AMICI DELLA TERRA |
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06/07/06 |
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Più del 20% della
disponibilità di spiagge balneabili dellintera
penisola italiana di Mario Pileggi
(*) -------- Lacqua
in Calabria, invece di benessere, continua a
provocare movimenti franosi sui rilevi collinari e
montani, alluvioni in pianura con lallagamento ed
il convogliamento anche di rifiuti e,quindi,
linquinamento delle falde idriche e delle acque
marine. Per la sicurezza, ed anche per non sottostimare
le reali necessità per il risanamento, comè lo
stato di salute dei mari della Calabria? |
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| Nel mese di maggio dopo nove giorni
dallinizio della stagione balneare 2006, il Ministero
della Salute ha reso noto i dati ed, in
particolare, i 99 Km di costa inibiti alla balneazione
in Calabria nel corso della precedente stagione. Per
lo stesso Ministero la costa balneabile risulta
esattamente della lunghezza di 616,4 Km. Dopo più
di un mese, il 12 giugno, con Delibera
dellassessorato allambiente, la regione
ha individuato oltre cento zone di divieto di
balneazione complessivamente lunghi più di 80 Km,
dei quali più di cinquanta chilometri per inquinamento. In
pratica, molto più del doppio dei 40 Km e del 5%
riportati anche nei titoli di alcuni importanti mezzi
dinformazione in occasione dellarrivo e
presentazione del cosiddetto pool di esperti per
salvare il mare dei giorni scorsi. Limprecisione
di dati diffusi anche per televisione riguarda pure la
reale disponibilità del patrimonio costiero regionale
aumentato a 800 e addirittura fino a 850 Km
mentre, comè noto, è di 715 km e
settecento metri. Un
patrimonio molto rilevante se si considera che, anche
senza i cento km di costa considerati inidonei dal
Ministero della Salute, in Calabria
cè sempre un quinto di tutta la disponibilità di
costa balneabile della penisola ed il 12,3%
dellintera Italia comprese le due isole maggiori. |
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| Patrimonio rilevante ed anche unico
perché la Calabria dispone dei fondali più sani, delle
acque più trasparenti e didentità geoambientali
di notevole interesse di tutto il Mediterraneo; sulle
antichissime e tante rocce che formano le coste
calabresi, tra laltro, sono impressi e si possono
leggere eventi geomorfologici e tettonici non presenti
nel resto della penisola. Continuare ad ignorare questa
realtà, o, peggio, aumentare la lunghezza della
disponibilità delle costa e ridurre la lunghezza dei
divieti per ottenere percentuali
irrisorie, non è nellinteresse generale e
non aiuta a migliorare le acque marine e limmagine
della Calabria. Così come non giova alla Calabria
spostare lattenzione sul gioco delle
bandierine colorate assegnate tenendo conto di fattori
diversi di quelli che la normativa prevede per
lidoneità alla balneazione. Daltra
parte, la tendenza allimprecisione sul tema può e
deve essere superata con il semplice rispetto delle norme
e direttive dellUnione europea sul come dare
tempestiva e dettagliata informazione al pubblico di
tutti i dati sui luoghi e risultati delle analisi delle
acque di balneazione; e come viene puntualmente fatto e
pubblicato su molti portali dellARPA (Agenzia
Regionale per la Protezione Ambientale) di altre regioni
dItalia. Ostinarsi
a non rispettare le specifica Direttiva europea sulle
acque di balneazione significa continuare con le carenze
informative sottolineate nella
Seconda Relazione sullinquinamento delle
coste e gestione degli impianti di depurazione nei comuni
costieri della fascia tirrenica compresi nelle province
di Vibo Valentia, Catanzaro e Cosenza della
Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti.
Relazione dove, tra laltro, si legge: nessuna
puntuale informazione alla popolazione, alle imprese,
alla comunità scientifica è stata fornita dalle
autorità, nonostante nella stagione balneare i risultati
esposti negli allegati ben noti alle autorità
sanitarie concretino lesposizione della
popolazione ad una serie di possibili rischi derivanti
dalla balneazione. Così
come è dannoso ignorare le ripetute denuncie dei
Commissari allambiente dellU.E, per il fatto
che alcune regioni invece di ridurre i divieti di
balneazione con leliminazione
dellinquinamento, riducono i tratti di spiaggia
dove fare i bagni e sopprimono dallelenco delle
zone da controllare quelle inquinate; con danni e guasti
non limitati al mare ed allimmagine della regione. |
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| Significativa, in proposito, la recente
diffida dellUnione Europea allItalia per la
soppressione delle zone da controllare, e quanto
affermato dal commissario all'Ambiente, Stavros Dimas:
La direttiva comunitaria sulle acque di
balneazione ci aiuta a garantire acque pulite
ai milioni di bagnanti che le frequentano nei
mesi estivi. Per questo sono
preoccupato per il fatto che alcuni stati membri non
applichino più le misure di tutela introdotte dalla
direttiva in diverse migliaia di zone di balneazione in
tutta l'Ue. Senza la
trasparenza sui dati e la conoscenza della realtà
geoambientale difficilmente sarà possibile individuare
mezzi e metodi per rendere tutta lacqua trasparente
ed accrescere linteresse per i cittadini a fermarsi
e ritornare sulle bellissime ed assolate spiagge della
Calabria. Per
favorire queste trasparenze e la valorizzazione delle
coste del Tirreno e dello Ionio, tutti i dati
sulla balneazione e le relative analisi contenute nel
Rapporto sullo stato di salute dei mari di Calabria
degli Amici della Terra, unitamente
allACU ( Associazione
Consumatori Utenti Onlus della Calabria ) ed alle Federazione
dellImpresa Sociale Non Profit della Compagnia
delle Opere della Calabria,
saranno illustrati il 20 luglio prossimo a Lamezia Terme.
( * ) Geologo
presidente Amici della Terra Lamezia Terme |
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FAVORIRE
ANCHE IN CALABRIA LINFORMAZIONE E LA PARTECIPAZIONE
DEI CITTADINI COME INDICATO NELLA DIRETTIVA
DELLUNIONE EUROPEA SULLE ACQUE DI BALNEAZIONE Per garantire
linformazione e la partecipazione dei cittadini sulla
condizione delle acque e per prevenire
linquinamento la citata Direttiva
dellUnione europea sulle acque di balneazione,
tra laltro, prevede che: 1)
Gli Stati membri incoraggiano la partecipazione
del pubblico all'attuazione della presente direttiva
e assicurano che siano fornite al pubblico interessato
opportunità:
di informarsi sul processo di partecipazione; e
di formulare suggerimenti, osservazioni o reclami. Ciò
riguarda in particolare la preparazione, la revisione e
l'aggiornamento degli elenchi di acque di balneazione. Le
autorità competenti tengono in debito conto le
informazioni ottenute. 2)
Gli Stati membri assicurano che le seguenti informazioni
siano divulgate attivamente e messe a disposizione con
tempestività durante la stagione balneare in
unubicazione facilmente accessibile nelle immediate
vicinanze di ciascuna acqua di balneazione: a)
la classificazione corrente delle acque di balneazione e l'eventuale
divieto di balneazione o avviso che sconsiglia la
balneazione mediante un segno o un simbolo chiaro e
semplice; b)
una descrizione generale delle acque di balneazione, in
un linguaggio non tecnico, basata sul profilo delle acque
di balneazione; c)
nel caso di acque di balneazione soggette ad inquinamento
di breve durata:
notifica che l'acqua di balneazione è soggetta ad
inquinamento di breve durata,
indicazione del numero di giorni nei quali la balneazione
è stata vietata o sconsigliata durante la stagione
balneare precedente a causa di tale inquinamento, e
avviso ogniqualvolta tale inquinamento è previsto o
presente; d)
informazioni sulla natura e la durata prevista delle
situazioni anomale durante tali eventi; e)
laddove la balneazione è vietata o sconsigliata, un
avviso che ne informi il pubblico precisandone le
ragioni; f)
ogniqualvolta è introdotto un divieto di balneazione
permanente o un avviso che sconsiglia permanentemente la
balneazione, il fatto che l'area in questione non è più
balneabile e le ragioni della sua declassificazione; e g)
unindicazione delle fonti da cui reperire
informazioni più esaurienti. 3)
Gli Stati membri sfruttano adeguati mezzi e
tecnologie di comunicazione, tra cui Internet, per
divulgare attivamente e con tempestività le
informazioni sulle acque di balneazione, nonché le
seguenti informazioni in varie lingue, ove opportuno: a)
un elenco delle acque di balneazione; b) la
classificazione di ciascuna acqua di balneazione negli
ultimi tre anni e il relativo profilo, inclusi i
risultati del monitoraggio effettuato ai sensi della
presente direttiva dopo lultima classificazione; c)
nel caso di acque di balneazione classificate
"scarse", informazioni sulle cause
dell'inquinamento e sulle misure adottate per prevenire
l'esposizione dei bagnanti allinquinamento e per
affrontarne le cause; e d) nel caso di acque di
balneazione soggette a inquinamento di breve durata,
informazioni generali relative:
alle condizioni che possono condurre a inquinamento di
breve durata,
al grado di probabilità di tale inquinamento e della sua
probabile durata,
alle cause dell'inquinamento e alle misure adottate per
prevenire l'esposizione dei bagnanti all'inquinamento e
per affrontarne le cause. L'elenco
di cui alla lettera a) è disponibile ogni anno prima
dellinizio della stagione balneare. I risultati del
monitoraggio di cui alla lettera b) sono resi disponibili
su Internet una volta completate le analisi. La
stessa U.E sottolinea che le informazioni
non dovrebbero, tuttavia,essere divulgate solo via
Internet, ma anche attraverso mezzi di comunicazione
più tradizionali come i giornali locali, gli opuscoli
distribuiti nei luoghi pubblici, ecc. Ed inoltre che
Gli " effetti collaterali " positivi
dellinformazione dei cittadini si possono così
riassumere: 1) i cittadini potrebbero segnalare i casi
reali o sospetti di inquinamento; 2) essi avrebbero una
migliore conoscenza delle tematiche e dellimpegno
profuso dai responsabili della gestione della qualità. Geologo
Mario Pileggi |
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