Opzione Put e opzione Call: le definizioni

Opzione Put e opzione Call: le definizioni

State per avventurarvi nel duro mondo degli affari. Cosa sapete a proposito di tutte le ultime novità introdotte durante gli ultimi anni? Nulla? Allora forse è meglio definire qualche parametro per discutere meglio su cosa possiamo usare per combinare qualche affare. In questo caso, considerate l’esistenza delle opzioni.

Le opzioni si dividono in due sezioni: Opzione Call e Opzione Put.

E’ indispensabile sapere la differenza fra i due termini. In entrambi i casi si parla di sottoscrivere ad un opzione.

L’opzione Call ci da il diritto (ma non naturalmente l’obbligo) di comprare una quantità precisa di merce o attività finanziaria (ma anche una valuta) da chi vende l’opzione per sé (definito writer) determinando un momento futuro – precisato dalla data di scadenza – nel quale è definito il prezzo prestabilito (definito anche strike). Se il valore di quest’opzione aumenta e supera lo strike, viene definito il tutto “In the money” e si può perciò concludere un ottimo affare!

L’opzione Put è sostanzialmente il contrario di questo discorso. Vi è il diritto, ma non l’obbligo, di vendere secondo le circostanze appena definite.

Ricordiamoci sempre comunque che è il venditore a definire se un opzione dev’essere Call o Put. Si definisce questo anche un contratto. Quando siamo dalla parte del venditore, siamo obbligati a seguire il nostro contratto. È invece il compratore che è libero di rispettare quel che è stato concordato o meno. Ma quindi, che ci conviene a fare essere dei venditori? È chiaro: se siete dei venditori, è presente un premio per ogni Opzione Call o Put conclusa con successo. C’è perciò un buon motivo per essere dei venditori di contratti ad opzione, ma bisogna sempre prendere la faccenda con le giuste cautele.

Questa è solo una piccola definizione della vastità di cosa possiamo fare per giocare sul mercato, perciò informatevi sempre di più su tutto quello che c’è (e ci sarà) in giro per la borsa!

 
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