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lIL SETTIMO SIGILLO

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Metà di quello che dico è insensato, ma lo dico perchè
l'altra metà possa raggiungerti.
KHAHIL GIBRAN


Tutti quelli che hanno imparato a tirare l'arco da me hanno finito con l'adoperarmi come bersaglio.
SHAADI DI SHIRAJ

 
Anatre zoppe
Couplage e découplage elettorali

La situazione lametina all'indomani dell'ultima tornata elettorale è fondamentalmente ambigua nell’immediatezza
plurale nel suo svolgimento ed evolutiva nel suo futuro.

USA e Francia, hanno sperimentato l’esperienza della cosiddetta ‘democrazia divisa’ e della ‘coabitazione’ da cui la descrizione con la formula ad effetto ‘anatra zoppa’ per cui chi governa non ha la maggioranza, il dècouplage. Si tratta di paesi ad alta tradizione e lealtà democratica caratterizzati, come il nostro, da un sistema elettorale di tipo maggioritario in cui è la formula stessa di governo, più specificamente del nesso tra forma di governo e sistema elettorale, che conduce ad un automatismo di governabilità in qualsiasi scenario politico.

Entrambi i paesi costituiscono quindi un esempio chiaro dei vantaggi e dei limiti presenti in una simile configurazione istituzionale. In America con le elezioni di middle-term si possono avere finanche tre maggioranze diverse: Senato, Congresso e Presidenza. Si possono così profilare formule di governo a geometria variabile dove fare ostruzionismo non giova a nessuno, le elezioni sono sempre alle porte. E’ la democrazia dell’alternanza che prevede la responsabilità delle parti politiche di fronte all’elettorato, volta a premiare e/o punire la condotta di governo. Il meccanismo del voto sanzione, vera e propria forma di responsabilizzazione politica, induce, dunque, ad una controllata, seppur ingessata, condotta di governo.

In effetti siffatte situazioni, anche se studiate a livello analitico, sono eventi poco frequenti in questo tipo di sistema poiché il Parlamento, in genere, ha quasi sempre goduto dell’effetto traino del voto del Presidente di cui ha la stessa colorazione politica. In verità c’è da dire che le migliori cose in questi paesi si sono viste quando il Presidente ha potuto contare su una maggioranza chiara e disciplinata a suo favore che ha consentito l’attuazione del programma. In questi casi la presidenza si afferma come il motore primario del sistema e di fatto come sede della leadership del paese. A farne le spese sono prima il Parlamento poiché in entrambi casi è una semplice Camera di ratificazione delle decisioni dell’esecutivo e poi il sistema dei partiti che diventano scarsamente rilevanti, se non accessori e restano confinati al ruolo di attori che concorrono all’espressione del suffragio. A ciò si aggiunga un’accresciuta volatilità elettorale che determina un voto meno ideologico e più di opinione, una tendenza per i partiti ad affollarsi al centro e la riemersione degli estremismi.

Comunque si tratta di realtà che hanno tradizioni democratiche molto diverse dalle nostre. Realtà che in tali circostanze hanno dato collaudata prova di tenuta democratica. Nel caso americano i due schieramenti opposti, Democratici e Repubblicani, hanno sempre evitato una conflittualità esasperata all’interno del Congresso. C’è un rifiuto culturale all’irrigidimento tra le parti politiche, mentre è dato ampio spazio a tutte le forme di collaborazione che hanno di fatto esorcizzato e scongiurato il rischio di stallo dell’intero sistema di governo.


18/04/05


Documentazione: S.Gambino (a cura di) 1995, Forme di Governo e Sistemi elettorali.CEDAM Padova


   

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