura forte, la sua affermazione è la scommessa sul futuro del Sud è questa che dobbiamo promuovere piuttosto che inseguire il mito della Magna Grecia o di Federico II che non arrivano mai. La novità vera di questa stagione estiva, al Sud, è stata proprio questa: chi ha puntato su questo tipo di manifestazioni ha riscosso grande successo. I Giganti, le zampogne, la chitarra battente, i gruppi folk, gli antichi mestieri, le processioni religiose, i riti pagani, le sagre paesane, i taranta festival etc. Del resto per quale motivo un turista dovrebbe venire in Calabria? Vedere un concerto jazz o saggiare un film d’essay? Con tutto il rispetto e la validità di questo tipo di manifestazioni da pubblico selezionato e colto, ma sono cose potenzialmente fruibili a Francoforte come a Milano, Londra e Parigi. Venire in Calabria per un concerto d’archi non è una proposta decisamente concorrenziale.

Turismo con la nota dolente del mare sporco. Quest'anno in particolare c’è stata troppa enfasi mediatica intorno a questo argomento eppure la Regione Calabria ha aumentato i controlli, il numero dei depuratori, battelli scaccia immondizia e pulito le spiagge; insomma nonostante il mare fosse più pulito dello scorso anno si è registrato un disastroso calo di presenze del 40% ed un 50% dei consumi. Doverose le scuse, che hanno fatto discutere, del Governatore della Calabria. S’è detto che è mancata la promozione più generale ma la maggior parte, i nostri emigrati, i nostri più affezionati turisti son venuti lo stesso, conoscendo benissimo i disagi secolari di questa terra. - Nonostante ciò, per alcuni ancora prevale un atteggiamento sprezzante nei loro confronti, forse perché con il loro attaccamento alla terra ci ricorda, più di noi stessi, chi siamo e da dove veniamo e li ripaghiamo con un laconico: “chilli un cuntanu, sunu emigranti no turisti”. Ciò a dire sono roba da serie B del turismo come se venissero in Calabria gratis, non spendendo una lira e campando di aria, sole, mare e monti. Senza di loro ad animare vicoli, piazze e località di mare le nostre estati sarebbero più vuote, tristi e turisticamente più povere. - Ma per fortuna il turismo in Calabria non sono solo cose negative e c’è chi ha provveduto da solo, come a Belvedere marittimo che dopo una proficua campagna di marketing territoriale iniziata lo scorso inverno e la trovata delle barriere galleggianti a largo dei lidi ha più volte registrato il tutto esaurito in termini di presenze. A dimostrazione che si può fare bene e meglio con l’esistente anziché piangersi addosso.

Il turismo è un settore relativamente nuovo in Calabria che richiede un’alta professionalità e qualificazione cosa che in realtà se ne vede poco in giro. Poi la questione dei prezzi. Il turista come risorsa non come pollo da spennare. In Calabria è raro trovare parcheggi a 50 centesimi l’ora ed una pizza a 3 euro come in altri contesti turistici più affermati. Competitività significa anche questo visto che le vetrine delle agenzie viaggi promuovono più i prezzi che le località: Ibiza 500 euro, Djerba 400. Anche se il futuro della Calabria non è nei villaggi turistici e nelle seconde case che non portano soldi a chi vive qui, ma in un turismo di qualità a contatto con la natura, con la gente, le tradizioni, la storia, la cultura. Il concetto chiave è regalare emozioni. Un turismo che ama i prodotti tipici, l’artigianato, il vino e i piatti calabresi, in grado di dare sviluppo a tutto il territorio piuttosto che lavoro precario stagionale e speculazione edilizia concentrata solo a ridosso delle coste e per pochi eletti. Dare a tutti la proprietà della loro ricchezza: il turismo. E’ il pensiero di Renato Soru, Presidente della Regione Sardegna che ha il sogno di accompagnare tutta la popolazione verso le nuove professioni turistico-alberghiere.

Sempre in tema di turismo, ma ritornando alla realtà delle cose nostrane, c’è stato un battibecco sulla disamina dei curricula per lo sportello IAT istituito all’interno dell’aeroporto. Per alcuni sarebbero pochi un giorno e mezzo peraltro un sabato e domenica per analizzare tutta la mole di domande arrivate. Si risponde che non era obbligatorio il pubblico bando. Si ribatte che 300 persone sono in attesa di colloquio selettivo per dei posti già assegnati per cui la massima chiarezza è d’obbligo. Ma se i 300 non reclamano significa che è stato fatto tutto a regola e trasparente oppure la rassegnazione a non trovare un posto di lavoro è tale che non vale la pena di lottare. Polemiche anche per il soggiorno degli anziani. Non entrando direttamente nel merito della polemica e lasciando il caso concreto ad una considerazione più di carattere generale: i servizi sociali dati in appalto e lasciate al libero mercato non danno dignità a questo delicato settore. Da annotare che dopo oltre 20 anni è stato messo mano alla famosa “fossa” accanto Palazzo Maddamme dove sorgerà la nuova ala degli uffici comunali e diverse squadre di operai sono in giro impiegati in lavori di manutenzione. Intorno all’aeroporto si è impegnati all’individuazione della personalità che coprirà il ruolo di presidente della Sacal e se finalmente sarà lametino dovrà capirne qualcosa di aeroporti e di amministrazione societaria. L’estemporaneità non fa molto bene alle aziende. Quindi più che una gelida nomina politica si dovrà trattare di una scelta competente capace e di comprovata esperienza professionale. Le ultime convergenze sono orientate in tal senso. Adesso dopo la fase di assestamento si farà sul serio, importanti appuntamenti da cui dipendono le sorti della nostra cittadina, il più determinante è l’approvazione del bilancio. La maggioranza di opposizione, quella che non è andata in vacanza, ha deciso anch’essa di fare sul serio, ma in politica il sole non tramonta mai al centro e qualche spostamento sarebbe già in vista e cambierebbe la composizione numerica del Consiglio Comunale a favore dell’attuale Giunta.

- Infine, cambiamo discorso per concludere, si poteva rispondere alle schermaglie da rendita di posizione provenienti dal lato ionico, ma è meglio non essere reattivi e desistere alle provocazioni. L’invito è rivolto a tutti. La formazione della provincia lametina è proattiva e si concentra nella sua fase propositiva e positiva di costruzione di qualcosa che va oltre l'apposizione del sigillo ministeriale. Anche se, per il momento, l’unica forza che conta per la realizzazione della provincia, e s’è visto, sono i voti. Più voti ci sono e più si conta, questo è importante. Sono i voti che condizionano una scelta piuttosto che un’altra. Le elezioni sono vicine e chi si candiderà alle politiche in questo collegio dovrà prendere una posizione sull’iter parlamentare per portare avanti il disegno di legge Lamezia Provincia. Dai movimenti che si stanno innescando sullo scacchiere politico per scegliere le candidature preparatevi a vederne delle belle: la realtà supererà di molto la fantasia.

05/09/05


   

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