Opinione diffusa
è che l'artefice principale della conurbazione
di Lamezia Terme, cui va l'alloro di padre
fondatore, fu il sen. Arturo Perugini. In una conferenza stampa
tenuta nel gabinetto dall'allora Sindaco di
Nicastro, avv. Antonio Magnavita il 31 ottobre
1963 annunciò di aver presentato alla Presidenza
del Senato in data 29 ottobre 1963 un disegno di
legge che mirava all'unificazione dei Comuni di
Nicastro, Sambiase e di S. Eufemia Lamezia in un
unico comune con la denominazione, appunto, di
Lamezia Terme. La scelta del nome Terme fu
per il fatto del termalismo [
] allora si
pensava che con gli scavi archeologici venisse
davvero fuori l'antica Lamezia, la vetus civitas.
[
] una città di cui ha parlato anche
Aristotele, il golfo si chiamava "sinus
lamaeticus" [
] poi le ricerche
storico-archeologiche hanno dimostrato che questo
sito non esisteva [
] era in realtà Terina
e non Lamezia ed il golfo veniva chiamato
"sinus terineus", addirittura in una
vecchia carta olandese c'è disegnato uno scoglio
recante la scritta scopulus terineus e non
lamaeticus". (v. Int. V). La proposta di legge Perugini di
unire i comuni non costituiva di certo una
novità. Circa 40 anni prima, infatti, era già
stato pensata da una altro parlamentare
nicastrese il sen. Salvatore Renda. Questi era
spinto dall'onda delle politiche di popolamento
delle campagne operate durante il regime
dittatoriale fascista. Dello stesso periodo
(1927) è la costituzione della grande Reggio
Calabria che univa 14 piccoli comuni soprattutto
delle aree collinari. L'idea era addirittura di
fare di Nicastro una provincia. La legge
riguardava l'unione dei comuni di Nicastro e di
Sambiase, non essendo ancora stato istituito il
Comune di S. Eufemia Lamezia. Quest'ultimo
comune, infatti, sarà costituito per volontà
del Regime Fascista attorno al preesistente
nucleo ferroviario denominato "Sant'Eufemia
Biforcazione", con la legge 8 aprile 1935 n.
639. Ma le pretese e le ambizioni mosse nel 1927
dal senatore Renda non furono accolte dagli
amministratori del comune di Sambiase che non
vollero rinunciare alla propria autonomia e
soprattutto ricadere sotto la denominazione di
nicastresi. Maggiore fortuna ebbe il
senatore Perugini che da "ardito
combattente", (così dipinto dalle cronache
locali) intendeva invece portare a termine la sua
sfida. Da convinto stratega cominciò così a
trovarsi degli alleati. Inizia a tracciare la
trama con il suo amico e collega di partito
l'onorevole Salvatore Foderaro, entrambi
democratici cristiani, per indurlo a presentare
all'altro ramo del Parlamento un disegno di legge
analogo al suo che rafforzasse l'idea e la
volontà politica locale della conurbazione. Il
disegno di legge Foderaro fu presentato alla
Camera dei deputati il 4 novembre 1963; sosteneva
l'interesse vitale della comunità locale e per
l'avvenire economico della piana e dei paesi del
comprensorio della piana lametina. C'è da
sottolineare che i due disegni di legge
differivano di poco, differivano solo nella parte
inerente l'attribuzione del riconoscimento di
stazione di cura, di soggiorno e turismo. Il 13
novembre del 1963 nel salone della Società
Operaia in via indipendenza, il senatore Perugini
illustrò agli amministratori dei tre comuni i
motivi che lo avevano indotto a presentare il
disegno di legge su Lamezia Terme. I motivi si
possono desumere dalla lettura del DDL sui
vantaggi che l'istituzione di un unico Comune
avrebbe comportato, che si basano solo sulla
centralità geografica rispetto alla regione
Calabria non ancora dotata né dell'aeroporto
internazionale né dall'autostrada SA-RC e della
superstada dei Due Mari. Queste venivano indicate
come condizioni favorevoli per un immediato
sviluppo che solo con una unione amministrativa
poteva avere un impulso più marcato. "Nel
mese di marzo 1964 la Commissione del Senato,
alla quale era stato affidato l'incarico di
esaminare preventivamente il disegno di legge
Perugini, decise che, in base a quanto era
sancito dall'art. 133 della Costituzione della
Repubblica, la decisione in merito spettava al
governo regionale, che aveva il potere
legislativo di azione (art. 117) per
provvedimenti del genere"(nota storica). La
questione era di difficile soluzione in quanto la
Regione Calabria, non era ancora stata istituita.
Il decentramento Regionale, fatta eccezione per
le regioni a statuto speciale, venne avviato in
Italia con le elezioni dei primi consigli
regionali a statuto ordinario nel giugno del
1970. In
realtà: "Presenta questo progetto di legge
che è sottoposto all'esame delle commissioni
competenti del Senato. Relatore di questo
progetto di legge è il Sen. Gigliotti, il quale
originario di Decollatura (CZ) ma trapiantato a
Roma e qui eletto in uno dei collegi senatoriali
della capitale nelle liste del P.C.I.. Il
senatore Gigliotti esamina il progetto di legge e
mette in evidenza il fatto che, conoscendo la
realtà lametina, gli risultasse estremamente
difficile convincersi della spinta
all'unificazione in base alla storica
contrapposizione tra Nicastro e Sambiase. Ma al
di là di questo sorgeva un problema inerente la
copertura finanziaria. Non bastava unificare tre
Comuni, c'erano dei costi aggiuntivi a quelli
attuali relativamente ai servizi, all'anagrafe lo
stato civile ecc. ecc. Per cui alla fine il
provvedimento è accantonato anche se, nel corso
della discussione, è elogiato il progetto di
unificazione in special modo riferito ad una
regione come la Calabria. Ecco quanto espresso da
parte del Presidente della Commissione Finanza e
Tesoro del Senato: "Nella compilazione
del parere sul disegno di legge (Perugini) la
prego di tenere presenti considerazioni relative
alle conseguenze: esaminato il progetto di legge
n. 262 propongo allo stato dei fatti parere
contrario, poiché a prescindere dal merito del
provvedimento non sono stati neppure sentiti i
rispettivi Consigli Comunali, manca nella
relazione qualsiasi indicazione sul costo dei
servizi pubblici che sarebbe necessario istituire
o incrementare unificando i comuni [
] vero
è che le ultime case di Nicastro distano 2 Km
dal centro abitato di Sambiase, ma è da
osservare che il piccolo centro di S Eufemia
dista da Nicastro circa 10 Km. Con i più
cordiali saluti ecc.". Dopo questa
discussione al Senato il provvedimento rimane
accantonato, cioè lettera morta, come
altrettanti progetti di legge che si
presentano". (v. Int. I). Per i tre
anni successivi non si parlò più di
conurbazione ma una rapida accelerazione avvenne
verso la fine del 1967 (Gabinetto Moro), l'anno
dopo si sarebbe votato per le politiche. Questa
è una coincidenza che si ripete, infatti, anche
nel 1963 la presentazione del disegno di legge
coincise, quella volta, con le elezioni comunali
che si sarebbero tenute l'anno dopo. Una
circostanza, quella elettorale, da tenere in
considerazione nel quadro delle reali motivazioni
che spinsero all'unione. "Ad
una certa fase, con l'avvicinarsi delle elezione
del '68, viene riesumato questo
provvedimento
[
] Ma ci fu un altro
avvenimento convergente che era l'ipotesi della
soppressione della Diocesi. Ipotesi non
significava che la Diocesi di Nicastro doveva
essere necessariamente soppressa. In questo senso
la chiesa locale avrebbe operato a favore di una
unione ai vertici del Governo Nazionale al fine
di evitare lo smembramento della Diocesi. C'era a
Lamezia un Vescovo che era stato professore di
Moro
". (v. Int. I). "Era fraterno
amico di Aldo Moro, anch'esso pugliese e suo
allievo, allora Presidente del Consiglio. Mons.
Luisi riuscì a non far accorpare la diocesi di
Nicastro a quella di Catanzaro con un lungo
memoriale, che compilò e spedì alla S. Sede.
Nel primo paragrafo di questo memoriale il
vescovo così scrive: "
secondo un
progetto di legge, presentato dal Senatore Arturo
Perugini e in discussione alla Camera e al
Senato, è previsto l'accorpamento dei tre comuni
di Nicastro, Sambiase e S. Eufemia Lamezia, se,
come sembra, il disegno di legge sarà approvato,
la nuova città di Lamezia Terme avrà una
popolazione di circa 50.000 abitanti. In quel
"se come sembra" del memoriale di Mons.
Luisi, molti hanno visto l'interessamento del
vescovo per l'unificazione dei tre Comuni presso
il suo fraterno amico Aldo Moro
[
]. La
notizia, per la verità, non è scritta in nessun
documento di archivio, ma il fatto che sia
circolata nel lametino per lungo tempo, le
conferisce una buona base di credibilità.
". (v. Int. II). "Ma a questo
punto com'era possibile che il Vaticano
rinunciasse ad una sede così
appetibile
". (v. Int. I). Visto che
da lì a poco sarebbe nata una grande realtà
urbana, la quarta della Calabria? |
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