| Metà di
quello che dico è insensato, ma lo dico perchè l'altra metà possa raggiungerti. KHAHIL GIBRAN |
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Vecchia fama nel mondo li chiama orbi; gente avara, invidiosa e superba: Dai lor costumi fa che tu ti forbi. Dante, Inf., XV, 67-69 BLOG vs GIORNALISMO Il futuro è sul web. Cioccolato cubano e Perfect day di Lou Reed. Inizio. Internet, nuovamente. ICT. - (Se vuoi saltare la prosopopea ermetica joyciana vai direttamente al paragrafo successivo). - Mescalito. - Pochi fronzoli alla politica parolaia dei mandati a dire, delle schermaglie e dei ferri corti, delle bilance e degli in-carichi a chi non ha peso e mestiere, dell'inseguimento di qualcosa che non trovano (nel mondo che hanno già), dei viaggi della speranza, dei progetti che mai si realizzeranno, di chi deve lasciare a Cesare quel che è di Cesare. Una città meno politicadipendente. Dei circhi che si tengono il lunedì dei suonatori di flauto. Degli ambienti gretti, bigotti e sciovinisti. Pifferai magicOZ dell'avvento del miracolo coup de petit theatre. Uscire dai circoli viziosi pseudointellettuali conformisti e in-comunicativi di pseudo-opionionisti parolai della domenica, belli soli al cospetto, ed in proporzione, dei loro pseudo-mecenati pseudo-borghesi illuminati-oscurati Xon/Xoff e ducemente riveriti alla scala dei lobbypartiti dalla quale pendono vicendevolmente con ammirevole flirtaria devozione favoritaria alla mo' d'una SUDditanza psicologia arbitrale applicata alla politica. LITURGICI processi di Biscardi mancati alla moviola in campo dei sanitari della juve. - Chi vuole il futuro cominci a crearselo da se, senza aspettare, giorni, mesi, anni. Su internet la parola d'ordine è collaborazione, condivisione e partecipazione. Chi intende avere l'esclusiva sarà escluso. Il diritto d'autore è messo in discussione. Dal right reserved al left reserved. Chi pubblica sulla rete mette tutto a disposizione di tutti. Più la conoscenza sarà a disposizione di tutti meno ignoranti e cretini ci saranno in giro, meno prepotenti ostenteranno 'cultura'. Linkare, aprirsi agli altri siti, ai blogger, alla community ai forum ai groups, alle chat etc. Il web è futuro, idee da pensare e realizzare, senza tante meditazioni. Blogging. (Di seguito blog sarà inteso nel senso ampio di 'fare internet' in contrapposizione alla limitativa definizione classica di 'diario on-line') Chi fa un sito, un blog, una rubrica sull'economia oppure segnala i locali più in della città, lo fa prima di tutto perchè si diverte, per gli amici e grazie al web trasmette questa passione a molte più persone e senza costi per nessuno. Si scoprono così interessi comuni dalla finestra di fronte fino a 40 mila km di distanza che altrimenti non avreste mai trattato con nessuno. Questa partecipazione sta sconvolgendo l'economia e modifica profondamente la sfera sociale (e politica) del globo. Chi sta seguendo la vicenda politica del Sud America sa quanto abbia contribuito internet in quel cambiamento. - Grazie alla rete sempre più persone hanno imparano alcuni fatti elementari come sapere, per esempio, che il 40% del mercato del caffè è nelle mani di solo 4 società o che delle 100 più grandi economie del mondo, 51 sono aziende di cui 47 americane (USA). (Internazionale) Anche la realtà in cui viviamo (lametina e calabrese) può essere (e sarà) cambiata dalla rete, dalla condivisione di una idea, di un progetto mettendo on-line le proprie inclinazioni, i reconditi sogni nel cassetto. A tal proposito è bene ricordare ciò che si sta facendo a Greensboro, North Carolina, dove si vuol incidere sulla realtà locale a partire dalla cultura del blog. Creare comunanza e cooperatività, partecipazione, mettendo a disposizione le singole conoscenze, creando nuovi contenuti. Tutto ciò genera valore comune che sfugge a tutti gli sforzi degli economisti di elaborare teorie economiche. "Il tipo di economia generata dalla 'donazione disinteressata'. Quest'economia offre un'ampia scelta e spinge le persone a ricambiare per gratitudine". (Kevin Kelly) In che modo? Io posso spiegare agli altri come si calcolano i seggi con la nuova legge elettorale, qualcun altro come sostituire una gomma dell'auto. Come si genera valore? Esempio, mi collego su un sito linko sulla sezione Cinema mi informo sui titoli, sugli orari, sulle sale, così dove alloggiare, prendere un Pullman, un Taxi, leggo lo spunto di una notizia, il titolo di un libro da leggere, l'indirizzo di una concessionaria, di un ristorante o di un agriturismo. Quantificare economicamente in euro? Provate solo con l'esempio, vi renderete conto la potenzialità della rete 24 ore su 24, 365 giorni l'anno, aggiornamenti in tempo reali in qualunque angolo del mondo accessibili con un Pc e una connessione web. Comprare prodotti tipici lametini dal Canada, Argentina, USA, Australia, Nord Europa. Averli in pochi giorni a Toronto, Pittsburgh, Buenos Aires, Montreal, Monaco, Londra. WYSIWYG. W-y-s-i-w-y-g, what you see is what you get: quello che vedi ottieni. Sul web è l'utente che 'insegue' la pubblicità e non il contrario. Si cerca ciò che interessa. Ma la vera rivoluzione più che economica è sociale. E chi ci guadagna? La comunità, che ne riconosce il valore e ricambia in termini di accessi, visite al sito, link, commenti e ciò spingerà a pubblicizzare un idea, un valore, un evento, un'azione o semplicemente un prodotto. Il fattore di successo di un blog è l'attendibilità più è attendibile, più aumenta gli accessi. Più ha contenuti di qualità, più è linkato. I link faranno circolare le idee, premiare i comportamenti o censurare la multinazionale che sfrutta il lavoro nero. Sembra così semplice che ancora non ci rendiamo conto pienamente della rivoluzione in atto proprio davanti ai nostri occhi. I refrattari al cambiamento ancora sono titubanti sulle potenzialità della rete le danno poca credibilità e la considerano una realtà a parte. Molti la spulciano, pochi ne parlano e si guardano bene dal dire "l'ho letto su internet." Credibilità. Da qui anche il dibattito sulla lotta tra blog e giornalismo. Cosa può avere più credibilità, una notizia con cento commenti o una notizia con il solito parere dei soliti noti? Un fatto raccontato da cento persone o una notizia data da una persona sola? Cos'è più "giornalistico"? Sul web, chiunque abbia qualcosa da dire su un dato argomento lo può fare immediatamente. Come si forma un'opinione ascoltando sempre la stessa campana o confrontarsi con il parere dei molti? E' superato il tempo di sentire gli altri ed il loro poco interessante che hanno da dire. - Dopotutto chi possiede la saggezza della folla? La folla stessa. (Jeff Jarvis) E se circolano notizie false come si fa a capire? Ogni post (commento) ha una data ed una memoria per essere sbugiardato. Anche se viene cancellato c'è qualcuno che l'ha riportato su un altro sito e che puo sempre e comunque far notare immediatamente agli altri la credibilità. Cosa che è molto più difficile con un giornale o un telegiornale. I media tradizionali sono in crisi, decadenti come il tempio sacro della giurassica ed inguardabile TV o dei professorali giornali che ti vendono in allegato un frigorifero per congelarti i cervello per consumare passivamente quello che loro dicono. Con essi anche il mestiere di giornalista che nonostante le resistenze s'interroga sul rapporto con queste nuove forme di comunicazione. In molti non si sono ancora accorti che la realtà è fluida, dinamica, in continua evoluzione. Il pubblico è interattivo ed il web è interattivo, aperto, immediato, pluralista, partecipativo. <Se per la maggior parte dei casi in redazione si deve seguire la linea del giornale e rispettare spazi predefiniti, sul proprio blog il giornalista è uno e trino: redattore, direttore e grafico. Il weblog è interamente nelle mani del reporter>. (V.Russo) «Un giornalista è prima un giornalista. Il valore (del blog) è proprio nel dare una visione dei fatti e idee dal punto di vista specifico di qualcuno». (Valdemarin) Così De Kerchove, considerato lerede di McLuhan: la rete modifica la nostra tradizionale identità, determina un nuovo sé fluido e connesso e chissà quanto avrebbe da dire lo stesso McLuhan circa i blog ed il suo concetto di villaggio globale E' il media stesso ad essere per la prima volta nella storia del mondo democratico. Internet guadagna utenti i vecchi media sono entrati in un lento ineluttabile declino. Se ci sarà crossmedialità questa sarà davanti allo schermo di un computer collegato alla rete globale. I vecchi clichè saranno deposti in bacheca. Dal discusso Focus della Casaleggio e Associati da cui si apprende, tralaltro, che i blog più visitati sono quelli che si occupano di politica (sic!) e di innovation technology. <La Rete è un supermedia che tende ad assorbire e a trasformare ogni altra forma di comunicazione... I quotidiani e i telegiornali sono superati dalle notizie in rete, sempre più di fonte individuale attraverso i blog. [...] In un tempo valutabile tra i cinque e i dieci anni i vecchi media, in assenza di nuove strategie e modelli di business, non avranno alcuna cittadinanza (e quindi profitti) nellon line e, dato il progressivo spostamento dellinformazione in Rete, saranno destinati a scomparire.> Quanto sono vecchi ed in ritardo gli "Old media"? Un esempio: Alex Tew il 21enne inglese che ha venduto per un dollaro a pixel una pagina web. I blog ne avevano parlato alla fine di novembre. Solo il 22 dicembre, e su segnalazione di un navigatore, lo pubblica il Sole 24 ore, lo ripubblica il 31 dicembre il Corriere della Sera, e l'11 gennaio lo ri-ri-pubblica il Foglio di Giuliano Ferrara passando sempre come scoop! Già nel Settimo Sigillo del 19/12/2005 lametropolis.it riportava un articolo di David Weinberger in cui si sottolineava la crisi dei vecchi media ma il dibattito è ancora aperto. Ma da dove nasce l'interrogativo blog vs giornalismo? La questione BLOG è stata sollevata per la prima volta l'11 settembre 2001, ha ripreso nuova linfa vitale nell'estate 2004 quando il Partito Democratico americano ha accreditato alla convention di Boston oltre ai giornalisti dei media tradizionali alcuni celebri Bloggers. Ciò ha scatenato la reazione dei giornalisti e aperto alcuni interrogativi. I blog devono essere considerati una forma di giornalismo? Sono attendibili, respondabili? A quale valori etici e morali si rifanno? Hanno una propria deontologia? La risposta l'hanno data con la guerra in Iraq e proprio alcuni soldati americani che attraverso i loro "diari" hanno denunciato gli orrori della guerra. Non a caso proprio adesso il dibattito acceso in america - considerata la patria della democrazia e delle libertà - è sulla limitazione di queste nuove forme di comunicazione. I recenti scandali interni dell'amministrazione Bush sono stati sollevati proprio dai bligger. Dall'altra parte del globo per il governo cinese i blog costituiscono addirittura l'orrore di sovvertire il regime. Già questo dovrebbe dirla tutta sull'importanza del fenomeno. E spesso come accade per i dibattiti più accesi si dimentica il motivo principe per cui tutto è nato: "in america i blogger si impegnano per costituire un'alternativa al giornalismo, delusi dalla piega che sta prendendo il giornalismo, dalla mancanza di obiettività (pallino del giornalismo di matrice anglosassone), di indipendenza, di notizie". (webgol.it) Ma forse il concetto di giornalismo o di citizen journalism è limitativo per il blog e come i fenomeni che nascono in Rete la portata di questa rivoluzione la scopriremo soltanto a posteriori se non ne stiamo già beneficiando gli effetti, come in questo momento, per esempio. Conclude Thomas Crampton, che con il suo post Blogging_vs_journalism ha ispirato questo Settimo Sigillo. (traduzione letterale) "noi possiamo solamente concludere che l'interfaccia tra blog e giornalismo è una zona calda che sarà divertente da guardare". Additions and critiques to this list welcomed 30/01/2006 |
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