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IL SETTIMO SIGILLO

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Metà di quello che dico è insensato, ma lo dico perchè
l'altra metà possa raggiungerti.
KHAHIL GIBRAN
   
<La camorra, non voglio neanche parlarne, non mi occupo di buffoni capaci perfino di arruolare le guardie municipali.
Quanto alla 'ndrangheta, ma è sicuro, signor giudice, che esista veramente?>
TOMMASO BUSCETTA,
superpentito di mafia, al Giudice GIOVANNI FALCONE



Lamezia in ginocchio implora lo Stato

Siamo messi proprio messi male. Male, male, male. La città è in ginocchio. Chiediamo che la prima riunione della nuova Commissione parlamentare Antimafia sia fatta a Lamezia. Chiediamo più uomini e più mezzi. Chiediamo una Giustizia che commini la giusta pena invece di vedere a piede libero mafiosi, assassini ed estortori, a spasso, grazie ai loro prezzolati avvocati, pagati con i soldi del malaffare, che ottengono l'impunità da parte della giustizia dello Stato.

Quanti morti ammazzati dovranno ancora venire? E quanti negozi dovranno saltare? Quanti imprenditori dovranno pagare la "mazzetta"? Quanti giovani dovranno lasciare la nostra terra perchè qui è la 'ndrangheta che la fa da padrona? Giorno dopo giorno, accadimento dopo accadimento con una spietatezza ed una arroganza sprezzante delle istituzioni dello Stato che porta a - lanciare una bottiglia incendiaria contro la porta della Casa Municipale, il giorno dopo l'elezione del Sindaco, appena dopo pranzo, trenta mesi dopo il commissariamento di un Consiglio Comunale sciolto per infiltrazioni mafiose. - Sparare ed uccidere in pieno centro cittadino, alle sette di un frequentato venerdì sera. - Intimidire, pochi giorni dopo, in quella stessa via. - Frantumare, in pieno pomeriggio, con una bomba carta la vetrina di un negozio a spezzarsi a pagare la mazzetta. - Uccidere di prima mattina, crudele, due morti ammazzati, una ferocia a sconvolgere ulteriormente questa città, Lamezia Terme, la città, "la terza città della Calabria", una nuova frase retorica da aggiungere nei sacrosanti piagnistei rivolti a chi non vuol ascoltare il grido di dolore che si leva da questa abbandonata parte d'Italia.

Tutto questo mentre è "pressante l'azione delle forze dell'ordine". Per favore no, non prendeteci in giro con il troppo poco, con quel solito elicottero che si leva per una sola mattina il giorno dopo l'assassinio a perlustrare più di 16 kilometri quadrati di territorio. Pagare lo straordinario per una settimana a pattugliare il centro cittadino e poi, finiti i soldi, nell'ordinario, non avere la benzina per le volanti, i tribunali senza giudici e senza carta.

MA QUANDO LO STATO SI ACCORGERA' DI LAMEZIA? I cittadini? I cittadini hanno paura, la paura di chi non è protetto. Lo Stato ci deve proteggere. Abbiamo bisogno della protezione dello Stato, ne abbiamo bisogno per vivere. Chiediamo solo l'aiuto dello Stato. Si-si i discorsi: "i cittadini devono reagire", "i cittadini devono ribellarsi". <Facili luoghi comuni che ci vuole un radicale mutamento della società, della mentalità, delle condizioni di sviluppo>, rifugiarsi dietro parole mistiche piuttosto che scendere in prima persona a dare l'esempio. Contorni. <Senza la repressione non si costruiscono condizioni di un ordinato sviluppo [...] Solo il rigore professionale di magistrati e di investigatori darà alla mafia la misura che la Sicilia - (Calabria e Lamezia) - non è più il cortile di casa sua e quindi servirà a smontare l'insolenza e l'arroganza del mafioso che non s'inchina all'autorità dello Stato. [...] La mafia può essere trascinata in tribunale e i suoi capi possono essere condannati [...] I risultati si ottengono con impegno duro, continuo, quotidiano. Senza bluff. Senza dilettantismi>. Lamezia in ginocchio implora l'efficienza dello Stato.


le frasi in <..> sono di Giovanni Falcone (link) tratte da: Cose di cosa nostra, GIOVANNI FALCONE-MARCELLE PADOVANI, Bompiani, MI

irribellosamente,
lametropolis - commenta

15/05/06

   

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