A
questo punto accadde qualcosa. Se per i tre anni
non si parlò più di conurbazione, tanto che il
progetto di legge fu di fatto bocciato, ma una
rapida ed improvvisa accelerazione avvenne verso
la fine del 1967, proprio sotto il Gabinetto
Moro. La soluzione poteva venire dalla
Commissione Affari della Presidenza del Consiglio
e dell'Interno presso il Senato. La costituzione del Comune
di Lamezia Terme venne discussa e approvata in
sede deliberante dalla I Commissione del
Senato mercoledì 18 ottobre 1967. La discussione
si risolse in pochissimo tempo. Alla fine il sen.
Perugini rilasciò la seguente dichiarazione:
"La proposta quando sarà approvata anche
alla Camera, trasformerà tre centri urbani in un
unico centro in piena sistemabilità urbanistica,
alla confluenza di rilevanti vie di comunicazione
in atto o di prossima realizzazione, beneficiario
di condizioni agricole e commerciali,
industriali, turistiche di sicuro e rapido
sviluppo". "Una particolarità
molto importante per capire il meccanismo che si
era messo in moto. Al Senato Perugini non compare
anche se aveva tutto il diritto di partecipare,
ma non di votare, alla discussione per sostenere
il suo disegno di legge [
] Così alla
Camera tutta la gestione la fa Bisantis destinato
succedergli nel collegio senatoriale". (v.
Int. I). Per via di traversie giudiziali, nel
frattempo occorse al sen. Perugini; accuse dalle
quali venne successivamente scagionato. Il testo
del disegno di legge approvato al Senato veniva
trasmesso alla Presidenza della Camera dei
deputati il 25 ottobre 1967, mercoledì. La
discussione si svolse presso la 2
Commissione Affari della Presidenziali del
Consiglio nella seduta di mercoledì 20 dicembre
1967. Relatore della legge questa volta è
appunto il deputato catanzarese l'On. Fausto
Bisantis di Gimigliano (CZ). Il testo del disegno di
legge approvato al Senato veniva trasmesso alla
Presidenza della Camera dei deputati il 25
ottobre 1967, mercoledì. La discussione si
svolse presso la 2 Commissione Affari della
Presidenziali del Consiglio nella seduta di
mercoledì 20 dicembre 1967. La proposta avanzata
dall'on. Foderaro, originario di Cortale (Cz), fu
dichiarata assorbita e pertanto, fu cancellata
dall'ordine del giorno. La proposta
avanzata dall'on. Foderaro, originario di Cortale
(CZ), fu dichiarata assorbita e pertanto, fu
cancellata dall'ordine del giorno. L'On. Foderaro
si fece ammettere alla seduta in base al
regolamento della Camera anche con diritto non
solo alla parola ma anche al voto in sostituzione
di uno tra i deputati Dagnino e Cassiani,
coincidevolmente assenti quel giorno. (v. App. B
158). "A differenza di Perugini,
Foderaro alla Camera andò in Commissione e
questo voleva dire qualcosa. In sostanza la D.C.
aveva scelto una strada: sostituire Perugini,
sostituirlo con Bisantis. Fare il modo che
Bisantis fosse il protagonista dell'approvazione
del disegno di legge per avere la carta politica
da indicare alla popolazione dai tre Comuni
[
] alle elezioni". (v. Int. I). Il
Presidente della Commissione, Sullo, sottolineò
che rinviando al Senato la proposta di legge, per
qualche rettifica formale, si rischiava di non
farla approvare prima della fine della
legislatura, anzi sollecitava la commissione
affinché il progetto di legge venisse approvato:
"Raccomando vivamente l'approvazione del
testo così come ci proviene dal Senato".
(v. App. B p. 158). Ecco
perché l'unico artefice della conurbazione venne
riconosciuto nella figura del sen. Arturo
Perugini, nicastrese di nascita e per questo
motivo di orgoglio per sé e per la popolazione
di Nicastro. "Lui (Perugini) è
padre della proposta di legge, non è il padre
della legge. La legge è sostanzialmente stata
approvata per l'azione svolta da Bisantis e per
queste convergenze di interessi che si sono
determinate. Senza di ciò la legge non sarebbe
stata approvata". (v. Int. I). La
discussione, così come era accaduto per il
Senato, si esaurì in breve tempo dalle 11:40
alle 12:10, ma anche i tempi di trasmissione da
una camera all'altra sono brevi. "Il
Senato approva ed approva in commissione in sede
deliberante. Dal 18 ottobre al Senato il 20
dicembre del 1967 si passa già alla Camera.
Nemmeno le leggi finanziarie hanno questa
rapidità". (v. Int. I). Qualche
componente la commissione sollevò delle
eccezioni riguardo la volontà popolare del
progetto, l'On. Foderaro e il relatore l'altro
deputato calabrese, l'On. Bisantis, relatore
della legge, "garantirono" circa il
consenso dei cittadini dei tre centri. La legge
fu votata all'unanimità dai 25 parlamentari
della commissione.(v. App. B p. 158). "
A
questo proposito c'è da dire che a norma
dell'art. 117 e 133 della Costituzione, nonché
del Testo Unico della legge comunale e
provinciale (TULCP), ogni variazione delle
circoscrizioni comunali e provinciali devono
essere precedute dal pronunciamento del consiglio
provinciale oltre che da quello dei Comuni
interessati. Questo per far capire come la
procedura era abbastanza complicata e non poteva
essere risolta, [
] in quel brevissimo
periodo occorso per l'approvazione della legge.
In ogni caso i consigli comunali non furono
ufficialmente investiti, c'è il pronunciamento
del Consiglio Comunale di S. Eufemia per
un'iniziativa autonoma (contraria) e "motu
propria", ma non c'è un input da parte del
Ministero degli Interni, da parte del Parlamento
o da parte dello stesso interessato" (v.
Int. I). "La
creazione del nuovo comune era avvenuta quasi in
silenzio perché le popolazioni interessate non
erano state informate della maturazione
dell'evento". (È ciò che afferma Antonio
De Sarro in una cronaca cittadina. (v. nota.). La
legge istitutiva del comune unificato perciò, fu
assunta in violazione delle norme costituzionali
che garantiscono l'autonomia degli enti
territoriali ed in contrasto col senso
democratico della volontà popolare. L'iniziativa
venne presa al vertice e i componenti la 2
commissione della Camera dei Deputati - come si
legge in un verbale (Bollettino Camera dei
deputati n. 674 del 20 dicembre 1967, pag. 894 v.
app. legge) - si convinsero che : " ...in
tre comuni della Calabria - con un movimento
autonomo di base - si è manifestata l'esigenza
di una concentrazione
" e "
di ciò si da atto ai tre comuni che hanno
promosso l'iniziativa...". (v. App. B p.
158). Tali affermazioni non corrispondevano a
verità in quanto non era mai stato costituito un
"movimento dal basso." L'art. 133
comma II della Costituzione Repubblicana così
recita: "La Regione, sentite le popolazioni
interessate, può con sue leggi istituire nel
proprio territorio nuovi Comuni e modificare le
loro circoscrizioni e denominazioni". Era
dunque lecito procedere ad una consultazione
referendaria. Ma sia i tempi dell'approvazione,
sia l'eventuale risultato referendario negativo
all'unione, hanno indotto a procedere per una via
abbastanza insolita per un paese democratico.
Altre violazioni di leggere riguardano, come
detto, il TULCP del 1934 nella parte inerente
l'istituzione di nuovi comuni. "Può
considerarsi una iniziativa verticistica?
Ricorrente è l'affermazione secondo la quale
dietro tutta l'operazione ci sia l'abile regia
del sen. Arturo Perugini che mise di fronte al
fatto compiuto tutti i cittadini che si trovarono
improvvisamente lametini". Da annotare
che si fece ricorso alla procedura legislativa
accelerata tramite commissione in sede
deliberante. Appena la legge fu approvata, e
prima della sua promulgazione, vennero costituiti
alcuni comitati di agitazione, ma non si ottenne
nessun effetto. "Gli
abitanti dei tre comuni rimasero indifferenti,
freddi apatici e non reagirono di fronte a quanto
a loro insaputa, considerando che non si era
indetto un referendum per conoscere il loro
giudizio, si stava tramando. L'idea della
conurbazione non sembrò toccare i sindaci dei
tre comuni, non lo discussero, non lo studiarono,
non ci fu un coinvolgimento in un progetto che
intravedevano se non come una ipotesi
remota". Anche se, come detto, una netta
presa di posizione era stata fatta dal Sindaco di
S. Eufemia Lamezia Costantino Fittante. Come detto
la stranezza di questa conurbazione ebbe
successivamente degli strascichi, infatti, nel
marzo del 1975 fu costituito un "Comitato
per la ricostruzione dei Comuni di Nicastro,
Sambiase e S. Eufemia" (v. App. B p. 167) il
quale si prefiggeva lo scopo di presentare al
consiglio regionale della Calabria un disegno di
legge di iniziativa popolare per l'istituzione
dei tre preesistenti Comuni". Un Notaio (v.
Int. IV) per ognuno dei tre centri aveva il
compito di raccogliere le sottoscrizioni. "Fu
fatto poi il comitato per la ricostituzione dei
tre comuni era che era prevalentemente formato da
persone di estrazione missina che avevano una
spiccata nicastresità, molto marcata, e tentano
anche di sfruttare il rovescio della medaglia a
Sambiase. Ovvero: "nua chi c'intramu cu
Sambiasi" e "nua chi c'intamu cu lli
nicastrisi" .(v. Int. I). "Per quanto
mi riguardò io detti la disponibilità, quale
pubblico ufficiale democratico, e accettai a
raccogliere le firme. Così se c'era una
categoria di persone scontente che volesse
aderire a questa iniziativa poteva farlo, però,
in effetti, poi firme non ne abbiamo raccolte, o
meglio da me non è venuto nessuno. [
]
Nasce così solo allo stato di proposta ma poi la
cosa non andò avanti.[
] La scontentezza
derivava solo da dalla mancanza di risultati in
tempi brevi [
]. |
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