logo lametropolis.it

IL SETTIMO SIGILLO

info@lametropolis.it

Metà di quello che dico è insensato, ma lo dico perchè
l'altra metà possa raggiungerti.
KHAHIL GIBRAN
    Al cor gentil rempaira sempre amore
come l’ausello in selva a la verdura
...
GUIDO GUINIZZELLI
...


Al cor gentil...

Ci sono cose che rimangono in sospeso giorni, ...mesi, ... anni questa è una di quelle, insieme a tante altre.
Ci si sente in dovere e la voglia di farle, prima o poi.
Affinchè determinate cose non accadano mai più.
Affinchè certe infami assurdità non vengano mai più pronunciate,
affinchè chi deve difendere la città non ci si scagli contro. Affinchè Lamezia possa avere finalmente quello che merita
.


L'ACCUSA


Domenica, 19 Novembre 2006 -
Chi può salvi Lamezia Terme! Mai come in questo preciso momento storico,
la cittadina della piana vive una situazione di degrado sociale e culturale che và ben oltre le bombe firmate
dai clan mafiosi. Queste ultime sono servite a puntare giustamente i riflettori su una condizione ormai
insostenibile per le vittime del racket e per l’intera cittadinanza lametina; ma la situazione che oggi con
infinita tristezza e con altrettanta obiettività registriamo è di gran lunga più grave: temiamo infatti che
gli atteggiamenti dovuti all’incultura ed alla prepotenza possano contagiare in maniera subdola interi strati
della popolazione di quella città, inquinando anche le menti ed i cuori di tanta gente per bene.
A quest’ultima ci rivolgiamo in modo particolare affinché resista alla barbarie imperante imposta dai clan,
ma anche e soprattutto perché sappia isolare con perentorietà quanti, pur non appartenendo a nessuna
organizzazione malavitosa, ragionano – forse ingenuamente – con la cultura della prepotenza, pensando
che un tale atteggiamento li riscatti e li esalti.

In realtà ciò mette semplicemente in risalto l’ignoranza e la vigliaccheria di chi non avendo valide risorse
nè mezzi intellettuali, crede di poter diventare migliore attraverso le vie più becere e la diffusione dell’odio.
Non ci stancheremo mai di ripetere, anzi lo ripeteremo con più fiato e con tutte le energie in nostro possesso,
che qualsiasi idea basata sulla prepotenza, sulla rivalità esasperata, sulle divisioni e sull’odio fine a sé stesso,
conduce inevitabilmente nel fare imboccare strade senza uscita. I guasti di atteggiamenti simili non sono
soltanto le bombe ai negozianti. Basti pensare cos’è successo domenica 19: nella stazione di servizio di Tarsia
si ferma un pulman di tifosi catanzaresi composti anche da anziani, donne e bambini, per spezzare il viaggio
che li avrebbe portati a Sorrento a trascorrere, con le famiglie, una giornata di sport ed a seguire la propria
passione giallorosa.

Peccato che queste tranquille famiglie catanzaresi non sapessero cosa li attendeva: una squallida imboscata
da parte di una cinquantina di ultras della Vigor Lamezia che, incuranti di donne e bimbi, cominciano ad
accanirsi con coltellacci e spranghe di ferro contro gli ignari nostri concittadini. Si è trattato di un atto
delinquenziale allo stato puro. Il pulman viene distrutto. Molti catanzaresi finiscono all’ospedale di Cosenza,
specialmente quelli che per difendere col proprio corpo le loro donne e i loro figli, hanno subito ferite in ogni
parte del corpo. Non è nostro compito entrare nella cronaca dell’atto vandalico e delinquenziale perpetrato
da quegli animali che vagamente presentavano delle sembianze umane.

Ma a parte le vaghe sembianze col genere umano, anche il più infimo degli animali potrebbe offendersi
se li poniamo a paragone con quegli ultras vigorini. Nonostante la gravità di quanto accaduto a Tarsia,
la nostra riflessione e la nostra preoccupazione và addirittura oltre.

Riteniamo infatti che a Lamezia Teme si stia per arrivare ad un degrado sociale e culturale che, se continuerà
a diffondersi, consegnerà quella città alla perdizione. Siamo preoccupati che alle porte del capoluogo esista
una situazione così deprimente e scoraggiante. Ma ora la società civile lametina deve intervenire sul serio:
l’encomiabile sfilata di tanti giovani, a cui ha partecipato anche il Comune di Catanzaro ed anche il nostro
movimento civico, non può essere bastevole.

Lamezia ha bisogno di una rivoluzione culturale attraverso la quale l’atteggiamento arrogante e prepotente
venga allontanato con decisività. Occorre mettere in campo massicce azioni di educazione civica che
possano inculcare già ai bambini l’amore per le regole e la convivenza pacifica, trasformando in tabù
tutto ciò che è figlio della prepotenza. I fatti di Tarsia non sono “altro” rispetto alla prepotenza mafiosa.
Il canone è identico: così come i mafiosi si fanno forti quando hanno di fronte gente per bene e disarmata,
quegli ultras vigorini si sentivano dei leoni mentre aggredivano con coltellacci e spranghe di ferro donne,
anziani e bambini. Si sentivano forti e tenevano il mondo in pugno! Erano i migliori, in quel momento, e
ne erano fieri come sono fieri i mafiosi quando incendiano le attività di onesti imprenditori.

Quei fatti di Tarsia non sono “altro” rispetto all’odio seminato a Lamezia Terme contro la città di Catanzaro.
Noi chiamiamo in causa quanti hanno sparlato e continuano a sparlare irresponsabilmente in toni negativi
del proprio capoluogo, pur di giustificare la richiesta autonomista di una nuova provincia.

Ora vogliamo chiedere il conto anche a costoro. Siamo stati troppi anni in silenzio lasciando sputare veleno
a questa gente che dell’odio ha fatto la propria ragione di vita e con l’odio ha fatto crescere le giovani
generazioni di Lamezia. Un’antica e bella amicizia fra le nostre due città è stata buttata al vento attraverso
semi di odio e di incomprensibile rivalità gettati sul terreno. La violenza ultras di Tarsia e la peggiore politica
non sono cose separate. Sono molto più semplicemente il braccio vandalico e la mente perversa. Per anni
tanti giovani lametini sono stati invasati con sentimenti di inimicizia verso Catanzaro, una novità che ha
colto di sorpresa sia la gente per bene della vicina città della piana, sia i catanzaresi ancora increduli di tanto astio.
I fatti di Tarsia ci fanno male. E ci fanno male proprio in questi giorni che il nostro movimento civico, assieme a tutti
gli amministratori del capoluogo di regione, stanno prodigandosi con azione concrete rivolte ad aiutare la comunità
lametina e le organizzazioni antiracket dopo la triste serie di atti intimidatori malavitosi. Vogliamo, anzi pretendiamo
che la gente sana abbia uno scatto d’orgoglio.

Lamezia Terme può essere salvata. Ma non si salverà con le invettive autonomistiche, né con le bravate ultras.
Si salverà con la società civile che saprà inaugurare una nuova stagione e ricominciare da capo con i propri giovani,
attraverso un reset totale. Qualcuno ha invasato i giovani lametini che il mancato sviluppo della loro città fosse
riconducibile ad un’altra città, posta 30 chilometri più ad est! Forse è il caso di dire che il mancato sviluppo di Lamezia
stà nell’aver creato falsi nemici e nell’aver taciuto i veri problemi. Com’è possibile che l’associazione antiracket sia
costituita da soli 12 commercianti quando sono centinaia e centinaia le vittime di questo malaffare? Sveglia Lamezia!
Sveglia! Il fattaccio di Tarsia fa male a noi catanzaresi ma siamo sicuri che farà molto male, ancora di più, proprio alla
città che ha dato i natali a quei vandali. E’ un’ulteriore zappa sui piedi che i lametini si danno.

A questo punto siamo certi che il sindaco Giannetto Speranza, il presidente della Vigor Cantafio e quanti ritengono
di rappresentare le forze sane di Lamezia Terme, diano immediatamente un segnale forte. Siamo certi che lo daranno
perché conosciamo il valore morale di costoro. Ma siamo certi che gli stessi tifosi della Vigor avranno il coraggio
di umiliare ed isolare gli ultras che hanno commesso quegli atti delinquenziali.

Forse è il momento che ognuno faccia un esame di coscienza per comprendere quanto di suo ci ha messo perché
si arrivasse a sputare tanto veleno e tanto odio contro Catanzaro. Forse è il momento che Lamezia comprenda
chi sono i suoi veri nemici.

http://www.catanzaroinforma....4441


LA DIFESA

La verità è diversa da ciò che si è fatto credere
Ci preme poter dire la nostra in merito a quanto accaduto a Tarsia ieri. Ci teniamo a sottolineare sempre e comunque che non siamo Santi ma, al tempo stesso, ci preme dire e far giungere a più persone possibili la verità sull’accaduto, ben diversa da come riportato su quotidiani dichiaratamente di parte e testate televisive più interessate a raccontare le verità “personali”, piuttosto che dare anche solo un minimo spazio alla controparte, ai ragazzi di Lamezia appunto.
A Tarsia il pullman dei tifosi biancoverdi era fermo da quasi trenta minuti. Gli occupanti in giro per l’autogrill, chi in bagno, chi al bar. Ad un certo punto alcuni di loro hanno richiamato l’attenzione degli altri in quanto, a distanza, alcuni ragazzi con cappucci e cinte in mano li invitavano ad avvicinarsi. Da qui allo scontro sarà breve cosa: la scazzottata, iniziata e terminata nei pressi del pullman ospite, vedeva coinvolti una ventina di persone per parte, tutti armati allo stesso modo di bottiglie, cinte, aste di bandiera. Nessuno da Lamezia è partito con “coltellacci” o “bastoni”… nessuno aveva premeditato di “scontrarsi” nell’autogrill più vigilato d’Italia sapendo che da Catanzaro erano partiti ben tre pullman.
Nessuno si era appostato “vigliaccamente” dietro a siepi e muri (che peraltro a Tarsia non ci sono).

Quello che accaduto è e rimane solo una scazzottata con qualcuno che ha picchiato di più e qualcuno di meno, cose che accadono purtroppo ogni domenica quando si incrociano tifoserie avversarie. Vecchi e bambini non erano in mezzo alla rissa: i pochi presenti erano nel pullman mentre sotto, nella zuffa, c’erano tifosi che indossavano felpe e simboli di gruppi ultras di Catanzaro.
Il codice ultras, richiamato sul “domani” insegna che ci si “scontra” tra ultras, non si picchiano bambini, vecchi e donne, così come, dopo una scazzottata, non si chiamano le forze dell’ordine per denunciare…
Condanniamo totalmente i fatti accaduti e, di riflesso, ringraziamo “Catanzaro nel cuore” per la loro commovente infame descrizione della nostra città nonché per l’invito fatto affinché qualcuno ci aiuti: peccato che tali appelli non si siano visti quando, per fare qualche esempio, a Montepaone vennero aggrediti 4 ragazzini. Peccato non si sia visto Pittelli condannare l’aggressione subita da un giovane studente Lametino a Catanzaro o, sempre per diritto di cronaca, l’altrettanto vigliacca aggressione subita dai tifosi in auto a Santa Maria mentre, due anni fa, tornavano da Crotone dopo Vigor-Cosenza.

La storia la fanno i vincitori ma mettiamoci in testa tutti che senza la collaborazione di ognuno di Noi, l’odio tra Lamezia e Catanzaro non avrà mai fine e non basteranno processi sommari e giornalistici a decidere di chi è la colpa.

Comitato spontaneo tifosi della Vigor Lamezia
20/11/2006

lametinamente -
lametropolis - forum del lametino

08/12/06

FINE

   

llhome - pag.prec

Home page | Imposta come pagina iniziale |  Aggiungi a preferiti

grazie per aver visitato
www.lametropolis.it e-mail info@lametropolis.it
All lefts ® reserved 2002 - 2005 - un'esclusiva Lametropolis WeBlog-Content - references

www.lametropolis.it