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IL SETTIMO SIGILLO

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Metà di quello che dico è insensato, ma lo dico perchè
l'altra metà possa raggiungerti.
KHAHIL GIBRAN
   
<I sogni, quando sono vissuti con amore, possono diventare una realtà e questo è un luogo quasi immaginato per una fabbrica dell'immaginario>.
Chi poeta. Agostino SACCA', Direttore di Rai Fiction,

a proposito di Lamezia Terme.


LALLYWOOD


La Lamezia-Hollywood. Ovvero: alla ricerca della posa della prima pietra perduta. Lamezia riparte? Di più, Lamezia, ciak si gira! Stregato dalle location della fiction Gente di Mare ci ha pensato l'amministratore delegato della HBO Chris Albert a tentare di risolvere i problemi di questa città o, almeno, dargli una speranza in più. Il colosso americano da 40 milioni di abbonati che produce e trasmette fiction avrebbe pensato proprio di investire a Lamezia Terme.
"Lamezia Terme sogna la città della fiction" - era scritto tra le news di Cinecittà. L'Hollywood italiana nella California del Sud, la Calabria. Arazzi, tamburi, festeggiamenti, fuochi d'artificio.
- Intervista all'Avv. John Dellaverson, consulente strategico dell'HBO e vice-presidente operativo della Lions Gate Films: "un posto unico, disponibile, dove si potrebbe realizzare un sogno così difficile e complicato".
- Intervista al direttore di Rai Fiction Agostino Saccà: "Una città della fiction che possa diventare un fiore all'occhiello del nostro Paese."

Ma tu cchi cintri? Satyricon. - Intervista alla controfigura del becchino di Six feet Under, intervista alla sciampista di Sex and the City, intervista alla cugina della sarta di Pompea in Rome. Provincialismo puro all'ennesima potenza? Chi si ricorda ancora la scena girata solo pochi mesi fa all'arrivo di LucaCorderodiMontezemolo? (se non lo chiami così non si gira). Quando, si leggenda, che la sera prima della sua venuta, perfino al pulmino "carrozzone" che lo ha portato in giro per la zona industriale hanno fatto fare le prove di percorso. Che professionisti, attori della politica! Qui non s’improvvisa niente! E le pecore in mezzo alla strada? Un diversivo scenico a distrarre lo spettatore-visitatore dai capannoni semi-deserti e ricordare ironicamente al Presidente degli Industriali italiani che la nostra è una regione agricolo-pastorale già dedita alla silvicoltura.

Actrors Studio. E poi la mitica scena girata in presa diretta dagli operatori della Tv dialettale (che la nazionale manco li ca...nsidera). Scena giorno, ambiente interno, pulmino in movimento. Politicanti che scalciavano e sgomitavano pur di essere immortalati dalla telecamera e dai fotografi accanto al Re Mida Montezuma che escalmava: "Lamezia Terme, la più grande area industriale del Mezzogiorno"! Cazpita non ce n'eravamo accorti! Intervista caramellosa del Beppe Linguetta col personaggio secondario seduto a turno a fianco di Luca-Cordero-Papa-confessore. Pochi secondi, due battute per entrare nella scena. Avanti il prossimo, come le foto ricordo dello zoo. Sorridenti sorrisi di circostanza e goduria interiore da giocare come asso nella manica negli spot della prossima campagna elettorale (vutatimmi, u vi io cu chini sugnu!) Per una scena così anche lo sfondo doveva essere curato nei minimi particolari ed allora ad alternarsi nei sedili immediatamente posteriori come a regger le terga con tanto di palo di luce in piedi a tenere la candela, tre persone codazzo del politicante, in posa davanti in cerca di inquadratura, tutti di scuola Paolini. (Non salutare casa please). Presenzialismo e sciovismo da sudditanza calabrese ai poteri forti a far capuccella ed allungare il collo dietro la spalla di Luca non appena si accende la lucina rossa. Uau ci sono anche io!

Tre minuti, un condensato di tutto, uno spaccato della vita meridionale. Una scena socio-antropologica da Durkheim e Levy Strauss; gruppi ancestrali ed effervescenza collettiva. Filosofia del carpe diem, qui ed ora, che nel confronto Robbie Williams dell'Attimo fuggente è solo un mimo di strada. Si ragazzi, si, quella è una scena che passa agli annali di regia, ai manuali dell'Actors Studio e metodo Stanislavsky. E' nell'ordine magico delle cose, come lo sa essere il cinema, che una scena del genere doveva fare il giro del modo ed essere studiata dagli attori delle Major di Hollywood. Altro che scenari e fondali mozzafiato di Gente di Mare quello è solo un pretesto. Come poteva l'amministratore delegato di una delle più grandi case di produzione di fiction al mondo farsi sfuggire attori di tal portata? I professionisti della finzione pura l'HBO li vuole scritturare tutti sti talenti naturali, anche a costo di trasferire una parte dei suoi studios a Lamezia. La città simbolo della finzione politica regionale.

Reality show. Dopo il successo di OZ si pensa ad una reality-soap-fiction: Lamezia, da fare invidia alle produzioni del passato come Dallas, Falcon Crest, Bonanza ed I Simpson di Springfield. Il plot: alla fine degli anni sessanta tre comuni si uniscono in un'unica città per creare la nuova capitale della regione; la Brasilia della Calabria. Ma ciò che poteva sembrare un punto di forza scatena l'ira degli Olimpo-Shelbyville. Niente Università ma la ruggine della SIR, strade deviate, nomi cambiati, pezzi dello Stato che pian piano se e vanno, scuole, mega impianti sportivi, turistici e ricreativi che cambiano destinazione. Il colosso ST-Microelectronics che ora a Catania impiega 7.500 lavoratori neanche preso in considerazione e così per catene di alberghi, casinò, porti, autodromi, ippodromi e financo pompodromi.
I lametini veri, quelli che non si sono venduti all'asse delle lobby dei poteri forti, dei doppiogiochisti, decidono di reagire e combattere per la libertà, l'identità e l'autonomia. Niente padroni. La Lamezia al servizio della Calabria appartiene ai lametini e a nessun altro. Dalle ceneri di due consigli comunali sciolti per mafia (la mafia sarà interpretata guest-star dalla famiglia Soprano) e da una ventina di commissariamenti eterodiretti in 40 anni. (A proposito il commissario Basettoni s'è già prenotato e vi lascio immaginare chi interpreterà). Un'ecatombe senza precedenti della "classe dirigente" con le virgolette - attori finti veri. Niente attori di ruolo. Italia patria del neorealismo e sperimentazione del grande fratello televisivo, si parla di telecamere sparse per la città (non ci avevano già pensato?) come in Thruman Show. - Le parti. Come tradizione politica docet per gli assessorati, niente industriali all'industria, intellettuali alla cultura ed economisti all'economia. L'ufficio casting richiede solo il diploma (per fare fuori i laureati): Liceale puoi fare un assessore di peso; tecnico e professionale per gli assessorati e le nomine minori. La corsa alle poltrone e l'occupazione del potere è il loro sport preferito anche se gli riesce malissimo, come attori renderanno di più e faranno sicuramente meno danni.

Dopo la bufala. LALLYWOOD, non è bastata l'illusione della chimica con la Sud Italia Resine quando un disegno vetero-ideologico scambiò il pacchetto degli studenti con quello degli operai (Gramsci non era ancora arrivato a queste latitudini), la cultura con la plastica oppure, forse per un capriccio di gola, si volle la Bufala della mozzarella di bufala (in un'area industriale!). Mezzi terreni persi. Adesso ci promettono la luna di Hollywood, l'effimero virtuale per eccellenza, il più grande studio digitale del mondo e l'alta definizione. Chissà se ci saranno anche, come show-biz comanda, inchiappettamenti tra produttori e segretarie di produzione, politici romani, portaborse e direttori generali, canali satellitari e veline, star e starlette a capochino sotto le scrivanie dei capiservizio o con le spalle al muro, non costrette però, ma volontarie. Reclutamento delle comparse come avviene ora per un posto di lavoro da 400 euro al mese: nelle sedi del potere, della politica, dei rappresentanti di categoria, negli studi professionali o dai capi mafia. Ed i lametini sognano già una carriera da star.
Ma come faranno a mettere un'impronta sul marciapiede di corso Numistar?


fintamente -
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FINE

17/07/06

   

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